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SUMMARY:Residenza artistica di Gabriele Portoghese alla MAB con Preghierine
DESCRIPTION:Dal 20 aprile al 3 maggio la MAB ospita la residenza artistica di Gabriele Portoghese\, attore e autore tra i più rilevanti della scena teatrale italiana contemporanea\, con il progetto artistico Preghierine\n\n\n  \nPresentazione del lavoro\nDove sono i nostri amici morti? Perché siamo qui? Veniamo da qualche parte? Cos’è la libertà? Qualche tempo fa\, Baudelaire appuntava questi semplici interrogativi. \nOgni volta che facciamo una domanda alla vita o alla morte\, ci affacciamo su qualcosa che ci sfugge\, un altrove. \nPreghierine ha a che fare col nostro bisogno di consolazione con quel luogo inconsolabile dell’anima in cui cerchiamo il senso della nostra esperienza sulla terra. Le preghierine sono liste di desideri frivoli o inconfessabili. Pensieri violenti\, teneri\, perversi. Sinceri. Il tempo che occupano è un tempo improduttivo. Sospeso. Tempo dentro di noi. \nCi sono alcuni lampi di Lo Spleen di Parigi e di Il mio cuore messo a nudo di Baudelaire. \nL’Annunciazione di Recanati di Lorenzo Lotto ha suggerito una cornice. È l’annunciazione meno austera su cui ci sia capitato di mettere gli occhi. Quando l’Angelo irrompe\, la Madonna si gira\, sorprende noi\, che stavamo a guardare. Pare di sentire\, in quella casa\, un gran fracasso. Il gatto si spaventa e se la squaglia. Qualcosa di ridicolo e di umano inciampa nel sacro. \nNella nostra cornice ci sono due figure\, uno straniero baudelairiano (chi è? da dove arriva?) e un uomo comune. \nPiù che una narrazione\, Preghierine si propone di essere una composizione.  \nIn uno spazio scarno affiorano un interno domestico e un misterioso esterno. Suoni e luci suggeriscono luoghi e situazioni del reale e dell’immaginario. Quotidiano e straordinario si incontrano. \nSi avvicendano – come frammenti – confessioni\, circostanze\, immagini. \nUna folata di preghierine invade lo spazio. Voci sparse che sembrano evocare un impietoso – ma non spietato – Noi. \n \nCrediti\nun progetto di Gabriele Portoghese\ncondiviso con Dario Felli\, Maria Elena Fusacchia\, Emanuele Pontecorvo e Gaia Rinaldi\ndrammaturgia e regia Gabriele Portoghese\ncon Gabriele Portoghese e Gaia Rinaldi\nprogetto sonoro Emanuele Pontecorvo\ndisegno luci Maria Elena Fusacchia\nregia del suono Dario Felli/Emanuele Pontecorvo\nper INDEX Valentina Bertolino\, Francesco Di Stefano\nuna produzione INDEX\ncon il supporto di MAB Maison des Artistes Bard\, Olinda/TeatroLaCucina \n\nGabriele Portoghese\nGabriele Portoghese è attore e autore tra i più rilevanti della scena teatrale italiana contemporanea. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”\, ha costruito un percorso artistico che intreccia ricerca drammaturgica e interpretazione\, collaborando con registi come Valerio Binasco\, Giorgio Barberio Corsetti\, Fabio Condemi e Giorgina Pi. \nIn teatro ha affrontato ruoli di grande intensità e testi che spaziano da Shakespeare a Pasolini\, da Ibsen alla drammaturgia contemporanea\, distinguendosi per una presenza scenica rigorosa e visionaria. Parallelamente sviluppa progetti autoriali\, firmando drammaturgie e regie. \nÈ vincitore di importanti riconoscimenti\, tra cui nel 2021 il Premio Ubu come miglior attore\, il Premio Hystrio Mariangela Melato e il Premio Internazionale Ivo Chiesa. Lavora anche per cinema e televisione\, collaborando con registi come Stefano Mordini e Ciro Visco.
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SUMMARY:Alla MAB l’incontro conclusivo della residenza artistica di Gabriele Portoghese
DESCRIPTION:Preghierine: incontro finale con Gabriele Portoghese alla MAB\nSabato 2 maggio alle ore 21\, la MAB apre le porte al pubblico per l’incontro conclusivo della residenza artistica di Gabriele Portoghese\, tra le voci più significative del teatro contemporaneo italiano. L’ingresso è gratuito e rappresenta un’occasione preziosa per entrare nel cuore del progetto Preghierine\, sviluppato durante il periodo di lavoro dal 20 aprile al 3 maggio. \nUn momento di condivisione in cui spettatori e artista si incontrano per esplorare il processo creativo e vedere in scena estratti dello spettacolo prima del suo debutto. \n\nIngresso 5 euro \n\nIl lavoro\nPreghierine nasce da domande essenziali\, di quelle che attraversano ogni esistenza:dove sono i nostri amici morti? perché siamo qui? cos’è la libertà? \nInterrogativi che richiamano direttamente le riflessioni di Charles Baudelaire\, fonte d’ispirazione dichiarata del progetto\, in particolare attraverso opere come Lo Spleen di Parigi e Il mio cuore messo a nudo. \nOgni domanda diventa una soglia verso un altrove indefinito\, un luogo in cui il bisogno umano di consolazione si confronta con l’inconsolabile. Le “preghierine” sono proprio questo: pensieri intimi\, a volte contraddittori\, sospesi tra desiderio e inquietudine. Liste di confessioni che abitano un tempo improduttivo\, interiore\, profondamente umano. \nDurante l’incontro finale\, il pubblico sarà immerso in una “folata di preghierine”: voci sparse\, intime e universali\, capaci di evocare un “noi” impietoso ma profondamente umano. \nL’evento non è solo una restituzione artistica\, ma un momento di ascolto e confronto\, in cui il processo creativo si apre allo sguardo degli spettatori. \n\n\nCrediti\nun progetto di Gabriele Portoghese\ncondiviso con Dario Felli\, Maria Elena Fusacchia\, Emanuele Pontecorvo e Gaia Rinaldi\ndrammaturgia e regia Gabriele Portoghese\ncon Gabriele Portoghese e Gaia Rinaldi\nprogetto sonoro Emanuele Pontecorvo\ndisegno luci Maria Elena Fusacchia\nregia del suono Dario Felli/Emanuele Pontecorvo\nper INDEX Valentina Bertolino\, Francesco Di Stefano\nuna produzione INDEX\ncon il supporto di MAB Maison des Artistes Bard\, Olinda/TeatroLaCucina \n\nGabriele Portoghese\nGabriele Portoghese è attore e autore tra i più rilevanti della scena teatrale italiana contemporanea. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”\, ha costruito un percorso artistico che intreccia ricerca drammaturgica e interpretazione\, collaborando con registi come Valerio Binasco\, Giorgio Barberio Corsetti\, Fabio Condemi e Giorgina Pi. \nIn teatro ha affrontato ruoli di grande intensità e testi che spaziano da Shakespeare a Pasolini\, da Ibsen alla drammaturgia contemporanea\, distinguendosi per una presenza scenica rigorosa e visionaria. Parallelamente sviluppa progetti autoriali\, firmando drammaturgie e regie. \nÈ vincitore di importanti riconoscimenti\, tra cui nel 2021 il Premio Ubu come miglior attore\, il Premio Hystrio Mariangela Melato e il Premio Internazionale Ivo Chiesa. Lavora anche per cinema e televisione\, collaborando con registi come Stefano Mordini e Ciro Visco.
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SUMMARY:Residenza artistica di Balletto Civile alla MAB
DESCRIPTION:La Maison des Artistes ospita dal 3 al 17 maggio la compagnia Balletto Civile in residenza artistica con il progetto FURIOSO\, ideato\, diretto e coreografato da Michela Lucenti.\n\n\nPresentazione del lavoro\nIl lavoro nasce come uno studio sulla fragilità\, intesa come segno del contemporaneo: un attraversamento\, un dispositivo di percezione che invita a riconoscere il nostro stesso smarrimento per trasformarlo in una possibilità fertile. Non si tratta di una riscrittura del mito\, ma di un’esperienza immersiva che coinvolge direttamente lo spettatore. \nCon la drammaturgia di Emanuela Serra e Maurizio Camilli\, FURIOSO si configura come un dispositivo performativo site-specific in cui lo spazio diventa generatore d’azione. La drammaturgia fisica\, cifra distintiva di Balletto Civile\, non racconta la storia ma la incarna nei corpi\, nelle relazioni e nelle distanze. Il pubblico è chiamato a muoversi\, attraversare e abitare la scena: non semplice spettatore\, ma parte integrante dell’esperienza. \nLa scena si presenta come un “palazzo di Atlante” contemporaneo: un luogo di smarrimento e rivelazione\, un’architettura simbolica che accoglie memoria\, sogno\, inganno e desiderio. L’ensemble affronta l’Orlando Furioso come un organismo vivo e polifonico\, privo di un unico protagonista\, in cui le voci si intrecciano in un flusso narrativo condiviso. \nAttraversando epoche e immaginari — dal Rinascimento al presente — il progetto riflette sul tema dell’identità e della trasformazione. Come suggerisce Virginia Woolf nel suo Orlando\, l’individuo è molteplice: una coscienza in continua mutazione\, capace di attraversare generi\, tempi e possibilità. \nProva aperta giovedì 14 maggio\, ore 21:00 / Teatro Plus Aosta / Ingresso 5 euro. \n  \nCrediti\nFURIOSO \n«E quale è di pazzia segno più espresso che per altrui voler perder se stesso?» \nLudovico Ariosto\, Orlando Furioso (XXIV\, 1) \n  \nideazione regia e coreografia Michela Lucenti\ndrammaturgia Emanuela Serra\, Maurizio Camilli\, Michela Lucenti\ntesti Emanuela Serra.\nin scena Fabio Bergaglio\, Daniele Boccardi\, Ambra Chiarello\, Michele Calcari\, Maurizio Camilli\,Antonio Carta\, Cecilia Croce\, Giovanni Fasser\, Michela Lucenti\, Paolo Rosini\, Emanuela Serra\, Giulia Spattini\, Mirko Tosches\, Francesca Zaccaria.\nassistente alla coreografia Alessandro Pallecchi\nassistente alla regia Francesco Gabrielli\ndrammaturgia del suono Daniele Boccardi\ndramaturg Attilio Caffarena\ncostumi Giulia Spattiniorganizzazione Ambra Chiarello\nproduzione Balletto Civile\ncon il sostegno di MAB- Maison des Artistes di Bard e di MiC-Ministero della Cultura \n\nBalletto Civile\nBalletto Civile è un collettivo nomade di performer\, nato nel 2003 e fondato da Michela Lucenti in collaborazione con Emanuele Braga\, Maurizio Camilli\, Francesco Gabrielli ed Emanuela Serra. L’équipe si caratterizza per la ricerca di un linguaggio scenico “totale”\, privilegiando l’interazione tra teatro\, danza e il canto dal vivo originale\, ma anche per il forte impegno etico e l’ altrettanto importante passione civile che da sempre caratterizza il loro lavoro.
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SUMMARY:La MAB tra le residenze del Nouveau Grand Tour 2026 - leggi il bando!
DESCRIPTION:La Maison des Artistes di Bard parteciperà alla nuova edizione del Nouveau Grand Tour 2026\, il programma internazionale di residenze artistiche promosso dall’Institut français Italia nell’ambito della cooperazione culturale tra Francia e Italia.\nMAB è tra le sedi partner che accoglieranno artisti e artiste francesi in residenza sul territorio italiano\, confermando il proprio impegno nel sostegno alla creazione contemporanea e nello sviluppo di reti artistiche internazionali. \nIl bando per partecipare è aperto fino al 6 maggio 2026 \nIl programma Nouveau Grand Tour\nNato nel 2022 nel quadro del Trattato del Quirinale\, il Nouveau Grand Tour è un programma di residenze artistiche che promuove la mobilità e la ricerca artistica tra Francia e Italia\, favorendo lo scambio culturale e il dialogo europeo. \nIl progetto si ispira alla tradizione storica del Grand Tour\, reinterpretandola in chiave contemporanea e offrendo a giovani artisti l’opportunità di sviluppare il proprio lavoro in contesti internazionali\, senza vincoli produttivi e in relazione con i territori ospitanti. \n\nBando Nouveau Grand Tour 2026\nÈ aperto il bando per la selezione di artisti e artiste francesi per residenze in Italia nell’ambito dell’edizione 2026. \nSintesi del bando\n\nNumero di artisti selezionati: 25\nDurata della residenza: 1 mese (tra settembre e dicembre 2026)\nAmbiti: tutte le discipline artistiche\nSedi: circa 20 istituzioni partner su tutto il territorio italiano\nObiettivo: sostenere la ricerca artistica e favorire la mobilità internazionale\n\n\nRequisiti di partecipazione\nI candidati devono: \n\navere meno di 36 anni all’inizio della residenza;\nessere di nazionalità francese oppure residenti in Francia da almeno 3 anni;\ndisporre di un’assicurazione di responsabilità civile;\navere una buona conoscenza dell’inglese e/o dell’italiano.\n\n\nCaratteristiche del programma\n\naccompagnamento nella ricerca artistica;\nassenza di vincoli di produzione;\ninserimento in un contesto professionale e culturale locale;\nsviluppo di relazioni con istituzioni e operatori del territorio.\n\n\nCome candidarsi\nLe candidature sono aperte fino al 6 maggio 2026. \nPer consultare il bando completo e inviare la propria candidatura:👉 https://www.institutfrancais.it/italia/nouveau-grand-tour-2026#/ \n\n\n\n\n\n\nLa Maison des Artistes di Bard\nAll’interno di questa rete internazionale\, la Maison des Artistes di Bard offrirà agli artisti selezionati un contesto unico di lavoro e ricerca\, immerso nel patrimonio culturale e paesaggistico della Valle d’Aosta. \nLa partecipazione al Nouveau Grand Tour rappresenta un’importante occasione per rafforzare il dialogo tra scena artistica locale e internazionale\, contribuendo alla circolazione di idee\, pratiche e visioni contemporanee.
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SUMMARY:Prova aperta di Furioso ad Aosta
DESCRIPTION:Giovedì 14 maggio alle ore 21\, nel teatro di PLUS (Aosta)\, il pubblico potrà assistere alla prova aperta di FURIOSO – Studi per una drammaturgia fisica site specific\, nuovo progetto di Balletto Civile in residenza artistica alla Maison des Artistes di Bard dal 3 al 17 maggio. \nIdeato\, diretto e coreografato da Michela Lucenti\, FURIOSO nasce come una riflessione sulla fragilità contemporanea e si sviluppa come esperienza immersiva e partecipata\, in cui il pubblico è chiamato ad attraversare e abitare la scena. Con la drammaturgia di Emanuela Serra e Maurizio Camilli\, il progetto affronta l’Orlando Furioso come un organismo vivo e corale\, capace di intrecciare memoria\, desiderio e trasformazione. \n\n\nLa scena si presenta come un “palazzo di Atlante” contemporaneo: un luogo di smarrimento e rivelazione\, un’architettura simbolica che accoglie memoria\, sogno\, inganno e desiderio. L’ensemble affronta l’Orlando Furioso come un organismo vivo e polifonico\, privo di un unico protagonista\, in cui le voci si intrecciano in un flusso narrativo condiviso. \nAttraversando epoche e immaginari — dal Rinascimento al presente — il progetto riflette sul tema dell’identità e della trasformazione. Come suggerisce Virginia Woolf nel suo Orlando\, l’individuo è molteplice: una coscienza in continua mutazione\, capace di attraversare generi\, tempi e possibilità. \nIngresso 5 euro \n\nCrediti\nFURIOSO\nSTUDI PER UNA DRAMMATURGIA FISICA SITE SPECIFIC\nideazione regia e coreografia Michela Lucenti\nDrammaturgia Emanuela Serra Maurizio Camilli\nAssistente alla coreografia Alessandro Pallecchi\nDramaturg Attilio Caffarena\nAssistente alla visione Giulia Spattini\nConsulenza musicale Thibaud Monterisi\nDrammaturgia del suono Daniele Boccardi\nInstallazioni luminose Stefano Mazzanti\nCostumi Giulia Spattini\nLuci Lorenzo Diofili\nCoach fisico Antonio Carta\nOrganizzazione Ambra Chiarello\nProduzione Balletto Civile\nCon il supporto di MAB Maison des Artistes Bard \nFoto Marta Lavit \nBalletto Civile\nBalletto Civile è un collettivo nomade di performer\, nato nel 2003 e fondato da Michela Lucenti in collaborazione con Emanuele Braga\, Maurizio Camilli\, Francesco Gabrielli ed Emanuela Serra. L’équipe si caratterizza per la ricerca di un linguaggio scenico “totale”\, privilegiando l’interazione tra teatro\, danza e il canto dal vivo originale\, ma anche per il forte impegno etico e l’ altrettanto importante passione civile che da sempre caratterizza il loro lavoro.
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SUMMARY:Laura Gazzani in residenza col progetto Aimée
DESCRIPTION:Dal 25 al 29 maggio alla MAB la residenza artistica di Laura Gazzani con il progetto AIMÉE il confine come promessa / la frontière comme promesse. \n  \n\n\nPresentazione del lavoro\nTutto inizia con due corpi. Una distanza da misurare\, un ascolto da costruire\, una fiducia da guadagnare passo dopo passo. AIMÉE nasce come duetto coreografico che prende la bourrée\,  danza folk delle zone di confine\, come punto di partenza per interrogare uno dei concetti più urgenti del nostro tempo: il confine. Non come barriera\, ma come luogo vivo di scambio\, incontro e trasformazione. \nLa bourrée è una danza di soglia. Appartiene alle comunità rurali delle zone di frontiera e risuona\, con ironia fertile\, nel “pas de bourrée” della danza classica accademica. Questo cortocircuito tra tradizione popolare e linguaggio codificato apre un campo di ricerca ricco e contraddittorio: una danza che attraversa epoche\, contesti e corpi diversi\, e che porta con sé la memoria di chi l’ha danzata prima di noi. \nDal duetto si genera un movimento corale. Il cerchio si allarga\, il passo diventa invito\, e la danza si trasforma in esperienza collettiva. Una chiamata pubblica coinvolge gli abitanti del territorio in due giorni di laboratorio\, al termine dei quali la comunità sale in scena insieme ai danzatori professionisti. Non come sfondo\, ma come parte viva dell’opera. Il confine tra spettatore e interprete si dissolve\, e con esso ogni distanza tra arte e vita quotidiana. \nA radicare ulteriormente il progetto nel luogo\, una raccolta di suoni ambientali — piazze\, sentieri\, portoni — diventa materiale per una partitura sonora costruita insieme al sound designer: una mappa acustica del territorio che entra nella danza e la abita. \nAIMÉE è una ricerca in divenire\, nata da un percorso coreografico avviato nel 2021 sulla rivisitazione contemporanea dei balli popolari come forma di memoria collettiva. Un progetto che restituisce al passo la sua funzione più antica: creare comunità\, generare prossimità\, fare promessa di incontro. \n  \n\n\n  \n\n\nCrediti\nAIMÉE il confine come promessa / la frontière comme promesse \ncoreografia di / chorégraphie de Laura Gazzani  \ncon / avec Francesca Rinaldi\, Melania Pallini  \nassistente alla coreografia / assistante chorégraphique Jessica Russo  \nsound Tim Van Der Burg \n\nLaura Gazzani\nHa iniziato la sua formazione accademica in Italia e poi ha vissuto a Los Angeles\, Madrid e New York\, dove ha studiato danza contemporanea\, linguaggi urban e pratiche di improvvisazione\, e ha lavorato come danzatrice. Nel 2014 ha fatto un tirocinio come osservatrice alla Forsythe Company\, seguendo la ripresa del lavoro di One Flat Thing\, reproduced: da lì ha iniziato a interrogarmi sulla percezione\, sul corpo come strumento di relazione con lo spazio e con lo sguardo. \nDal 2018 crea lavori che portano il nome di persone\, perché considera ogni creazione un organismo vivo\, che cresce\, inciampa\, cambia identità e direzione. Il suo primo solo è Pedro (2020/2021)\, selezionato per la Vetrina della giovane danza d’autore 2021. Poi Walter (2021/2023)\, co-prodotto da Anghiari Dance Hub e Zerogrammi\, vincitore di Danza Urbana XL 2022 e del Dancescapes Mobility Grant 2022\, che ha aperto una ricerca sulla ripetizione come dispositivo drammaturgico ed emotivo. Nel 2024 ha debuttato con Graziosissimo\, sostenuto dal MiC e da SIAE attraverso il programma Per Chi Crea\, e selezionato dalla Vetrina della Giovane Danza D’Autore 2025. Nel 2025 è nato Carmela\, selezionato dalla NID Platform – Open Studios 2025. \nLa sua pratica si fonda sull’urgenza di condividere un’esperienza con chi guarda: considera la scena un luogo fragile ed esposto\, dove l’incontro avviene nella percezione\, negli slittamenti\, nei silenzi\, più che nelle certezze.
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SUMMARY:Residenza artistica di Anagoor alla MAB per il nuovo lavoro su Arlecchino
DESCRIPTION:Dal 25 maggio al 3 giugno alla MAB la residenza artistica della compagnia pluripremiata Anagoor con il progetto La Tragedia di Arlecchino\, questa commedia non è divina. \n  \n\n\nPresentazione del lavoro\nArlecchino. Viaggio di un demone \nChi è Arlecchino oggi\, in un secolo tragico? Non solo una maschera\, non solo un servo astuto o un saltimbanco: Arlecchino è un demone antico\, una figura ctonia che guida i morti nella notte\, uno spirito indomabile che attraversa i secoli portando con sé il peso e la rabbia dei dannati\, dei poveri\, degli esclusi. \nQuesto progetto artistico parte dalle radici medievali del personaggio — Hellequin\, re degli Elfi\, capo della caccia selvaggia\, benandante in trance — per arrivare al Novecento di Picasso e Baj\, dove Arlecchino si frantuma in schegge e diventa emblema della tragedia contemporanea. Le losanghe del suo costume non sono più decorazione: sono pezzi di mondo cuciti insieme\, brandelli di storie\, cicatrici di Guernica\, di Auschwitz\, di Gaza. \nAl centro della ricerca c’è il corpo dell’attore: vivo\, imprevedibile\, estatico. Sotto la maschera pietrificata ribolle una carne che non si lascia domare. Arlecchino è l’ultimo individuo prima dell’omologazione di massa\, il comico e il tragico fusi insieme\, la gioia e il dolore che abitano lo stesso volto. \nUno spettacolo che è anche un atto di memoria: raccogliere frammenti significa farsi portavoce\, con tutto il rischio e la responsabilità che questo comporta. \n  \nCrediti\nLa Tragedia di Arlecchino\, questa commedia non è divina.  \nLuca Altavilla // Anagoor \nSound Design: Mauro Martinuz  \nMaschera: Alessandra Faienza  \nCappello: Jcosky \nSartoria: Sara Favero \nRicerche: Lisa Gasparotto + Sergia Adamo  \nAssistenza Alla Regia: Marco Menegoni  \nDrammaturgia: Luca Altavilla + Simone Derai  \nRegia Scena Luci Costumi: Simone Derai  \nStruttura: Thymele  \nContributo: Regione Friuli Venezia Giulia  \nPartner: Festiltinaos + Operaestate Bassano + MAB Maison Des Artistes Bard \n\nAnagoor\n\n\nAnagoor è tra le compagnie più note e premiate del teatro contemporaneo europeo (Leone d’Argento alla Biennale Teatro di Venezia 2018). Negli anni il collettivo ha ridefinito i confini del teatro contemporaneo\, intrecciando arti performative\, filosofia\, musica e immagine in creazioni di straordinario impatto estetico e intellettuale. \n\n\nLa compagnia Anagoor è fondata da Simone Derai e Paola Dallan a Castelfranco Veneto nel 2000\, configurandosi fin da subito come un esperimento di collettività. Oggi alla direzione di Simone Derai e Marco Menegoni si affiancano le presenze costanti di Patrizia Vercesi\, Mauro Martinuz e Giulio Favotto\, Monica Tonietto\, Gayané Movsisyan\, Piero Ramella\, mentre continuano a unirsi artisti e professionisti che ne arricchiscono il percorso e ne rimarcano la natura di collettivo. \nIl teatro di Anagoor risponde a un’estetica iconica che precipita in diversi formati finali dove performing art\, filosofia\, letteratura e scena ipermediale entrano in dialogo\, pretendendo tuttavia\, con forza e in virtù della natura di quest’arte\, di rimanere teatro. Dal 2008 Anagoor ha la sua sede nella campagna trevigiana\, presso La Conigliera\, allevamento cunicolo convertito in atelier e dal 2010 fa parte del progetto Fies Factory di Centrale Fies – art work space. Domenico Garofalo\, Annalisa Grisi e Maria Grazia Tonon completano il team seguendo management e curatela del progetto artistico. \nFra i premi ricevuti: il premio “Jurislav Korenić“ a Simone Derai come miglior giovane regista al 53mo Festival MESS (2012)\, il Premio Hystrio – Castel dei Mondi (2013)\, il Premio ANCT per l’innovativa ricerca teatrale\, il premio HYSTRIO alla regia (2016) e il Premio ReteCritica.
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