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SUMMARY:Ci sono cose più importanti di cui parlare - Le Cariatidi // Residenza di creazione
DESCRIPTION:Per il ciclo “Con le migliori intenzioni”\, dal 2 al 16 novembre la MAB ospita la residenza artistica della compagnia Frosini Timpano\, con il lavoro Ci sono cose più importante di cui parlare – Le Cariatidi. \nParliamo di donne\, di femminismo\, della terza quarta quinta ondata\, o della marea\, e della dispersione della lotta\, delle domande che dei dubbi che ti girano dentro\, essere radicali o cambiare quel che c’è con cosa c’è\, i (non nuovi) dilemmi\, le contraddizioni… Perché in fondo che volete? \nAvete raggiunto la parità\, avete fatto tante conquiste\, noi siamo con voi\, qui nel mondo che ormai è cambiato… È cambiato? Continuiamo a muoversi nella casa del padrone\, dove abbiamo messo delle belle tendine che sembrano nuove\, dove seguiamo la sua ombra\, cercando di entrarci dentro. E dunque come si fa? Come si fa? Come si fa ad essere femministe (o transfemministe etc) in mezzo a un mondo che non lo è e che\, lo vediamo\, è affacciato sul baratro\, come si fa se ci sono cose più importanti di cui parlare\, da cui occuparsi? Guerre\, sfruttamento\, disparità sociale\, ingiustizia economica\, disastro ambientale… Lo vediamo. Ci sono cose più importanti di cui parlare. Essere dentro il mondo\, inequivocabilmente patriarcale\, o esserne fuori? E se sono fuori che faccio?\nCome ci vivo? Lo rivolto il mondo\, con questo linguaggio? \n  \nCrediti\nuno spettacolo di Frosini Timpano\ntesto di Elvira Frosini\nregia di Elvira Frosini e Daniele Timpano\ncon: Elvira Frosini e altro cast in via di definizione\nuna produzione GLI SCARTI – Centro di produzione teatrale di innovazione\nin coproduzione con Kataklisma Teatro\nFoto di Eolo Perfido \nLa Compagnia Frosini Timpano nasce nel 2008 dall’incontro fra Elvira Frosini e Daniele Timpano. I loro lavori sono stati rappresentati e co-prodotti dai più importanti teatri e festival in Italia e all’estero. Tra i loro spettacoli: Dux in scatola (2006)\, Reperto#01 (2006)\, Ecce robot! (2007)\, Sì l’ammore no (2009)\, Risorgimento pop (scritto con Marco Andreoli\, del 2009)\, Ciao bella (2010)\, Digerseltz (2012)\, Aldo morto – tragedia (2012)\, Zombitudine (2013)\, Alla città morta. Prima epistola ai romani (2014)\, Carne (2016)\, Acqua di colonia (2016)\, Gli Sposi (2018)\, Ottantanove (2021)\, Archeologie Future (2021)\, Disprezzo della donna (2022)\, Tanti Sordi (2024). Molti loro lavori sono stati pubblicati da vari editori e sono stati finalisti e vincitori di numerosi premi. Fra tutti ricordiamo\nlo spettacolo Ottantanove\, vincitore nel 2022 del premio Ubu come migliore novità drammaturgica.
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SUMMARY:Nuoveau Grand Tour // Residenza arti visive
DESCRIPTION:Nell’ambito del Nouveau Grand Tour\, per tutto il mese di novembre la Maison des Artistes Bard accoglie Clémentin Taupin\, artista proveniente dalle arti visive. \nClémentine Taupin è nata nel 2001 nello Yonne. Dopo aver conseguito il DNA presso la Scuola di Belle Arti di Nancy\, ha ottenuto il suo DNSEP alla Villa Arson di Nizza nel 2024. Attualmente Clémentine è residente permanente presso lo artist-run space La Station a Nizza. Clémentine dipinge e disegna a partire da fotografie che realizza nel contesto del suo territorio rurale natale. \nLe sue opere pittoriche si sviluppano attraverso la reminiscenza di un paesaggio lontano\, nella solastalgia permanente delle topografie e dei corpi viventi. Figlia e nipote di allevatori di bovini\, il suo lavoro pittorico è impregnato del corpo della fattoria in cui è cresciuta e di cui attualmente ne disegna i contorni. Testimonia una trasmissione intergenerazionale di gesti ancestrali\, confrontandoli con quelli dell’agricoltura contemporanea\, con l’intento di tessere un legame intimo con la propria esperienza plastica. \nDurante la residenza alla Maison des Arts du Bard\, Clémentine desidera sviluppare una ricerca sul disegno e la pittura intorno alle stratificazioni del paesaggio alpino\, affrontando la montagna come un palinsesto geologico e memoriale. Il villaggio di Bard\, il suo rilievo e la sua storia\, rappresentano un terreno di osservazione propizio a un’esplorazione plastica che unisce sezioni immaginarie\, cartografie sensibili e paesaggi ricomposti. \n→ instagram.com/clementine.taupin \nQuesta residenza offre uno spazio-tempo privilegiato per lo sviluppo di progetti di ricerca o di creazione\, in relazione con il contesto alpino e le tematiche contemporanee. Per la residenza la MAB mette a disposizione un atelier a uso esclusivo dell’artista. \nIn collaborazione con l’Institut Français Italia
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SUMMARY:Cantiere Cultura
DESCRIPTION:Sabato 8 novembre la Maison des Artistes Bard ospita Cantiere Cultura\, un percorso partecipativo promosso dal Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Regione Autonoma Valle d’Aosta che intende mappare\, consultare e ascoltare gli attori culturali presenti e operanti sul territorio regionale\, come premessa per la predisposizione delle nuove linee strategiche del Settore Cultura della Valle d’Aosta. \nTra ottobre e novembre 2025 ci saranno quattro tavoli territoriali rivolti agli attori della cultura\, ossia a tutte le organizzazioni\, enti\, associazioni\, agenzie\, imprese e gruppi che producono\, creano\, organizzano\, gestiscono\, curano\, valorizzano o promuovono beni e attività culturali nella nostra Regione. \nL’incontro è aperto a tutti gli attori della cultura: organizzazioni\, enti\, associazioni\, agenzie\, imprese e gruppi informali che in Bassa Valle producono\, creano\, organizzano\, gestiscono\, curano\, valorizzano o promuovono beni e attività culturali. \nISCRIVITI AGLI INCONTRI\nObiettivi del percorso \n\n\n\n\n\nIl percorso punta a definire le nuove linee strategiche del Settore Cultura\, partendo dall’ascolto diretto degli operatori culturali. Le loro esperienze e le loro visioni permetteranno di delineare bisogni\, criticità e prospettive utili a costruire un piano strategico condiviso. \nSaranno attivati strumenti e momenti di confronto – online e in presenza – per raccogliere idee\, suggerimenti e contributi. Il piano verrà poi elaborato dai Dirigenti del Dipartimento\, integrando le proposte emerse dal territorio. L’obiettivo è rafforzare il legame tra Pubblica Amministrazione e comunità\, sperimentando un modello basato su partecipazione\, inclusione e collaborazione. \nCome si partecipa\n-> Gli attori della cultura possono \n\nportare il proprio contributo nella fase di ascolto e consultazione\, partecipando in uno dei quattro incontri territoriali. VAI AGLI INCONTRI(Si apre in una nuova scheda)\naderire alla mappatura partecipata degli attori culturali\, compilando un breve form che permette di apparire nella mappa geolocalizzata visibile in piattaforma. PARTECIPA ALLA MAPPATURA (Si apre in una nuova scheda)(attraverso il tasto “nuova organizzazione”)\n–> Cittadini\, cittadine\, abitanti della Valle e turisti sono invitati a partecipare alla consultazione online ed esprimere il proprio punto di vista su i temi al centro di questa fase di ascolto: risorse e potenzialità; sviluppo\, innovazione e visioni future; alleanze e intrecci; coinvolgimento\, accessibilità e digitalizzazione. DICCI LA TUA!(Si apre in una nuova scheda)\n\nTutti/e\, persone e organizzazioni\, potranno commentare il documento esito della fase di ascolto e consultazione che verrà pubblicato e reso accessibile su questa piattaforma nel mese di febbraio 2026.
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SUMMARY:Atlante. Oggi splende il sol
DESCRIPTION:Dal 10 al 18 novembre la MAB la compagnia Palinodie sarà in residenza artistica alla MAB per la creazione del nuovo spettacolo ATLANTE.\n \nUn lavoro corale che esplora il rapporto umano con la paura – da emozione primaria di sopravvivenza a strumento politico – e indaga il confine tra privato e collettivo\, realtà e percezione. \n\n\nSpettacolo selezionato per la stagione 25/26 della Saison Culturelle \n\n\nSinossi \n\n\n\nIn un aeroporto delle figure aspettano\, partono\, sono di passaggio. Stanno tornando a casa da un viaggio\, hanno in mano il biglietto che le porterà verso una vita migliore. Nei loro bagagli a mano ci sono le storie – a volte inconfessabili – che li hanno portati fino a qui. Fuori il mondo non ascolta. Va avanti\, schiaccia e travolge chi non riesce a ritagliarsi un’isola felice. Sono una poeta\, una hostess\, un cuoco\, un cantastorie con la chitarra sempre in spalla e un personaggio che sembra davvero il cattivo della storia. \nIl lavoro indaga il rapporto umano con la paura\, da emozione primaria di sopravvivenza\, a strategia politica. Il contenuto dello spettacolo si muove tra privato e pubblico\, tra soggetto e collettività. Dalla disarticolazione delle informazioni e dalla complessità della verifica delle fonti prende spunto\, per individuare un moto di conoscenza diverso. L’aeroporto Atlante è uno spazio di transito\, un paradiso contemporaneo. Gli aeroporti sono spesso le espressioni architettoniche più straordinarie di una città\, ma che cosa si cela dietro la perfezione della linea? \n\n\n\n  \nCrediti \nprogetto drammaturgico Verdiana Vono\nregia Stefania Tagliaferri\nconsulenza in scena e fuori scena Andrea Santantonio\ncon Nadia Casamassima\, Andrea Cazzato\, Silvia Pietta\, Verdiana Vono\ncontributi di Alberto Zanin\nuna produzione Palinodie\nin coproduzione con IAC – Centro Arti Integrate di Matera\nFoto di Giorgio Prodoti \n  \nPalinodie è una compagnia di teatro contemporaneo fondata ad Aosta nel 2012 e co-diretta da Stefania Tagliaferri\, regista diplomata alla Paolo Grassi\, e da Verdiana Vono\, dramaturg formatasi a Ert – Emilia Romagna Teatro. Tra i riconoscimenti più recenti il premio Scenario Adolescenza per Tinta di Vono e Cicconi\, il sostegno Siae Per chi Crea per la produzione di Alle mie figlie di Tagliaferri e Vono\, la selezione per La/s Escritura/s de La/s Diferencias del testo Brucia il Mito di Vono. \nAlla produzione degli spettacoli\, Palinodie affianca azioni di programmazione con l’intento di nutrire il discorso teatrale e lo sviluppo territoriale\, come la rassegna Prove Generali – Il teatro va in montagna (a Morgex da 2017) e il Festival Aosta Città Diffusa (dal 2021)\, collaborando con le principali istituzioni pubbliche valdostane e con enti privati\, tra i quali Fondazione Natalino Sapegno e Compagnia di San Paolo. \nPalinodie è ETS riconosciuta e finanziata dalla Regione Valle d’Aosta e da marzo 2025 ha in gestione la MAB – Maison des Artistes Bard\, innovativo centro di residenza\, primo stabile in Valle d’Aosta. A livello nazionale fa parte di Cresco\, di Risonanze (nel direttivo)\, di Illumina Rete Nazionale per la parità di genere nelle arti performative e in Borderlands. È nella co-progettazione di Plus Aosta e del Teatro Giacosa.
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SUMMARY:Apertura di residenza Le Cariatidi - Ci sono cose più importanti di cui parlare
DESCRIPTION:Presentazione dello studio sullo spettacolo in creazione\, compagnia teatrale Frosini Timpano.\n\nSabato 15 novembre\, ore 18:00\nMAB Maison des Artistes Bard\nIngresso gratuito \n\nLa pluripremiata compagnia teatrale nazionale presenta in anteprima lo studio del nuovo spettacolo teatrale\, in conclusione della residenza artistica presso la MAB Maison des Artistes Bard. A seguire confronto con il pubblico.\n\n\nDurante il pomeriggio la MAB aprirà le porte al pubblico e sarà possibile visitare l’atelier di Clémentine Taupin\, pittrice francese residente alla MAB per tutto il mese di novembre\, selezionata dal bando Nouveau Grand Tour dell’Insitut Français Italia.\n\n\nSinossi spettacolo Le Cariatidi\n\nParliamo di donne\, di femminismo\, della terza quarta quinta ondata\, o della marea\, e della dispersione della lotta\, delle domande che dei dubbi che ti girano dentro\, essere radicali o cambiare quel che c’è con cosa c’è\, i (non nuovi) dilemmi\, le contraddizioni… Perché in fondo che volete?\nAvete raggiunto la parità\, avete fatto tante conquiste\, noi siamo con voi\, qui nel mondo che ormai è cambiato… È cambiato? Continuiamo a muoversi nella casa del padrone\, dove abbiamo messo delle belle tendine che sembrano nuove\, dove seguiamo la sua ombra\, cercando di entrarci dentro. E dunque come si fa? Come si fa? Come si fa ad essere femministe (o transfemministe etc) in mezzo a un mondo che non lo è e che\, lo vediamo\, è affacciato sul baratro\, come si fa se ci sono cose più importanti di cui parlare\, da cui occuparsi? Guerre\, sfruttamento\, disparità sociale\, ingiustizia economica\, disastro ambientale… Lo vediamo. Ci sono cose più importanti di cui parlare. Essere dentro il mondo\, inequivocabilmente patriarcale\, o esserne fuori? E se sono fuori che faccio? \nCome ci vivo? Lo rivolto il mondo\, con questo linguaggio? \n\n\n\n\n\n\nCrediti\nuno spettacolo di Frosini Timpano\ntesto di Elvira Frosini\nregia di Elvira Frosini e Daniele Timpano\ncon: Elvira Frosini e altro cast in via di definizione\nuna produzione GLI SCARTI – Centro di produzione teatrale di innovazione\nin coproduzione con Kataklisma Teatro\nFoto di Eolo Perfido \n\n\n\n\n\nLa Compagnia Frosini Timpano nasce nel 2008 dall’incontro fra Elvira Frosini e Daniele Timpano. I loro lavori sono stati rappresentati e co-prodotti dai più importanti teatri e festival in Italia e all’estero. Tra i loro spettacoli: Dux in scatola (2006)\, Reperto#01 (2006)\, Ecce robot! (2007)\, Sì l’ammore no (2009)\, Risorgimento pop (scritto con Marco Andreoli\, del 2009)\, Ciao bella (2010)\, Digerseltz (2012)\, Aldo morto – tragedia (2012)\, Zombitudine (2013)\, Alla città morta. Prima epistola ai romani (2014)\, Carne (2016)\, Acqua di colonia (2016)\, Gli Sposi (2018)\, Ottantanove (2021)\, Archeologie Future (2021)\, Disprezzo della donna (2022)\, Tanti Sordi (2024). Molti loro lavori sono stati pubblicati da vari editori e sono stati finalisti e vincitori di numerosi premi. Fra tutti ricordiamo\nlo spettacolo Ottantanove\, vincitore nel 2022 del premio Ubu come migliore novità drammaturgica.\n\n\n\n\n\nInformazioni: 338 2290726
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SUMMARY:Laboratorio di teatro alla MAB
DESCRIPTION:Nuovo laboratorio di teatro a cura di Palinodie\, condotto da Silvia Pietta\, presso la Maison des Artistes Bard \n\n\n\n\n\nPresentazione\nGli incontri si terranno presso la MAB – Maison des Artistes Bard\, in Piazza Cavour 3\, Bard (AO)\, ogni lunedì sera\, dalle 19 alle 21. Si parte lunedì 17 novembre 2025. Prova aperta conclusiva sabato 28 marzo 2026. \nIl corso è rivolto a tutte le persone che desiderano sperimentare o approfondire il linguaggio teatrale\, non serve esperienza pregressa. \nA condurre il laboratorio sarà Silvia Pietta\, attrice diplomata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano. Nel 2015 è scelta per partecipare alla XXIV edizione dell’Ecole Des Maitres\, condotto da Ivica Buljan. Nel 2016 vince il Premio Gino Cervi della Fondazione Lyda Borelli. Negli anni collabora con numerosi registi teatrali tra i quali Massimo Popolizio\, Daniele Salvo\,Carmelo Rifici\, Leo Muscato\, Eleonora d’Urso\, Emiliano Bronzino. Porta avanti da diversi anni progetti di ricerca di tecnica attoriale e di pedagogia teatrale\, specializzandosi nella formazione e nel coaching di giovani allievi attori. Nel 2024 inizia la collaborazione con la compagnia Palinodie per il monologo “Come Noi” scritto da Verdiana Vono e diretto da Stefania Tagliaferri. \n  \nObiettivi\nDurante il corso esplorerai gli strumenti attoriali con specifici momenti di training e imparerai a leggerere un testo teatrale\, a partire dai caposaldi della letteratura teatrale\, dai Greci a Cechov passando da Shakespeare. \nLavorare su corpo\, voce ed emozioni è un modo per affrontare la scena\, sperimentare prospettive e superare insicurezze in un contesto creativo e trasformativo. \n  \nIscrizioni\nCosto iscrizione: 280€ (possibilità di pagamento in due rate) \nInfo e iscrizioni: 338 2290726 / info@palinodie.it \n\n\nScarica il depliant
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SUMMARY:Dove siamo? Dove siamo stati? - Masterclass di drammaturgia
DESCRIPTION:Dal 19 al 23 novembre 2025 la MAB – Maison des Artistes di Bard ospita una masterclass di drammaturgia condotta da Renata Molinari\, all’interno del ciclo di formazione OTTIME MAESTRE. \nLe persone interessate a partecipare possono scrivere una mail a info@maisondesartistesbard.it \n  \nPresentazione e proposta di lavoro\nIl laboratorio\nDove siamo? Dove siamo stati? è un percorso di drammaturgia fra osservazioni e memorie condotto da Renata M. Molinari. Consideriamo il paesaggio e il territorio (gli spazi) in cui ci troveremo a lavorare\, come un testo: un testo da esplorare con lo sguardo e i piedi\, da ricostruire intrecciando le percezioni e i movimenti attuali\, con le storie\, le leggende che sono inscritte in questi luoghi\, o che in essi echeggiano; quelle che per prime ci hanno accompagnato nel nostro abitarli.  \nIn questa leggenda romagnola\, è forte il legame fra osservazione nel presente e leggende di lontani mondi animali. \n“I gatti avevano una vigna. Ma ai gatti l’uva non piace\, e cercarono di venderla per comprarsi tanto pesce. Vanno a cercare la scrittura e gliel’avevano mangiata i topi; tutti arrabbiati i gatti dissero ai topi: – Dovunque vi troveremo noi vi vorremo mangiare!  \nE i topi: – E noi vi faremo mangiare un campanello e sentiremo quando vi avvicinerete.  \nE i gatti: – E noi\, ogni volta che mangeremo qualcosa\, prima la scuoteremo. \nE’ per questo che quando al gatto si dà un boccone\, gli dà una scrollatina”. \nDa Buonsangue Romagnolo\, racconti di animali scherzi aneddoti facezie\, a cura di Paolo Toschi e Angelo Fabi\, Cappelli Editore \n  \nModalità di partecipazione\nLe candidature sono aperte fino a lunedì 10 novembre\, Per partecipare inviare a info@maisondesartistesbard.it CV artistico\, oltre a tre testi di massimo 10 righe: \n\nDescrizione di un luogo che  è particolarmente  vivo nella tua esperienza.\nUna fiaba (può essere di più di 10 righe\, non una creazione personale) o una leggenda.\nUn’azione che hai visto compiere e che tu non hai mai compiuto. \n\n  \nMax. 12 partecipanti \nOrari\nDal 19 al 22\, mattino e pomeriggio (10.00-17.00\, con pausa pranzo).\nDomenica 23 mattina conclusione dei lavori.\nSono previste osservazioni all’esterno.\n \n  \nRenata M. Molinari\n\nScrittrice\, drammaturg e docente di drammaturgia  \nLa sua attività intreccia scrittura\, osservazione e storia collettiva\, in un dialogo costante tra maestri del Novecento e nuove generazioni di artisti. Dopo un lungo percorso professionale che l’ha portata a lavorare in tutta Europa\, ha fondato a Bagnacavallo La Bottega dello Sguardo\, luogo unico di ricerca e trasmissione teatrale\, dove il pensiero si fa azione e la memoria si trasforma in pratica condivisa. Alla Bottega\, tra scaffali di libri\, archivi e incontri\, il teatro diventa strumento di conoscenza e costruzione di comunità. Con rigore e libertà\, Renata Molinari insegna una drammaturgia “in purezza”\, capace di far emergere il senso profondo del fare teatrale come esperienza viva\, politica e civile.\nHa seguito molte fasi del lavoro di Jerzy Grotowski e ha preso parte in maniera continuativa al percorso artistico di Thierry Salmon firmando la drammaturgia dei suoi principali progetti\, da Le Troiane a L’assalto al cielo.\nScrive per diverse riviste teatrali. Collaboratrice storica della Ubulibri e in particolare della redazione del Patalogo. Dal 2003 al 2005 è fra le curatrici\, a Milano\, di “Città in condominio. Scritture al presente”\, progetto di “reading aperto”.\nTra le sue ultime pubblicazioni: Tracce e semi. Azioni e mappe teatrali fra passato e presente di un territorio (Il Ponte Vecchio\, 2023). \n\nI costi\nCosto formazione + camera doppia: 190\,00 €\nCosto formazione + camera singola: 250\,00 €\nSolo formazione senza residenzialità: 140\,00 €\nChi partecipa alla masterclass avrà disponibilità dell’uso cucina. I pasti e la spesa non sono coperti dalla quota di iscrizione. Possibilità di ingresso in struttura dal 18 novembre e di uscita entro il 24 novembre 2025.
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SUMMARY:Lectio aperta di Renata M. Molinari
DESCRIPTION:Sabato 22 novembre alle ore 18\, il teatro della MAB ospita la lectio aperta di Renata Molinari\, momento conclusivo della masterclass Dove siamo? Dove siamo stati?   \nSarà l’occasione per ascoltare e incontrare il lavoro della scrittrice\, drammaturga e docente di drammaturgia\, nonché per restituire il percorso creativo condotto durante la settimana di laboratorio. \nRenata Molinari intreccia scrittura\, osservazione e storia collettiva\, in un dialogo costante tra maestri del Novecento e nuove generazioni di artisti. Dopo un lungo percorso professionale in tutta Europa\, ha fondato a Bagnacavallo La Bottega dello Sguardo\, laboratorio unico di ricerca e trasmissione teatrale\, dove il pensiero si fa azione e la memoria si trasforma in pratica condivisa. Qui il teatro diventa strumento di conoscenza e costruzione di comunità\, e la drammaturgia “in purezza” di Renata Molinari fa emergere il senso profondo del fare teatrale come esperienza viva\, politica e civile. \nLa lectio sarà un’occasione unica per esplorare come osservazione\, memoria e territorio possano trasformarsi in azione drammaturgica\, attraverso il metodo e la visione di una delle figure più significative del teatro contemporaneo italiano. \n  \nRenata M. Molinari\n\nScrittrice\, drammaturg e docente di drammaturgia  \nL’attività di Renata Molinari unisce scrittura\, osservazione e storia collettiva\, creando un dialogo costante tra maestri del Novecento e nuove generazioni di artisti. Dopo un lungo percorso professionale in diversi paesi europei\, fonda a Bagnacavallo La Bottega dello Sguardo\, luogo di ricerca e trasmissione teatrale dove archivi\, libri e incontri alimentano una pratica che trasforma memoria e pensiero in esperienza condivisa di comunità. Qui insegna una drammaturgia “in purezza”\, coniugando rigore e libertà per mettere in luce il senso civile\, politico e vitale del fare teatro. \nHa seguito numerose fasi del lavoro di Jerzy Grotowski e ha partecipato continuativamente al percorso artistico di Thierry Salmon\, firmando la drammaturgia dei suoi progetti principali\, da Le Troiane a L’assalto al cielo. Collabora con diverse riviste teatrali ed è stata per molti anni parte della redazione Ubulibri\, in particolare del Patalogo. Tra il 2003 e il 2005 è tra le curatrici\, a Milano\, di “Città in condominio. Scritture al presente”\, progetto di reading aperto. La sua pubblicazione più recente è Tracce e semi. Azioni e mappe teatrali fra passato e presente di un territorio (Il Ponte Vecchio\, 2023). \n  \n\nIngresso libero
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SUMMARY:Residenza di ricerca artistica Blanche
DESCRIPTION:Dal 24 al 30 novembre la compagnia Framedivision sarà in residenza artistica alla MAB.\n\nIn questi giorni di permanenza creativa\, Alexine Dayné approfondirà una ricerca intorno alle figure femminili del mito e della letteratura per la costruzione di un prossimo spettacolo\, Blanche. \nBLANCHE \nun monologo dentro lo specchio di e con Alexine Dayné\nuna produzione di framedivision \nLo spettacolo è già iniziato\, esattamente come avviene quando nasciamo: arriviamo in un mondo iniziato molto prima di noi\, e a – noi – tocca accordarci sulle note della musica che sta suonando la vita. Non viceversa.\nIn quel luogo\, a separare la scena dalla platea (come una parete invisibile)\, c’è il grande specchio di un antico camerino\, con tutte le sue lampadine attorno alla cornice e\, dentro/dietro lo specchio\, un’attrice è intenta a prepararsi per andare in scena. Spettatori e attrice\, ora\, sono insieme. L’attrice si riflette nel pubblico\, e lui in lei. Come fossero una cosa sola. \nDa una parte\, dunque\, c’è un’attrice che\, allo specchio\, si osserva ed osserva ciò che sta pervdiventare; dall’altra c’è il pubblico che anch’esso\, attraverso l’attrice\, si osserva ed osserva – e vede – ciò che nella realtà reale è difficile afferrare. La drammaturgia si fonda sul respiro profondo del monologo; un monologo che diventa\ndialogo\, una sorta di confessione aperta allo specchio nel quale – pubblico e attrice – diventano un tutt’uno.\nBlanche\, la tragica protagonista di “Un tram che si chiama desiderio”\, il capolavoro teatrale di Tennessee Williams – sta per nascere grazie all’andata in scena dell’attrice che la interpreterà; ma il suo destino è in mano non più al personaggio che l’autore ha fissato sulle pagine del copione\, ma nelle mani dell’attrice stessa che\, ripercorrendo il testo e la storia del personaggio\, sceglie di scostarla e di scostarsi\, quindi\, dal futuro che le era stato assegnato trasformando Blanche in un essere capace di inventare un proprio volo che la sollevi dalla sorte a lei destinata. \nUno spettacolo sulla trasformazione. Sulla metamorfosi. Sul cambiamento. Uno spettacolo che si fa riflessione profonda sulla necessità che ognuno di noi ha di cambiare. Sulla possibilità che abbiamo di svoltare; e di voltare pagina; addirittura\, di rifiutare il ruolo che ci era stato destinato\, per scegliere un altro percorso\, un altro finale; un’altra possibile vita da vivere e non da subire. Uno spettacolo che narra di una larva che sognò di diventare farfalla… E la farfalla fu. \n  \nCrediti\nconcept: framedivision\ndi e con Alexine Dayné\ndrammaturgia: Alexine Dayné e Andrea Damarco\nmusiche: Max Richter\, M83\ninstallazione scenica e luci: Replicante teatro\ncomunicazione: Tullio Macioce\nassistente alla produzione: Alessandro Delfino \n  \nAlexine Dayné\nNata ad Aosta nel 1985\, è storica\, teorica del cinema\, docente e operatrice culturale\, attiva in particolare nei settori del cinema\, del teatro e dell’immagine sul territorio valdostano. Laureata con lode in Scienze dello Spettacolo e della Produzione Multimediale all’Università di Torino\, ha inoltre ottenuto\, tra il 2009 e il 2010\, tre attestati in seminari di critica cinematografica. Nel 2019 si diploma alla scuola di teatro e doppiaggio ODS di Torino\, conseguendo un master in recitazione cinematografica e uno in doppiaggio. \nTra il 2004 e il 2010 frequenta diversi laboratori teatrali e di espressione corporea ad Aosta e Torino\, tra cui quelli con i Marcido Marcidorjs Famosa Mimosa\, prendendo parte alle relative produzioni come attrice. Nel 2010 e 2011 cura organizzazione e ufficio stampa della compagnia Nuovababette Teatro\, dirige il laboratorio Recitare per stare insieme (ed. 2010/2011) e partecipa come attrice a reading e letture animate per bambini. Nel 2016 insegna teatro in ulteriori percorsi rivolti a ragazzi e bambini. \nDal 2013 è presidente di framedivision\, realtà culturale e gruppo di lavoro attivo anche nella produzione performativa. All’interno di framedivision è attrice\, co-autrice e produttrice di progetti come Psiche e Calipso\, consolidando un percorso che unisce creazione artistica\, ricerca e cura organizzativa. È attrice\, autrice e insegnante della compagnia QU.BI.
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SUMMARY:Porte aperte alla MAB / pittura e teatro
DESCRIPTION:Le artiste residenti aprono al pubblico le porte del lavoro creativo\, al termine del periodo trascorso a Bard. \n\n\n\nSabato 29 novembre\, ore 18:00\nMAB Maison des Artistes Bard\nIngresso gratuito \nProgramma:\n\n\nore 18:00 Condivisione intorno al lavoro teatrale Blanche della compagnia Framedivision \n\n\n\n\ndalle ore 18:00 Esposizione temporanea di arti visive delle opere di Clémentine Taupin – Nouveau Grand Tour \n\nBlanche\, spettacolo di e con Alexine Dayné\, è la rimessa in scena della storia della tragica protagonista di “Un tram che si chiama desiderio”\, il capolavoro teatrale di Tennessee Williams; ma il suo destino è in mano non più al personaggio che l’autore ha fissato sulle pagine del copione\, è nelle mani dell’attrice stessa che\, ripercorrendo il testo e la storia del personaggio\, sceglie di scostarla e di scostarsi\, quindi\, dal futuro che le era stato assegnato trasformando Blanche in un essere capace di inventare un proprio volo che la sollevi dalla sorte a lei destinata. \n\nClémentine Taupin\, pittrice francese residente alla MAB per tutto il mese di novembre\, selezionata dal bando Nouveau Grand Tour dell’Insitut Français Italia. Sabato 29 novembre esporrà l’esito della ricerca sul disegno e la pittura intorno alle stratificazioni del paesaggio alpino\, affrontando la montagna come un palinsesto geologico e memoriale. Il villaggio di Bard\, il suo rilievo e la sua storia\, rappresentano un terreno di osservazione propizio a un’esplorazione plastica che unisce sezioni immaginarie\, cartografie sensibili e paesaggi ricomposti.\n\n\nInformazioni: 338 2290726
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