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SUMMARY:FULMINATA - spettacolo teatrale
DESCRIPTION:FULMINATA\nLa speranza è l’ultima a morire\nUno spettacolo di e con Annagaia Marchioro\nDomenica 11 ottobre 2026 · ore 17.00\nMAB Maison des Artistes Bard \n  \nLo spettacolo\nUna storia intima e scanzonata per raccontare la vita complicata di una donna entusiasta\, piena di desideri e ostinatamente fiduciosa nel futuro. Annagaia Marchioro porta sul palco Maria Annagaia Isotta Riri\, una protagonista dal nome più lungo delle cifre del suo conto in banca\, che corre per inseguire i propri sogni mentre le porte continuano a chiudersi davanti a lei. \nDiventare genitori oggi è una cosa da pazzi o da eroi? Essere influencer è un vantaggio o una prigione? Veneti si nasce o si diventa? L’amore è una guerra o una tregua? \nTra domande esistenziali\, desideri\, fallimenti e situazioni surreali\, Fulminata ci trascina dentro un universo imperfetto e caotico\, ma soprattutto profondamente umano. Una preghiera comica per restare vivi. \n  \nCrediti\nUno spettacolo di e con Annagaia Marchioro \nScritto da Annagaia Marchioro con Teresa Mannino e Giovanna Donini \nRegia Teresa Mannino \nScenografia Maria Spazzi \nAbiti Elena Mirò \nStylist Licia Gallone \nMusiche Roberta Lidia De Stefano \nAssistente alla regia Daniela Arrigoni \nFoto di scena Serena Serrani \nProduzione Stregonia e Brugole&Co \nDistribuzione Savà Produzioni Creative \n  \n\nPer informazioni e prenotazioni:\nbiglietteria@maisondesartistebard.it\n338 2290726 \n  \nFestival d’Autunno alla MAB!\nFulminata è uno degli appuntamenti del Festival d’Autunno alla MAB\, cinque weekend tra cultura\, natura e creatività per vivere la MAB e il territorio di Bard attraverso spettacoli\, concerti\, laboratori\, pratiche e passeggiate. \n \n\nPer cinque weekend autunnali\, la MAB Maison des Artistes Bard propone un programma di appuntamenti che mette in dialogo cultura\, territorio e pratiche creative\, trasformando la residenza artistica in un luogo da attraversare\, conoscere e vivere. Durante i weeekend di Festival d’autunno la MAB è aperta anche come struttura ricettiva\, per soggiorni culturali unici. Scopri e prenota il tuo soggiorno! \nIl programma\nSabato 10 ottobre\nore 15:30 Spettacolo teatrale Cappuccetto Rosso e il Pan Ner // di Palinodie compagnia teatrale\nIngresso gratuito\nore 17 Workshop Realizza la tua candela con cera naturale // a cura di Sara Lisa Cuffari\nIngresso gratuito – posti limitati \nDomenica 11 ottobre\nore 11 Spettacolo teatrale Cappuccetto Rosso e il Pan Ner // di Palinodie compagnia teatrale\nIngresso gratuito\nore 17 Spettacolo teatrale Fulminata // di Annagaia Marchioro \nSabato 31 ottobre\nore 21 Concerto Duo Kaserne // con Alessandra Novaga – chitarra elettrica e Laura Corolla – violino barocco\nIngresso \nDomenica 1 novembre\nore 11 Pratica di yoga // con Jasmine Meynet\nPosti limitati \nSabato 21 novembre\nore 18 Open studio Ariane Darpy // pittrice francese residente alla MAB\nore 21 Anteprima spettacolo RE – Prologo per un mondo da ricominciare // di Maria Vittoria Bellingeri – Rosamiranda // compagnia teatrale residente alla MAB \nDomenica 22 novembre\nore 15:30 Passeggiata fotografica // con Marta Renda \nSabato 28 novembre\nore 19 Spettacolo teatrale con cena Saga Salsa // di Qui e Ora \nDomenica 29 novembre\nWorkshop C’est bien pour ma peau // a cura di Maison des Anciens Remèdes\nPosti limitati \nSabato 5 dicembre\nin definizione \nDomenica 6 dicembre\nWorkshop A tutta natura // a cura di Maison des Anciens Remèdes\nPosti limitati \n  \nPer informazioni e prenotazioni: biglietteria@maisondesartistebard.it – 338 2290726 \n  \nUn progetto di Comune di Bard\, a cura di MAB Maison des Artistes Bard\, con il contributo del Ministero del Turismo\, avviso FUNT 2026
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SUMMARY:Realizza la tua candela in cera naturale / workshop
DESCRIPTION:workshop // Realizza la tua candela con cera naturale\ncon Sara Lisa Cuffari\nSabato 10 ottobre 2026 · ore 17.00\nMAB Maison des Artistes Bard \nC’è un modo semplice per attraversare l’autunno: rallentare\, mettere le mani in pasta e lasciarsi guidare dai materiali naturali. \nSabato 10 ottobre alla MAB\, l’apicoltrice valdostana Sara Lisa Cuffari ci accompagnerà alla scoperta della sua cera naturale\, attraverso un laboratorio dedicato alla realizzazione a mano di una candela. \nUn’esperienza adatta a tutti e tutte\, per riscoprire il piacere di creare con le proprie mani e ritrovare la lentezza dell’autunno. Un piccolo gesto artigianale che diventa anche un modo per conoscere più da vicino il mondo delle api e uno dei suoi preziosi prodotti. \n \n📍 MAB Maison des Artistes Bard\n🕔 sabato 10 ottobre\, ore 17\n🎟️ Ingresso gratuito \n\nPer informazioni e prenotazioni:\nbiglietteria@maisondesartistebard.it\n338 2290726 \n  \nFestival d’Autunno alla MAB!\nIl workshop è uno degli appuntamenti del Festival d’Autunno alla MAB\, cinque weekend tra cultura\, natura e creatività per vivere la MAB e il territorio di Bard attraverso spettacoli\, concerti\, laboratori\, pratiche e passeggiate. \n \n\nPer cinque weekend autunnali\, la MAB Maison des Artistes Bard propone un programma di appuntamenti che mette in dialogo cultura\, territorio e pratiche creative\, trasformando la residenza artistica in un luogo da attraversare\, conoscere e vivere. Durante i weeekend di Festival d’autunno la MAB è aperta anche come struttura ricettiva\, per soggiorni culturali unici. Scopri e prenota il tuo soggiorno! \nIl programma\nSabato 10 ottobre\nore 15:30 Spettacolo teatrale Cappuccetto Rosso e il Pan Ner // di Palinodie compagnia teatrale\nIngresso gratuito\nore 17 Workshop Realizza la tua candela con cera naturale // a cura di Sara Lisa Cuffari\nIngresso gratuito – posti limitati \nDomenica 11 ottobre\nore 11 Spettacolo teatrale Cappuccetto Rosso e il Pan Ner // di Palinodie compagnia teatrale\nIngresso gratuito\nore 17 Spettacolo teatrale Fulminata // di Annagaia Marchioro \nSabato 31 ottobre\nore 21 Concerto Duo Kaserne // con Alessandra Novaga – chitarra elettrica e Laura Corolla – violino barocco\nIngresso \nDomenica 1 novembre\nore 11 Pratica di yoga // con Jasmine Meynet\nPosti limitati \nSabato 21 novembre\nore 18 Open studio Ariane Darpy // pittrice francese residente alla MAB\nore 21 Anteprima spettacolo RE – Prologo per un mondo da ricominciare // di Maria Vittoria Bellingeri – Rosamiranda // compagnia teatrale residente alla MAB \nDomenica 22 novembre\nore 15:30 Passeggiata fotografica // con Marta Renda \nSabato 28 novembre\nore 19 Spettacolo teatrale con cena Saga Salsa // di Qui e Ora \nDomenica 29 novembre\nWorkshop C’est bien pour ma peau // a cura di Maison des Anciens Remèdes\nPosti limitati \nSabato 5 dicembre\nin definizione \nDomenica 6 dicembre\nWorkshop A tutta natura // a cura di Maison des Anciens Remèdes\nPosti limitati \n  \nPer informazioni e prenotazioni: biglietteria@maisondesartistebard.it – 338 2290726 \n  \nUn progetto di Comune di Bard\, a cura di MAB Maison des Artistes Bard\, con il contributo del Ministero del Turismo\, avviso FUNT 2026
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SUMMARY:Cappuccetto Rosso e il Pan Ner - spettacolo teatrale per Marché au Fort
DESCRIPTION:Cappuccetto Rosso e il Pan Ner\nPalinodie compagnia teatrale\nIn occasione di Marché au Fort\, il grande appuntamento dedicato alle eccellenze enogastronomiche della Valle d’Aosta\, il teatro della MAB Maison des Artistes Bard ospita due repliche di Cappuccetto Rosso e il Pan Ner\, spettacolo di Palinodie\, la compagnia teatrale che cura la MAB. \nUna fiaba che incontra la tradizione: Cappuccetto Rosso si mette in cammino alla ricerca della farina di segale\, ingrediente fondamentale del tradizionale Pan Ner\, per salvare la festa del paese. \nNel villaggio tutto è pronto per la festa del Pan Ner\, ma la farina di segale è misteriosamente scomparsa. Cappuccetto parte per recuperarla e\, lungo il sentiero nel bosco\, incontra il lupo. Ma il lupo non è affatto quello che ci hanno sempre raccontato: è gentile\, un po’ insicuro e ama cantare. \nLo spettacolo fa parte di Fiabe Remix\, il ciclo di Palinodie che riscrive le fiabe classiche e le ambienta in Valle d’Aosta\, intrecciando immaginari conosciuti\, territorio e tradizioni locali. Uno spettacolo per bambine e bambini\, ma anche per chi ha voglia di ritrovare una fiaba classica e scoprirla in una versione tutta valdostana\, tra teatro\, musica\, ironia e tradizione. \n📅 Sabato 10 ottobre\, ore 15.30\n📅 Domenica 11 ottobre\, ore 10.30\n📍 MAB – Maison des Artistes Bard\n🎟️ Ingresso gratuito \nLo spettacolo è inserito nel programma di Marché au Fort. \n  \n \n___________\nVieni a Bard per uno spettacolo\, un concerto\, un laboratorio o una passeggiata fotografica. Fermati per il weekend. Scopri la MAB\, dormi in una residenza per artisti e artiste e vivi l’autunno tra cultura\, natura e creatività.\n \n\nPer cinque weekend autunnali\, la MAB Maison des Artistes Bard propone un programma di appuntamenti che mette in dialogo cultura\, territorio e pratiche creative\, trasformando la residenza artistica in un luogo da attraversare\, conoscere e vivere. Durante i weeekend di Festival d’autunno la MAB è aperta anche come struttura ricettiva\, per soggiorni culturali unici. Scopri e prenota il tuo soggiorno! \n 
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SUMMARY:Marché au Fort - Cappuccetto Rosso e il Pan Ner
DESCRIPTION:Spettacolo Cappuccetto Rosso e il Pan Ner\n\n\ncon Andrea Cazzato e Brixhilda Shqualsi\nideato da Palinodie per Fiabe nel bosco\nla rassegna dell’Office du Tourisme \nLa festa del Pan Ner è in pericolo: la farina di segale è scomparsa e Cappuccetto deve ritrovarla prima che sia troppo tardi. Nel bosco incontra il Lupo… ma non è affatto come se lo aspettava: è gentile\, insicuro e\, sorprendentemente\, ama cantare. Insieme si addentrano nel bosco sulle tracce della farina\, tra misteri\, incontri inattesi e strani indizi.  Riusciranno Cappuccetto e il Lupo a salvarla festa? \n  \nSabato 10 ottobre\nore 15:30 / Teatro MAB \n____\nseconda replica: \nDomenica 11 ottobre\nore 10:30 / Teatro MAB \nIngresso gratuito\, consigliato a partire dai 4 anni\nInfo: Maison des Artistes Bard – 338 2290726 \n  \nMarché au Fort è l’appuntamento autunnale che celebra le eccellenze enogastronomiche e artigianali del territorio\, trasformando il borgo di Bard e la suggestiva cornice del Forte in un grande mercato a cielo aperto. Accanto agli stand e alle degustazioni\, l’edizione 2026 amplia l’esperienza con un programma culturale a cura della MAB – Maison des Artistes Bard con uno spettacolo teatrale per tutte le età!
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SUMMARY:Evento conclusivo del progetto TransiT alla MAB
DESCRIPTION:Tappe\, risultati e prospettive future del progetto transfrontaliero saranno illustrati durante una giornata-evento al Teatro MAB alla presenza di partner e istituzioni.\n  \nTransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile è giunto al termine del suo lungo ed intenso percorso\, fatto di tappe importanti e momenti di condivisione che hanno costellato il progetto sin dal suo avvio ad inizio del 2024. \nFulcro del progetto è lo sviluppo di un turismo culturale transfrontaliero strutturato e sostenibile\, non legato alla stagionalità\, fatto di luoghi\, festival\, eventi\, capace di coinvolgere l’intero territorio. Come per la sua presentazione\, anche la chiusura del progetto sarà una giornata-evento che si terrà a Bard mercoledì 30 settembre alle ore 10. La sede sarà il Teatro MAB della Maison des Artistes Bard\, uno dei fiori all’occhiello del progetto nata grazie alla riqualificazione dell’Hotel Stendhal nel borgo del paese. \nAll’evento “Cultura senza confini. L’eredità di TransiT tra Bard\, Aussois e Avrieux” parteciperanno partner del progetto ed istituzioni. Il programma si sviluppa nell’arco della mattinata e alterna momenti istituzionali\, approfondimenti sul progetto e uno sguardo alle prospettive future della collaborazione tra i territori coinvolti. \n  \nIl programma   \nAlle 10.15 si aprirà la mattinata con i saluti istituzionali\, affidati a Silvana Martino\, sindaca di Bard\, Stéphane Boyer\, sindaco di Aussois\, Marie-Annick Blondon\, assessora del Comune di Avrieux\, Giulio Grosjacques\, assessore al Turismo\, Sport e Commercio della Regione autonoma Valle d’Aosta\, Erik Lavevaz\, assessore all’Istruzione\, Cultura e Politiche identitarie della Regione autonoma Valle d’Aosta\, Renzo Testolin\, presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta\, e a un rappresentante dell’Autorità di gestione Interreg. A moderare l’incontro sarà la giornalista Nathalie Grange. \nAlle 10.45 sarà proiettato “Cultura per il Turismo”\, il video finale che ripercorre il progetto e le attività sviluppate tra Italia e Francia. Alle 11 si entrerà invece nel merito dei risultati raggiunti e delle prospettive future con la tavola rotonda “TransiT: risultati e prospettive”. \nA confrontarsi saranno Carlo Montisci\, Assistenza Tecnica al project management – Manager di IDEAS\, Laura Morelli\, project manager TransiT e Segretaria comunale di Bard\, Cristiano Accornero\, Referente TransiT e responsabile logistica e progetti speciali per il Forte di Bard\, Luca Ricci\, direttore artistico del progetto TransiT\, Laure Désiré\, Referente TransiT per il Comune di Aussois e Annelise Buttard\, Referente TransiT per il Comune di Avrieux. \nAlle 12.15 l’attenzione si sposterà sulla Maison des Artistes Bard\, con “La MAB | Un nuovo spazio culturale\, un luogo di ospitalità”. A presentare il progetto saranno Stefania Tagliaferri e Verdiana Vono\, responsabili della compagnia teatrale Palinodie. \nIl programma proseguirà alle 12.30 con “Dopo TransiT: il futuro della cooperazione”\, momento dedicato alle prospettive che si aprono dopo la conclusione del progetto. In questa occasione sarà illustrato e sottoscritto l’accordo di cooperazione tra Bard\, Avrieux e Aussois\, a sancire la volontà di dare continuità alla collaborazione avviata attraverso TransiT. A chiudere la mattinata\, alle 12.45\, sarà un pranzo a buffet. \n  \nIl progetto transfrontaliero TransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile\, è finanziato nell’ambito del programma Interreg VI-A France – Italia Alcotra per la programmazione 2021-2027\, e vede come partner i Comuni di Bard (capofila)\, di Avrieux e di Aussois\, e l’Associazione Forte di Bard.
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SUMMARY:Residenza Le allegre comari di Windsor
DESCRIPTION:Ripartono le residenze artistiche alla MAB Maison des Artistes Bard con Il Giardino delle Ore\, in residenza a Bard dal 2 al 9 ottobre 2026 per la creazione di Le allegre comari di Windsor. \nLa residenza rappresenta un’occasione di ricerca\, confronto e sperimentazione dedicata alla creazione del nuovo spettacolo della compagnia: un tempo di lavoro prezioso\, durante il quale artisti e professionisti possono concentrarsi sul processo creativo\, sviluppando idee\, linguaggi e materiali che prenderanno forma nella nuova produzione. \n  \nLe allegre comari di Windsor\nDi William Shakespeare Regia di Simone Severgnini\nUna commedia femminista senza essere didascalica che spiega perché la vendetta fai da te non funziona quasi mai.\nDopo Molto Rumore per Nulla\, la nuova commedia shakesperiana targata Il Giardino delle Ore è in arrivo! Un altro dichiarato gioco teatrale\, che saprà divertire con grande leggerezza il pubblico\, toccando alcuni dei temi atavici e irrisolti dell’essere umano. La commedia mette in scena inganni\, gelosie e il trionfo della saggezza femminile. E proprio della capacità di essere integre delle donne (a differenza degli uomini nel testo) diventa spunto interessante di riflessione sul contemporaneo. le due comari fungono infatti da guide e figure salvifiche per i due mariti: sono due donne normali che svelano l’intelligenza diffusa nel gentil sesso\, che già Shakespeare non riusciva a non mettere sotto la lente d’ingrandimento. Donne anche coraggiose\, che no hanno paura di rendere il maschio oggetto della loro beffa\, anche per passare un tempo altrimenti vuoto\, con scherzi e beffe. \nLa critica alla mentalità provinciale\, in cui sembrano contare di più apparire\, spendere e avere una buona reputazione che il reale contenuto\, sembra la condanna a cui è costretta la classe media: una borgesia arricchita ma culturalmente insicura\, che non sa prendersi altra rivincita sul potente di turno che la pubblica gogna. Unico\, sognatore\, donchisciotte ante litteram\, Falstaff. Che pensa di poter chiedere tutto\, convinto che le donne non possano che sottomettersi a lui\, distante\, e per questo divertentissimo\, dal reale. Lo spettacolo ci porta così a riflettere sul provincialismo\, sugli esiti della vendetta fai da te\, sui pessimi risultati del sorvegliarsi a vicenda di una società dell’autocontrollo che porta allo sberleffo in piazza\, quasi come dei bulli\, che non temono (o forse non sanno) di fare body-shaming. \n  \nIl Giardino delle Ore\nNato con l’obiettivo di sviluppare a Erba un centro di interesse e ricerca teatrale\, Il Giardino delle Ore ha costruito negli anni una presenza radicata nel territorio\, lavorando a stretto contatto con amministrazioni\, scuole\, associazioni\, organizzazioni non profit\, aziende e cittadini. Al centro del suo percorso c’è la volontà di coltivare\, attraverso l’arte e il teatro\, un tempo di qualità e occasioni di incontro capaci di generare partecipazione e benessere. \nLa compagnia affianca alla produzione artistica numerose attività: cura la stagione teatrale Incursioni Teatrali\, organizza dal 2017 il festival estivo ArtiGiano\, dedicato alla valorizzazione del territorio dell’Erbese e dei comuni limitrofi\, e gestisce una scuola di teatro rivolta a bambini\, ragazzi e adulti\, oltre a laboratori nelle scuole. \nIl Giardino delle Ore è composto da un team che vede Simone Severgnini alla direzione artistica\, Matteo Castagna per contabilità e amministrazione\, Alessandra Mornata per segreteria didattica e biglietteria\, Marta Frigerio per segreteria organizzativa e fundraising\, Maria Cristina Stucchi come docente dei corsi adulti e Tommaso Severgnini per le musiche e la docenza di Canto Moderno. \nLa residenza alla MAB si inserisce quindi in un percorso artistico articolato\, che unisce produzione\, formazione e relazione con il territorio. È uno spazio dedicato al lavoro dietro le quinte\, alla ricerca e alla costruzione di un nuovo progetto teatrale\, accompagnando gli artisti in una fase fondamentale del processo che porterà alla nascita dello spettacolo. \n 
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SUMMARY:È online il programma del Festival di Fine Estate alla MAB
DESCRIPTION:Dal 2 al 13 settembre 2026\, la Maison des Artistes Bard presenta la seconda edizione di Festival di Fine Estate\, rassegna dedicata alle arti performative contemporanee\, dove spettacoli\, poesia\, musica\, performance ed esperienze partecipative si incontrano per creare nuovi immaginari. \nNato a Bard e cresciuto in dialogo con il territorio\, il Festival trasforma per quasi due settimane gli spazi della MAB e alcuni luoghi del borgo in una geografia culturale diffusa\, dove l’arte incontra la comunità e il paese diventa un palcoscenico a cielo aperto. \nLa seconda edizione amplia inoltre il proprio territorio e arriva per la prima volta ad Aosta\, grazie alla collaborazione con Plus e il suo teatro: un nuovo ponte tra luoghi\, artisti e pubblici. \nIl programma riunisce alcune delle realtà più interessanti della scena contemporanea: Balletto Civile\, Sotterraneo\, Laura Gazzani\, Palinodie\, Vono/Cicconi\, Giuliana Musso\, Emilia Verginelli e also.known.as\, insieme alla rete Risonanze\, a laboratori\, installazioni\, musica e progetti partecipativi. \nTra gli appuntamenti da non perdere\, l’inaugurazione con Furioso di Balletto Civile\, Shakespearology di Sotterraneo\, l’anteprima di Al di là dell’Arcadia e L’atto sospeso\, oltre alla prima volta in Valle d’Aosta di Mio eroe di Giuliana Musso. \nFestival di Fine Estate è un invito a rallentare\, attraversare il territorio e concedersi il tempo di incontrare ciò che è nuovo o diverso. \n👉 Scopri il programma completo e tutti gli appuntamenti:\nhttps://maisondesartistesbard.it/festival-di-fine-estate/ \n 
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SUMMARY:Residenza artistica dell'illustratrice Sofia Figliè alla MAB
DESCRIPTION:Dal 23 agosto al 2 settembre\, l’illustratrice Sofia Figliè sarà in residenza alla MAB Maison des Artistes Bard per conoscere il paese\, ascoltare la sua comunità e raccogliere storie\, luoghi\, abitudini e suggestioni da trasformare in illustrazioni e cartoline dedicate a Bard. \nSofia desidera incontrare abitanti e realtà del paese e conoscere i luoghi a cui sono più legati. Se hai una storia da raccontare\, un luogo del cuore o un ricordo che parla di Bard\, vieni a condividere il tuo punto di vista con lei e contribuisci al progetto. \nIl risultato della residenza sarà presentato nella mostra “Diario visivo. Cartoline da Bard” allestita in una delle cantine del borgo di Bard\, che inaugurerà il 2 settembre\, in occasione del Festival di Fine Estate\, e resterà aperta fino al 13 settembre. \n📍 Bard\n📅 Residenza: 23 agosto – 2 settembre\n🎨 Mostra: 2 – 13 settembre\n🎟️ Ingresso gratuito \nUn nuovo racconto di Bard\, nato dall’incontro tra arte\, territorio e comunità. \n👉 Scopri il programma completo del Festival di Fine Estate e tutti gli appuntamenti: https://maisondesartistesbard.it/festival-di-fine-estate/ \n 
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SUMMARY:Sotterraneo / Sharing di residenza
DESCRIPTION:Giovedì 25 giugno la MAB ospita l’apertura di residenza di Sotterraneo\, in residenza di creazione con il nuovo lavoro Stupidocene.\n\n\n  \n\n\nSe non condividiamo più la realtà\, cosa ci tiene insieme? \nUn incontro con SOTTERRANEO – protagonista del teatro contemporaneo internazionale – per esplorare attraverso le fratture\, le narrazioni e le illusioni che stanno ridefinendo la nostra idea di democrazia\, libertà e convivenza. In dialogo con Verdiana Vono e Stefania Tagliaferri\, direzione artistica MAB. \n\n\nIngresso gratuito\, prenota il tuo posto al 338 2290726 \n  \nStupidocene\nUna conferenza-spettacolo\nuna creazione Sotterraneo\nSara Bonaventura\, Claudio Cirri\, Daniele Villa\ncon Teodora Grano \n  \n\n\nSotterraneo\nFondata a Firenze nel 2005\, Sotterraneo è una delle realtà più significative della ricerca teatrale contemporanea italiana. Il collettivo sviluppa un linguaggio originale che intreccia teatro\, performance e cultura contemporanea\, indagando le contraddizioni del presente attraverso un approccio definito “avant-pop”\, capace di coniugare immaginario collettivo e pensiero critico. Le sue creazioni\, tra cui Overload\, Shakespearology\, Europeana\, L’Angelo della Storia e Il fuoco era la cura\, hanno circuitato nei principali festival e teatri italiani e internazionali\, raggiungendo Europa\, Asia e America Latina. Nel corso degli anni Sotterraneo ha ricevuto numerosi riconoscimenti\, tra cui due Premi Ubu per lo Spettacolo dell’anno (2018 e 2022)\, il Premio Ubu Speciale\, il Premio Lo Straniero e il Premio Hystrio alla drammaturgia. Accanto alla produzione artistica\, la compagnia porta avanti un’intensa attività formativa e di ricerca\, collaborando con università\, istituzioni culturali e reti europee. Dal 2021 è artista associato del Piccolo Teatro di Milano.
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SUMMARY:Residenza artistica di Sotterraneo alla MAB
DESCRIPTION:Dal 15 al 27 giugno alla MAB di Bard sarà in residenza la nota compagnia teatrale di ricerca Sotterraneo\, con il progetto Stupidocene.\n  \n\n\nPresentazione del lavoro\nStupidocene\nUna conferenza-spettacolo\nuna creazione Sotterraneo\nSara Bonaventura\, Claudio Cirri\, Daniele Villa\ncon Teodora Grano \nPartiamo da quello che molti pensatori contemporanei definiscono il problema dell’epoca: la perdita di realtà condivisa. Da sempre la specie umana interpreta la realtà in molti modi possibili e spesso i conflitti fra persone\, popoli e civiltà nascono proprio dall’incompatibilità delle narrazioni a cui crediamo. Questo è un problema ancestrale\, specie-specifico e probabilmente irrisolvibile – per fortuna\, dato che la possibilità di analizzare la realtà da più punti di vista è uno degli elementi costitutivi di quello che nei millenni abbiamo imparato a definire “libertà”. Oggi però questo problema pare moltiplicarsi e acuirsi a dismisura: attraverso la complessità dei problemi che abbiamo davanti\, ormai sempre di scala globale; attraverso l’ambiente tecnologico frammentato in cui dispositivi e rivoluzione digitale ci immergono; attraverso le accelerazioni che segnano il nostro tempo\, dall’instabilità geopolitica alla crisi climatica. Senza una base di realtà condivisa però\, senza quello che Eco chiamava “zoccolo dell’essere”\, non si danno regole\, non si dà uguaglianza\, in pratica non si da democrazia: impossibile la convivenza tra moltitudini se viviamo in realtà percepite come completamente separate e incompatibili. Da qui le polarizzazioni\, i populismi\, la crisi del modello liberale a favore dell’emersione delle autocrazie. \nLa nostra conferenza-spettacolo vuole mettere in campo questo problema teorico-concettuale creando un formato super-leggero\, capace di tenersi in equilibrio tra divulgazione e spettacolo\, diretto nel rapporto col pubblico\, angosciato e ludico al tempo stesso.  \n\nSotterraneo\nFondata a Firenze nel 2005\, Sotterraneo è una delle realtà più significative della ricerca teatrale contemporanea italiana. Il collettivo sviluppa un linguaggio originale che intreccia teatro\, performance e cultura contemporanea\, indagando le contraddizioni del presente attraverso un approccio definito “avant-pop”\, capace di coniugare immaginario collettivo e pensiero critico. Le sue creazioni\, tra cui Overload\, Shakespearology\, Europeana\, L’Angelo della Storia e Il fuoco era la cura\, hanno circuitato nei principali festival e teatri italiani e internazionali\, raggiungendo Europa\, Asia e America Latina. Nel corso degli anni Sotterraneo ha ricevuto numerosi riconoscimenti\, tra cui due Premi Ubu per lo Spettacolo dell’anno (2018 e 2022)\, il Premio Ubu Speciale\, il Premio Lo Straniero e il Premio Hystrio alla drammaturgia. Accanto alla produzione artistica\, la compagnia porta avanti un’intensa attività formativa e di ricerca\, collaborando con università\, istituzioni culturali e reti europee. Dal 2021 è artista associato del Piccolo Teatro di Milano.
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SUMMARY:Residenza artistica / Welcome to Las Vegas
DESCRIPTION:La Maison des Artistes Bard ospita dal 10 al 13 giugno la performer valdostana Florence Bovet in residenza artistica con il progetto Welcome to Las Vegas.\n  \n\n\nPresentazione del lavoro\nWelcome to Las Vegas è la storia di un bambino che all’inizio del XX secolo è costretto a lasciare il proprio paesino in mezzo alle Alpi per cercare altrove una vita migliore. Questa vita migliore la cercherà in cima ai grattacieli in costruzione di New York\, su una nave da guerra nel Pacifico e addirittura nei casinò più famosi di Las Vegas.  \nNella sua odissea non incontrerà maghe o ciclopi\, ma bensì marinai abbronzati\, prostitute dal cuore d’oro e cantanti mafiosi. Eppure\, come Ulisse costretto a partire\, conserverà sempre nel suo cuore il desiderio di tornare. E chissà che non trovi\, dopo anni di assenza\, dopo una vita migliore\, dopo la guerra\, il riposo ai piedi delle Alpi\, per guardare un’ultima volta le stelle della sua infanzia… \nIspirato dalla storia vera di Valerien “Val” Roullet\, Welcome to Las Vegas ripercorre la vita di un emigrato italiano che s’imbarca per l’America negli anni ’30. Lo spettacolo scritto\, messo in scena e interpretato da Florence Bovet\, accompagnata dalle musiche originali live di Luca Moccia\, si basa su accurate ricerche storiche e interviste ai discendenti diretti di Valérien “Val” Roullet\, di Arvier\, per raccontare attraverso testo\, musica e video\, la storia di un immigrato valdostano nell’America degli anni ‘30. \nLa residenza in MAB sarà per Florence Bovet l’occasione di lavorare con un tecnico light designer su un disegno luci più preciso\, scolpito e narrativo affinché lo spettacolo\, creato in condizioni da festival\, possa godere di una drammaturgia tecnica completa. \n\nWelcome to Las Vegas\ndi e con Florence Bovet\naccompagnata dalle musiche di Luca Moccia\nCon il sostegno della Regione autonoma Valle d’Aosta – Assessorato Istruzione\, Cultura e Politiche identitarie\n \n  \n\n\nFlorence Bovet è autrice\, regista e attrice. Nata nel 2000 da madre belga e padre italiano\, cresce in Valle d’Aosta\, regione bilingue del nord-ovest d’Italia. Fin da giovane si dedica alla scrittura in italiano e francese\, ottenendo nel 2015 una menzione d’onore al Prix Interrégional Jeunes Auteurs (Svizzera) con il racconto Jigoku Dani\, pubblicato nello stesso anno da Éditions de l’Hèbe. Nel 2017 è semifinalista al Prix du Jeune Écrivain (Francia) con Mémoires d’une époque e nel 2019 vince il primo premio del concorso Abbé Trèves con Maman\, parle-moi comme ta maman. \nNel 2019 si trasferisce in Belgio per frequentare l’Institut des Arts de Diffusion di Louvain-la-Neuve\, dove consegue una formazione in interpretazione drammatica\, scrittura e regia. Durante gli studi scrive i suoi primi due testi teatrali: Aux Cyprès Heureux e Les Reconstructrices. La sua scrittura è attraversata da temi ricorrenti come la trasmissione familiare\, la memoria\, la distopia\, la costruzione di nuove possibilità e il legame con la comunità. \n 
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SUMMARY:Non ti scordar di me - Residenza artistica di danza
DESCRIPTION:La Maison des Artistes Bard ospita dal 18 al 24 maggio e dal 4 al 11 giugno Valentina Dal Mas in residenza artistica con il progetto Non ti scordar di me. Laboratorio aperto a tuttə giovedì 11 giugno ore 17:30.\n  \n\n\nPresentazione del lavoro\nnon ti scordar di me nasce dall’incontro con un’umana dalla pelle increspata e dalla memoria selvaggia\, così amo chiamarla\, di nome Elda. Elda\, alla sua 104esima estate\, traghetta verso il suo aldilà che è un campo di patate\, dove c’è anche un cappuccio\, la sua seggiolina d’infanzia\, l’acqua di colonia del suo amato Angelo.\nIn questo suo luogo così fratello alla sua casa terrestre\, Elda dissoda la terra della sua esistenza da cui affiorano ricordi\, baci\, canzoni\, lacrime. In questo suo tempo\, i tempi verbali sussultano\, si azzuffano giocosamente ognuno per essere invocato per primo\, si tengono teneramente per mano\, come se fossero uno. In questo suo trasfigurato dimorare\, Elda mantiene la promessa di essere tutte le sue Ere Eldozoiche. \nAvvinta come l’edera attorno al mormorare\, esultare\, ruggire dei suoi organi\, Elda nasce a nuova vita nel suo aldilà\, irruente come un vento forte\, prudente come chi mette in fila un piede dopo l’altro\, lucente\, nel rivelare la sua preghiera. \n\nValentina Dal Mas\nValentina Dal Mas si forma nell’ambito della danza e del teatro a Parigi e in Italia con Abbondanza/Bertoni\, Dominique Uber\, Nina Dipla\, Michela Lucenti\, Serge Ricci\, Carolyn Carlson\, Iris Erez\, Raffaella Giordano\, Alexandre Del Perugia. E’ danzatrice per la Compagnia Abbondanza/Bertoni dal 2014 e attrice-danzatrice per La Piccionaia-Centro di Produzione teatrale dal 2016. Nel 2016 intraprende un suo percorso autorale indipendente e nel 2017 vince il Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo “Da dove guardi il mondo?” Dal 2016 espande la sua professione all’ambito socio-educativo e ai contesti di cura\, proponendo laboratori di teatro-danza nelle scuole pubbliche\, nelle RSA\, nelle cooperative sociali che si occupano di persone con fragilità di varia natura e di bambini assistiti dai servizi socio-sanitari\, presso il carcere di Montorio (VR) e AMA (Associazione Malattia Alzheimer). Nel 2023 vince il Premio Scenario Periferie con lo spettacolo “Luisa”.
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SUMMARY:Laboratorio sulla commedia dell'arte e il contemporaneo a cura di Anagoor
DESCRIPTION:Martedì 2 giugno la MAB ospita un laboratorio sulla commedia dell’arte e il inguaggi del contemporanea a cura della compagnia residente Anagoor.\n\n\n“Chi è Arlecchino oggi\, in un secolo tragico? Non solo una maschera\, non solo un servo astuto o un saltimbanco: Arlecchino è un demone antico\, una figura ctonia che guida i morti nella notte\, uno spirito indomabile che attraversa i secoli portando con sé il peso e la rabbia dei dannati\, dei poveri\, degli esclusi”. \nA partire dal nuovo lavoro La Tragedia di Arlecchino\, questa commedia non è divina\, Anagoor curerà un workhop gratuito nel pomeriggio del 2 giugno\, per approfondire come la commedia dell’arte si possa intrecciare ai linguaggi del teatro contemporaneo. \nUn’occasione unica per conoscere una delle compagnie più note e premiate del teatro contemporaneo europeo (Leone d’Argento 2018). Negli anni il collettivo ha ridefinito i confini del teatro contemporaneo\, intrecciando arti performative\, filosofia\, musica e immagine in creazioni di straordinario impatto estetico e intellettuale. \n\nMartedì 2 giugno\, ore 16:00\nMAB Maison des Artistes Bard\nIngresso gratuito\, per partecipare scrivi al 338 2290726 \n\n\nLa Tragedia di Arlecchino\, questa commedia non è divina.  \nLuca Altavilla // Anagoor \nSound Design: Mauro Martinuz  \nMaschera: Alessandra Faienza  \nCappello: Jcosky \nSartoria: Sara Favero \nRicerche: Lisa Gasparotto + Sergia Adamo  \nAssistenza Alla Regia: Marco Menegoni  \nDrammaturgia: Luca Altavilla + Simone Derai  \nRegia Scena Luci Costumi: Simone Derai  \nStruttura: Thymele  \nContributo: Regione Friuli Venezia Giulia  \nPartner: Festiltinaos + Operaestate Bassano + MAB Maison Des Artistes Bard \n\nAnagoor\n\n\nAnagoor è tra le compagnie più note e premiate del teatro contemporaneo europeo (Leone d’Argento alla Biennale Teatro di Venezia 2018). Negli anni il collettivo ha ridefinito i confini del teatro contemporaneo\, intrecciando arti performative\, filosofia\, musica e immagine in creazioni di straordinario impatto estetico e intellettuale. \n\n\nLa compagnia Anagoor è fondata da Simone Derai e Paola Dallan a Castelfranco Veneto nel 2000\, configurandosi fin da subito come un esperimento di collettività. Oggi alla direzione di Simone Derai e Marco Menegoni si affiancano le presenze costanti di Patrizia Vercesi\, Mauro Martinuz e Giulio Favotto\, Monica Tonietto\, Gayané Movsisyan\, Piero Ramella\, mentre continuano a unirsi artisti e professionisti che ne arricchiscono il percorso e ne rimarcano la natura di collettivo. \nIl teatro di Anagoor risponde a un’estetica iconica che precipita in diversi formati finali dove performing art\, filosofia\, letteratura e scena ipermediale entrano in dialogo\, pretendendo tuttavia\, con forza e in virtù della natura di quest’arte\, di rimanere teatro. Dal 2008 Anagoor ha la sua sede nella campagna trevigiana\, presso La Conigliera\, allevamento cunicolo convertito in atelier e dal 2010 fa parte del progetto Fies Factory di Centrale Fies – art work space. Domenico Garofalo\, Annalisa Grisi e Maria Grazia Tonon completano il team seguendo management e curatela del progetto artistico. \nFra i premi ricevuti: il premio “Jurislav Korenić“ a Simone Derai come miglior giovane regista al 53mo Festival MESS (2012)\, il Premio Hystrio – Castel dei Mondi (2013)\, il Premio ANCT per l’innovativa ricerca teatrale\, il premio HYSTRIO alla regia (2016) e il Premio ReteCritica.
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SUMMARY:Residenza artistica di Anagoor alla MAB per il nuovo lavoro su Arlecchino
DESCRIPTION:Dal 25 maggio al 3 giugno alla MAB la residenza artistica della compagnia pluripremiata Anagoor con il progetto La Tragedia di Arlecchino\, questa commedia non è divina. \n  \n\n\nPresentazione del lavoro\nArlecchino. Viaggio di un demone \nChi è Arlecchino oggi\, in un secolo tragico? Non solo una maschera\, non solo un servo astuto o un saltimbanco: Arlecchino è un demone antico\, una figura ctonia che guida i morti nella notte\, uno spirito indomabile che attraversa i secoli portando con sé il peso e la rabbia dei dannati\, dei poveri\, degli esclusi. \nQuesto progetto artistico parte dalle radici medievali del personaggio — Hellequin\, re degli Elfi\, capo della caccia selvaggia\, benandante in trance — per arrivare al Novecento di Picasso e Baj\, dove Arlecchino si frantuma in schegge e diventa emblema della tragedia contemporanea. Le losanghe del suo costume non sono più decorazione: sono pezzi di mondo cuciti insieme\, brandelli di storie\, cicatrici di Guernica\, di Auschwitz\, di Gaza. \nAl centro della ricerca c’è il corpo dell’attore: vivo\, imprevedibile\, estatico. Sotto la maschera pietrificata ribolle una carne che non si lascia domare. Arlecchino è l’ultimo individuo prima dell’omologazione di massa\, il comico e il tragico fusi insieme\, la gioia e il dolore che abitano lo stesso volto. \nUno spettacolo che è anche un atto di memoria: raccogliere frammenti significa farsi portavoce\, con tutto il rischio e la responsabilità che questo comporta. \n  \nCrediti\nLa Tragedia di Arlecchino\, questa commedia non è divina.  \nLuca Altavilla // Anagoor \nSound Design: Mauro Martinuz  \nMaschera: Alessandra Faienza  \nCappello: Jcosky \nSartoria: Sara Favero \nRicerche: Lisa Gasparotto + Sergia Adamo  \nAssistenza Alla Regia: Marco Menegoni  \nDrammaturgia: Luca Altavilla + Simone Derai  \nRegia Scena Luci Costumi: Simone Derai  \nStruttura: Thymele  \nContributo: Regione Friuli Venezia Giulia  \nPartner: Festiltinaos + Operaestate Bassano + MAB Maison Des Artistes Bard \n\nAnagoor\n\n\nAnagoor è tra le compagnie più note e premiate del teatro contemporaneo europeo (Leone d’Argento alla Biennale Teatro di Venezia 2018). Negli anni il collettivo ha ridefinito i confini del teatro contemporaneo\, intrecciando arti performative\, filosofia\, musica e immagine in creazioni di straordinario impatto estetico e intellettuale. \n\n\nLa compagnia Anagoor è fondata da Simone Derai e Paola Dallan a Castelfranco Veneto nel 2000\, configurandosi fin da subito come un esperimento di collettività. Oggi alla direzione di Simone Derai e Marco Menegoni si affiancano le presenze costanti di Patrizia Vercesi\, Mauro Martinuz e Giulio Favotto\, Monica Tonietto\, Gayané Movsisyan\, Piero Ramella\, mentre continuano a unirsi artisti e professionisti che ne arricchiscono il percorso e ne rimarcano la natura di collettivo. \nIl teatro di Anagoor risponde a un’estetica iconica che precipita in diversi formati finali dove performing art\, filosofia\, letteratura e scena ipermediale entrano in dialogo\, pretendendo tuttavia\, con forza e in virtù della natura di quest’arte\, di rimanere teatro. Dal 2008 Anagoor ha la sua sede nella campagna trevigiana\, presso La Conigliera\, allevamento cunicolo convertito in atelier e dal 2010 fa parte del progetto Fies Factory di Centrale Fies – art work space. Domenico Garofalo\, Annalisa Grisi e Maria Grazia Tonon completano il team seguendo management e curatela del progetto artistico. \nFra i premi ricevuti: il premio “Jurislav Korenić“ a Simone Derai come miglior giovane regista al 53mo Festival MESS (2012)\, il Premio Hystrio – Castel dei Mondi (2013)\, il Premio ANCT per l’innovativa ricerca teatrale\, il premio HYSTRIO alla regia (2016) e il Premio ReteCritica.
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SUMMARY:Laura Gazzani in residenza col progetto Aimée
DESCRIPTION:Dal 25 al 29 maggio alla MAB la residenza artistica di Laura Gazzani con il progetto AIMÉE il confine come promessa / la frontière comme promesse. \n  \n\n\nPresentazione del lavoro\nTutto inizia con due corpi. Una distanza da misurare\, un ascolto da costruire\, una fiducia da guadagnare passo dopo passo. AIMÉE nasce come duetto coreografico che prende la bourrée\,  danza folk delle zone di confine\, come punto di partenza per interrogare uno dei concetti più urgenti del nostro tempo: il confine. Non come barriera\, ma come luogo vivo di scambio\, incontro e trasformazione. \nLa bourrée è una danza di soglia. Appartiene alle comunità rurali delle zone di frontiera e risuona\, con ironia fertile\, nel “pas de bourrée” della danza classica accademica. Questo cortocircuito tra tradizione popolare e linguaggio codificato apre un campo di ricerca ricco e contraddittorio: una danza che attraversa epoche\, contesti e corpi diversi\, e che porta con sé la memoria di chi l’ha danzata prima di noi. \nDal duetto si genera un movimento corale. Il cerchio si allarga\, il passo diventa invito\, e la danza si trasforma in esperienza collettiva. Una chiamata pubblica coinvolge gli abitanti del territorio in due giorni di laboratorio\, al termine dei quali la comunità sale in scena insieme ai danzatori professionisti. Non come sfondo\, ma come parte viva dell’opera. Il confine tra spettatore e interprete si dissolve\, e con esso ogni distanza tra arte e vita quotidiana. \nA radicare ulteriormente il progetto nel luogo\, una raccolta di suoni ambientali — piazze\, sentieri\, portoni — diventa materiale per una partitura sonora costruita insieme al sound designer: una mappa acustica del territorio che entra nella danza e la abita. \nAIMÉE è una ricerca in divenire\, nata da un percorso coreografico avviato nel 2021 sulla rivisitazione contemporanea dei balli popolari come forma di memoria collettiva. Un progetto che restituisce al passo la sua funzione più antica: creare comunità\, generare prossimità\, fare promessa di incontro. \n  \n\n\n  \n\n\nCrediti\nAIMÉE il confine come promessa / la frontière comme promesse \ncoreografia di / chorégraphie de Laura Gazzani  \ncon / avec Francesca Rinaldi\, Melania Pallini  \nassistente alla coreografia / assistante chorégraphique Jessica Russo  \nsound Tim Van Der Burg \n\nLaura Gazzani\nHa iniziato la sua formazione accademica in Italia e poi ha vissuto a Los Angeles\, Madrid e New York\, dove ha studiato danza contemporanea\, linguaggi urban e pratiche di improvvisazione\, e ha lavorato come danzatrice. Nel 2014 ha fatto un tirocinio come osservatrice alla Forsythe Company\, seguendo la ripresa del lavoro di One Flat Thing\, reproduced: da lì ha iniziato a interrogarmi sulla percezione\, sul corpo come strumento di relazione con lo spazio e con lo sguardo. \nDal 2018 crea lavori che portano il nome di persone\, perché considera ogni creazione un organismo vivo\, che cresce\, inciampa\, cambia identità e direzione. Il suo primo solo è Pedro (2020/2021)\, selezionato per la Vetrina della giovane danza d’autore 2021. Poi Walter (2021/2023)\, co-prodotto da Anghiari Dance Hub e Zerogrammi\, vincitore di Danza Urbana XL 2022 e del Dancescapes Mobility Grant 2022\, che ha aperto una ricerca sulla ripetizione come dispositivo drammaturgico ed emotivo. Nel 2024 ha debuttato con Graziosissimo\, sostenuto dal MiC e da SIAE attraverso il programma Per Chi Crea\, e selezionato dalla Vetrina della Giovane Danza D’Autore 2025. Nel 2025 è nato Carmela\, selezionato dalla NID Platform – Open Studios 2025. \nLa sua pratica si fonda sull’urgenza di condividere un’esperienza con chi guarda: considera la scena un luogo fragile ed esposto\, dove l’incontro avviene nella percezione\, negli slittamenti\, nei silenzi\, più che nelle certezze.
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SUMMARY:Prova aperta di Furioso ad Aosta
DESCRIPTION:Giovedì 14 maggio alle ore 21\, nel teatro di PLUS (Aosta)\, il pubblico potrà assistere alla prova aperta di FURIOSO – Studi per una drammaturgia fisica site specific\, nuovo progetto di Balletto Civile in residenza artistica alla Maison des Artistes di Bard dal 3 al 17 maggio. \nIdeato\, diretto e coreografato da Michela Lucenti\, FURIOSO nasce come una riflessione sulla fragilità contemporanea e si sviluppa come esperienza immersiva e partecipata\, in cui il pubblico è chiamato ad attraversare e abitare la scena. Con la drammaturgia di Emanuela Serra e Maurizio Camilli\, il progetto affronta l’Orlando Furioso come un organismo vivo e corale\, capace di intrecciare memoria\, desiderio e trasformazione. \n\n\nLa scena si presenta come un “palazzo di Atlante” contemporaneo: un luogo di smarrimento e rivelazione\, un’architettura simbolica che accoglie memoria\, sogno\, inganno e desiderio. L’ensemble affronta l’Orlando Furioso come un organismo vivo e polifonico\, privo di un unico protagonista\, in cui le voci si intrecciano in un flusso narrativo condiviso. \nAttraversando epoche e immaginari — dal Rinascimento al presente — il progetto riflette sul tema dell’identità e della trasformazione. Come suggerisce Virginia Woolf nel suo Orlando\, l’individuo è molteplice: una coscienza in continua mutazione\, capace di attraversare generi\, tempi e possibilità. \nIngresso 5 euro \n\nCrediti\nFURIOSO\nSTUDI PER UNA DRAMMATURGIA FISICA SITE SPECIFIC\nideazione regia e coreografia Michela Lucenti\nDrammaturgia Emanuela Serra Maurizio Camilli\nAssistente alla coreografia Alessandro Pallecchi\nDramaturg Attilio Caffarena\nAssistente alla visione Giulia Spattini\nConsulenza musicale Thibaud Monterisi\nDrammaturgia del suono Daniele Boccardi\nInstallazioni luminose Stefano Mazzanti\nCostumi Giulia Spattini\nLuci Lorenzo Diofili\nCoach fisico Antonio Carta\nOrganizzazione Ambra Chiarello\nProduzione Balletto Civile\nCon il supporto di MAB Maison des Artistes Bard \nFoto Marta Lavit \nBalletto Civile\nBalletto Civile è un collettivo nomade di performer\, nato nel 2003 e fondato da Michela Lucenti in collaborazione con Emanuele Braga\, Maurizio Camilli\, Francesco Gabrielli ed Emanuela Serra. L’équipe si caratterizza per la ricerca di un linguaggio scenico “totale”\, privilegiando l’interazione tra teatro\, danza e il canto dal vivo originale\, ma anche per il forte impegno etico e l’ altrettanto importante passione civile che da sempre caratterizza il loro lavoro.
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SUMMARY:La MAB tra le residenze del Nouveau Grand Tour 2026 - leggi il bando!
DESCRIPTION:La Maison des Artistes di Bard parteciperà alla nuova edizione del Nouveau Grand Tour 2026\, il programma internazionale di residenze artistiche promosso dall’Institut français Italia nell’ambito della cooperazione culturale tra Francia e Italia.\nMAB è tra le sedi partner che accoglieranno artisti e artiste francesi in residenza sul territorio italiano\, confermando il proprio impegno nel sostegno alla creazione contemporanea e nello sviluppo di reti artistiche internazionali. \nIl bando per partecipare è aperto fino al 6 maggio 2026 \nIl programma Nouveau Grand Tour\nNato nel 2022 nel quadro del Trattato del Quirinale\, il Nouveau Grand Tour è un programma di residenze artistiche che promuove la mobilità e la ricerca artistica tra Francia e Italia\, favorendo lo scambio culturale e il dialogo europeo. \nIl progetto si ispira alla tradizione storica del Grand Tour\, reinterpretandola in chiave contemporanea e offrendo a giovani artisti l’opportunità di sviluppare il proprio lavoro in contesti internazionali\, senza vincoli produttivi e in relazione con i territori ospitanti. \n\nBando Nouveau Grand Tour 2026\nÈ aperto il bando per la selezione di artisti e artiste francesi per residenze in Italia nell’ambito dell’edizione 2026. \nSintesi del bando\n\nNumero di artisti selezionati: 25\nDurata della residenza: 1 mese (tra settembre e dicembre 2026)\nAmbiti: tutte le discipline artistiche\nSedi: circa 20 istituzioni partner su tutto il territorio italiano\nObiettivo: sostenere la ricerca artistica e favorire la mobilità internazionale\n\n\nRequisiti di partecipazione\nI candidati devono: \n\navere meno di 36 anni all’inizio della residenza;\nessere di nazionalità francese oppure residenti in Francia da almeno 3 anni;\ndisporre di un’assicurazione di responsabilità civile;\navere una buona conoscenza dell’inglese e/o dell’italiano.\n\n\nCaratteristiche del programma\n\naccompagnamento nella ricerca artistica;\nassenza di vincoli di produzione;\ninserimento in un contesto professionale e culturale locale;\nsviluppo di relazioni con istituzioni e operatori del territorio.\n\n\nCome candidarsi\nLe candidature sono aperte fino al 6 maggio 2026. \nPer consultare il bando completo e inviare la propria candidatura:👉 https://www.institutfrancais.it/italia/nouveau-grand-tour-2026#/ \n\n\n\n\n\n\nLa Maison des Artistes di Bard\nAll’interno di questa rete internazionale\, la Maison des Artistes di Bard offrirà agli artisti selezionati un contesto unico di lavoro e ricerca\, immerso nel patrimonio culturale e paesaggistico della Valle d’Aosta. \nLa partecipazione al Nouveau Grand Tour rappresenta un’importante occasione per rafforzare il dialogo tra scena artistica locale e internazionale\, contribuendo alla circolazione di idee\, pratiche e visioni contemporanee.
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SUMMARY:Residenza artistica di Balletto Civile alla MAB
DESCRIPTION:La Maison des Artistes ospita dal 3 al 17 maggio la compagnia Balletto Civile in residenza artistica con il progetto FURIOSO\, ideato\, diretto e coreografato da Michela Lucenti.\n\n\nPresentazione del lavoro\nIl lavoro nasce come uno studio sulla fragilità\, intesa come segno del contemporaneo: un attraversamento\, un dispositivo di percezione che invita a riconoscere il nostro stesso smarrimento per trasformarlo in una possibilità fertile. Non si tratta di una riscrittura del mito\, ma di un’esperienza immersiva che coinvolge direttamente lo spettatore. \nCon la drammaturgia di Emanuela Serra e Maurizio Camilli\, FURIOSO si configura come un dispositivo performativo site-specific in cui lo spazio diventa generatore d’azione. La drammaturgia fisica\, cifra distintiva di Balletto Civile\, non racconta la storia ma la incarna nei corpi\, nelle relazioni e nelle distanze. Il pubblico è chiamato a muoversi\, attraversare e abitare la scena: non semplice spettatore\, ma parte integrante dell’esperienza. \nLa scena si presenta come un “palazzo di Atlante” contemporaneo: un luogo di smarrimento e rivelazione\, un’architettura simbolica che accoglie memoria\, sogno\, inganno e desiderio. L’ensemble affronta l’Orlando Furioso come un organismo vivo e polifonico\, privo di un unico protagonista\, in cui le voci si intrecciano in un flusso narrativo condiviso. \nAttraversando epoche e immaginari — dal Rinascimento al presente — il progetto riflette sul tema dell’identità e della trasformazione. Come suggerisce Virginia Woolf nel suo Orlando\, l’individuo è molteplice: una coscienza in continua mutazione\, capace di attraversare generi\, tempi e possibilità. \nProva aperta giovedì 14 maggio\, ore 21:00 / Teatro Plus Aosta / Ingresso 5 euro. \n  \nCrediti\nFURIOSO \n«E quale è di pazzia segno più espresso che per altrui voler perder se stesso?» \nLudovico Ariosto\, Orlando Furioso (XXIV\, 1) \n  \nideazione regia e coreografia Michela Lucenti\ndrammaturgia Emanuela Serra\, Maurizio Camilli\, Michela Lucenti\ntesti Emanuela Serra.\nin scena Fabio Bergaglio\, Daniele Boccardi\, Ambra Chiarello\, Michele Calcari\, Maurizio Camilli\,Antonio Carta\, Cecilia Croce\, Giovanni Fasser\, Michela Lucenti\, Paolo Rosini\, Emanuela Serra\, Giulia Spattini\, Mirko Tosches\, Francesca Zaccaria.\nassistente alla coreografia Alessandro Pallecchi\nassistente alla regia Francesco Gabrielli\ndrammaturgia del suono Daniele Boccardi\ndramaturg Attilio Caffarena\ncostumi Giulia Spattiniorganizzazione Ambra Chiarello\nproduzione Balletto Civile\ncon il sostegno di MAB- Maison des Artistes di Bard e di MiC-Ministero della Cultura \n\nBalletto Civile\nBalletto Civile è un collettivo nomade di performer\, nato nel 2003 e fondato da Michela Lucenti in collaborazione con Emanuele Braga\, Maurizio Camilli\, Francesco Gabrielli ed Emanuela Serra. L’équipe si caratterizza per la ricerca di un linguaggio scenico “totale”\, privilegiando l’interazione tra teatro\, danza e il canto dal vivo originale\, ma anche per il forte impegno etico e l’ altrettanto importante passione civile che da sempre caratterizza il loro lavoro.
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SUMMARY:Alla MAB l’incontro conclusivo della residenza artistica di Gabriele Portoghese
DESCRIPTION:Preghierine: incontro finale con Gabriele Portoghese alla MAB\nSabato 2 maggio alle ore 21\, la MAB apre le porte al pubblico per l’incontro conclusivo della residenza artistica di Gabriele Portoghese\, tra le voci più significative del teatro contemporaneo italiano. L’ingresso è gratuito e rappresenta un’occasione preziosa per entrare nel cuore del progetto Preghierine\, sviluppato durante il periodo di lavoro dal 20 aprile al 3 maggio. \nUn momento di condivisione in cui spettatori e artista si incontrano per esplorare il processo creativo e vedere in scena estratti dello spettacolo prima del suo debutto. \n\nIngresso 5 euro \n\nIl lavoro\nPreghierine nasce da domande essenziali\, di quelle che attraversano ogni esistenza:dove sono i nostri amici morti? perché siamo qui? cos’è la libertà? \nInterrogativi che richiamano direttamente le riflessioni di Charles Baudelaire\, fonte d’ispirazione dichiarata del progetto\, in particolare attraverso opere come Lo Spleen di Parigi e Il mio cuore messo a nudo. \nOgni domanda diventa una soglia verso un altrove indefinito\, un luogo in cui il bisogno umano di consolazione si confronta con l’inconsolabile. Le “preghierine” sono proprio questo: pensieri intimi\, a volte contraddittori\, sospesi tra desiderio e inquietudine. Liste di confessioni che abitano un tempo improduttivo\, interiore\, profondamente umano. \nDurante l’incontro finale\, il pubblico sarà immerso in una “folata di preghierine”: voci sparse\, intime e universali\, capaci di evocare un “noi” impietoso ma profondamente umano. \nL’evento non è solo una restituzione artistica\, ma un momento di ascolto e confronto\, in cui il processo creativo si apre allo sguardo degli spettatori. \n\n\nCrediti\nun progetto di Gabriele Portoghese\ncondiviso con Dario Felli\, Maria Elena Fusacchia\, Emanuele Pontecorvo e Gaia Rinaldi\ndrammaturgia e regia Gabriele Portoghese\ncon Gabriele Portoghese e Gaia Rinaldi\nprogetto sonoro Emanuele Pontecorvo\ndisegno luci Maria Elena Fusacchia\nregia del suono Dario Felli/Emanuele Pontecorvo\nper INDEX Valentina Bertolino\, Francesco Di Stefano\nuna produzione INDEX\ncon il supporto di MAB Maison des Artistes Bard\, Olinda/TeatroLaCucina \n\nGabriele Portoghese\nGabriele Portoghese è attore e autore tra i più rilevanti della scena teatrale italiana contemporanea. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”\, ha costruito un percorso artistico che intreccia ricerca drammaturgica e interpretazione\, collaborando con registi come Valerio Binasco\, Giorgio Barberio Corsetti\, Fabio Condemi e Giorgina Pi. \nIn teatro ha affrontato ruoli di grande intensità e testi che spaziano da Shakespeare a Pasolini\, da Ibsen alla drammaturgia contemporanea\, distinguendosi per una presenza scenica rigorosa e visionaria. Parallelamente sviluppa progetti autoriali\, firmando drammaturgie e regie. \nÈ vincitore di importanti riconoscimenti\, tra cui nel 2021 il Premio Ubu come miglior attore\, il Premio Hystrio Mariangela Melato e il Premio Internazionale Ivo Chiesa. Lavora anche per cinema e televisione\, collaborando con registi come Stefano Mordini e Ciro Visco.
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SUMMARY:Residenza artistica di Gabriele Portoghese alla MAB con Preghierine
DESCRIPTION:Dal 20 aprile al 3 maggio la MAB ospita la residenza artistica di Gabriele Portoghese\, attore e autore tra i più rilevanti della scena teatrale italiana contemporanea\, con il progetto artistico Preghierine\n\n\n  \nPresentazione del lavoro\nDove sono i nostri amici morti? Perché siamo qui? Veniamo da qualche parte? Cos’è la libertà? Qualche tempo fa\, Baudelaire appuntava questi semplici interrogativi. \nOgni volta che facciamo una domanda alla vita o alla morte\, ci affacciamo su qualcosa che ci sfugge\, un altrove. \nPreghierine ha a che fare col nostro bisogno di consolazione con quel luogo inconsolabile dell’anima in cui cerchiamo il senso della nostra esperienza sulla terra. Le preghierine sono liste di desideri frivoli o inconfessabili. Pensieri violenti\, teneri\, perversi. Sinceri. Il tempo che occupano è un tempo improduttivo. Sospeso. Tempo dentro di noi. \nCi sono alcuni lampi di Lo Spleen di Parigi e di Il mio cuore messo a nudo di Baudelaire. \nL’Annunciazione di Recanati di Lorenzo Lotto ha suggerito una cornice. È l’annunciazione meno austera su cui ci sia capitato di mettere gli occhi. Quando l’Angelo irrompe\, la Madonna si gira\, sorprende noi\, che stavamo a guardare. Pare di sentire\, in quella casa\, un gran fracasso. Il gatto si spaventa e se la squaglia. Qualcosa di ridicolo e di umano inciampa nel sacro. \nNella nostra cornice ci sono due figure\, uno straniero baudelairiano (chi è? da dove arriva?) e un uomo comune. \nPiù che una narrazione\, Preghierine si propone di essere una composizione.  \nIn uno spazio scarno affiorano un interno domestico e un misterioso esterno. Suoni e luci suggeriscono luoghi e situazioni del reale e dell’immaginario. Quotidiano e straordinario si incontrano. \nSi avvicendano – come frammenti – confessioni\, circostanze\, immagini. \nUna folata di preghierine invade lo spazio. Voci sparse che sembrano evocare un impietoso – ma non spietato – Noi. \n \nCrediti\nun progetto di Gabriele Portoghese\ncondiviso con Dario Felli\, Maria Elena Fusacchia\, Emanuele Pontecorvo e Gaia Rinaldi\ndrammaturgia e regia Gabriele Portoghese\ncon Gabriele Portoghese e Gaia Rinaldi\nprogetto sonoro Emanuele Pontecorvo\ndisegno luci Maria Elena Fusacchia\nregia del suono Dario Felli/Emanuele Pontecorvo\nper INDEX Valentina Bertolino\, Francesco Di Stefano\nuna produzione INDEX\ncon il supporto di MAB Maison des Artistes Bard\, Olinda/TeatroLaCucina \n\nGabriele Portoghese\nGabriele Portoghese è attore e autore tra i più rilevanti della scena teatrale italiana contemporanea. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”\, ha costruito un percorso artistico che intreccia ricerca drammaturgica e interpretazione\, collaborando con registi come Valerio Binasco\, Giorgio Barberio Corsetti\, Fabio Condemi e Giorgina Pi. \nIn teatro ha affrontato ruoli di grande intensità e testi che spaziano da Shakespeare a Pasolini\, da Ibsen alla drammaturgia contemporanea\, distinguendosi per una presenza scenica rigorosa e visionaria. Parallelamente sviluppa progetti autoriali\, firmando drammaturgie e regie. \nÈ vincitore di importanti riconoscimenti\, tra cui nel 2021 il Premio Ubu come miglior attore\, il Premio Hystrio Mariangela Melato e il Premio Internazionale Ivo Chiesa. Lavora anche per cinema e televisione\, collaborando con registi come Stefano Mordini e Ciro Visco.
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SUMMARY:Prova aperta del corso di teatro alla MAB
DESCRIPTION:Lunedì 30 marzo\, alle ore 19:30\, la MAB presenta la prova aperta del laboratorio di teatro “Classici contemporanei”\, a cura di Palinodie e condotto da Silvia Pietta. \nLə partecipanti mostreranno al pubblico strumenti attoriali appresi\, training e letture di testi teatrali dei caposaldi della letteratura teatrale\, dai Greci a Cechov passando da Shakespeare. \n  \nIngresso gratuito \n  \n\n\n\n\n\nA condurre il laboratorio è Silvia Pietta\, attrice diplomata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano. Nel 2015 è scelta per partecipare alla XXIV edizione dell’Ecole Des Maitres\, condotto da Ivica Buljan. Nel 2016 vince il Premio Gino Cervi della Fondazione Lyda Borelli. Negli anni collabora con numerosi registi teatrali tra i quali Massimo Popolizio\, Daniele Salvo\,Carmelo Rifici\, Leo Muscato\, Eleonora d’Urso\, Emiliano Bronzino. Porta avanti da diversi anni progetti di ricerca di tecnica attoriale e di pedagogia teatrale\, specializzandosi nella formazione e nel coaching di giovani allievi attori. Nel 2024 inizia la collaborazione con la compagnia Palinodie per il monologo “Come Noi” scritto da Verdiana Vono e diretto da Stefania Tagliaferri.
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SUMMARY:Masterclass di formazione tra lirica e prosa con Stefania Panighini
DESCRIPTION:Dal 29 marzo al  2 aprile 2026 si svolgerà alla MAB una masterclass sull’opera e la regia lirica\, dal titolo PASSAGGI – La scena artistica tra prosa e lirica\, l’importanza di essere permeabili\, a cura di Stefania Panighini. La Masterclass si inserisce all’interno del ciclo di formazione OTTIME MAESTRE della MAB – Maison des Artistes Bard. \nLe persone interessate a partecipare possono scrivere una mail a info@maisondesartistesbard.it \n\nPresentazione e proposta di lavoro\nPASSAGGI – La scena artistica tra prosa e lirica\, l’importanza di essere permeabili. \nNegli ultimi trent’anni l’opera lirica è diventata\, per la regia\, un campo aperto di sperimentazione e contaminazione\, attraversato da coreografi\, cineasti e registi teatrali\, che hanno portato la loro visione e il loro background. \nQual è la specificità dell’opera e perché è un richiamo potente per ogni artista? \nDa questo interrogativo parte un’indagine acuta sulle peculiarità di un genere che ha fatto la storia del Made in Italy per 400 anni\, un’indagine che ripercorre i destini incrociati di testi\, che sono capisaldi della storia del teatro e sono diventati – poi – stelle del firmamento operistico mondiale. \nLe nozioni di tempo e di spazio nell’opera si dilatano e si contraggono in maniera irreale\, la drammaturgia musicale racconta la pulsazione dell’anima in parallelo a quella del corpo\, e da vita a un linguaggio unico al mondo. La comprensione approfondita di questo linguaggio è una risorsa per ogni artista (registi/e\, attori e attrici\, cantanti\, musicisti/e e performer)\, un bagaglio importante per affrontare azioni performative di ogni tipo\, con particolare attenzione all’interazione tra voce\, corpo e scena. \nIl corso prevede una ricerca sulle specificità dei differenti linguaggi artistici\, l’analisi teorica e pratica di alcuni passi fondamentali del Macbeth (Shakespeare/Verdi) e della Carmen (Merimé/Bizet)\, un focus sull’uso del corpo poetico nella regia d’opera contemporanea e la proposta di una drammaturgia ex novo che includa il linguaggio d’opera all’interno di una performance. \nDurante la masterclass verrà proposto a chi partecipa di cimentarsi nella creazione di una performance teatrale dove entra in gioco il linguaggio operistico\, che sarà presentata al pubblico a conclusione dell’ultima giornata di formazione. Una sorta di performance con parti recitate\, movimenti e musica lirica\, frutto del lavoro dei giorni precedenti. \n  \nStefania Panighini\nStefania Panighini\, regista e autrice nata a Torino\, è una protagonista della scena teatrale da venti anni. Indaga incessantemente la realtà\, per trasformarla in una scena trasversale\, dove – rimescolando elementi come l’opera e il teatro-danza\, la videoarte e la prosa\, la fotografia e lo storytelling – si possa leggere il passato\, tentando di comprendere il futuro. Appassionata di nuove tecnologie e pubblico giovane\, ha una smisurata fiducia nell’arte come mezzo per salvare il mondo. \nDa sempre impegnata sia nel repertorio tradizionale che in quello più ricercato\, ultimamente ha messo in scena Don Pasquale alla Calgary Opera\, Kaiser Von Atlantis per il Lerici Music Festival e l’Opera Giocosa di Savona\, Ascesa e caduta della città di Mahagonny a conclusione di un progetto triennale sul teatro musicale del Conservatorio e del Teatro Sociale di Como iniziato con la Belle Hélène di Offenbach nel 2022\, seguito poi da La Rondine di Puccini nel 2023. Nello stesso anno ha curato l’allestimento dell’Elisir d’amore per l’Opera Giocosa di Savona e il Teatro Pavarotti-Freni di Modena e la realizzazione di Pagliacci al Wexford Festival Opera. \nNel 2025 e 2026 firma la regia per Tosca per il Teatro Verdi di Trieste\, il dittico con Bal Masqué di Poulenc e l’opera in prima assoluta La Torre di Marco Bargagna al Teatro Verdi di Pisa\, la prima esecuzione moderna di Turanda di Bazzini al Teatro Sociale di Como e Don Pasquale al Teatro Isabel la Católica di Granada. \nHa iniziato gli studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’amico\, in seguito si è diplomata al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino in Regia per lo spettacolo musicale e laureata in Musicologia presso l’Università di Torino. Attualmente è docente ordinario di Teoria e tecniche dell’interpretazione scenica presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Como\, dopo essere stata insegnante in altre prestigiose accademie italiane. \n\n\n  \nI costi\nCosto formazione + camera doppia: 190\,00 €\nCosto formazione + camera singola: 250\,00 €\nSolo formazione senza residenzialità: 140\,00 €\nChi partecipa alla masterclass avrà disponibilità dell’uso cucina. I pasti e la spesa non sono coperti dalla quota di iscrizione. \n  \nOrari\nLa masterclass si svolge da domenica 29 marzo a giovedì 2 aprile\, orario 10 - 13\, 15 - 18.\nPerformance aperta al pubblico giovedì 2 aprile h 17.\nPossibilità di ingresso in struttura il 28 marzo e di uscita il 3 aprile. \n  \n  \nModalità di partecipazione\nPer partecipare inviare un CV artistico e lettera motivazionale a info@maisondesartistesbard.it. \nIscrizioni aperte fino a mercoledì 25 marzo 2026. \n 
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SUMMARY:Libri e società - il mito della bambola “Barbie”
DESCRIPTION:Domenica 22 marzo\, alle ore 17:0\, la MAB ospita la presentazione del libro “Ruth Handler\, la rivoluzione di una bambola”\, di Simona Capodanno\, a cura dell’Associazione Borgo di Bard. \nAppuntamento alle ore 17:00 presso il Teatro della MAB – Maison des Artistes Bard per l’incontro “Libri e società”. Oggetto dell’incontro è la presentazione del libro “Ruth Handler\, la rivoluzione di una bambola”\, di Morellini Editore\, alla presenza dell’autrice Simona Capodanno. \nIl libro\, che fa parte della collana “Femminile Singolare” dedicata a grandi donne del passato e del presente\, è la storia della creatrice della bambola più conosciuta al mondo: la Barbie. L’autrice sarà in dialogo con Bruno Testa\, grafico e illustratore per la Mattel fin dagli inizi metà anni Settanta. In contemporanea ci sarà un’esposizione evento di “Barbie Dolls Collectors\, tra ricordi e uniche rarità“\, della collezionista Armida Canna. \n  \nIngresso gratuito
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SUMMARY:Zazà con la banda in testa - residenza di creazione
DESCRIPTION:Dal 16 al 22 marzo la MAB ospita la residenza artistica di Roberta Lidia de Stefano con il lavoro Zazà con la banda in testa \n\n\n\n\nSinossi\nZazà con la banda in testa è un progetto teatrale ibrido dove parola e musica si intrecciano in un dispositivo scenico essenziale e potente. Ispirato alla figura artistica di Gabriella Ferri\, lo spettacolo prende la forma di un soliloquio che richiama il teatro dell’assurdo e attraversa\, in modo libero e poetico\, frammenti della sua biografia. \nZazà – cercata da tutti\, trovata da nessuno – attende una “chiamata” che non arriva. Intrappolata in un eterno attimo prima dell’apertura del sipario\, solo nel finale lo spettatore comprende che quella preparazione è\, in realtà\, un congedo: Zazà si sta preparando per buttarsi di sotto. La scena diventa così un luogo di sospensione\, un tempo dilatato in cui l’attesa si fa destino. \nIl personaggio costruito da Roberta Lidia De Stefano e Gabriele Scotti oscilla tra la barbona e il varieté: una figura marginale\, fragile e lucidissima\, che ha conosciuto il riconoscimento ma mai quanto avrebbe meritato. Attraverso Zazà\, il progetto interroga il rapporto contraddittorio che l’Italia intrattiene con i suoi artisti: un sistema che li osanna da morti e condanna da vivi. \nLe canzoni sono cantate dal vivo e riarrangiate in una partitura originale\, con un paesaggio sonoro ispirato a un folk minimale di ascendenza tomwaitsiana (disegno del suono: Marcello Gori). Il testo in romanesco dialoga con la tradizione di Ettore Petrolini e Belli\, mentre la dimensione plurilingue dello spettacolo si apre ai personaggi delle canzoni: Ciccio Formaggio (napoletano)\, Remedios (argentina)\, la Titina (francese) e il Nanni (milanese). \nScene di Maria Spazzi\, costumi di Rossana Gea Cavallo\, video e luci di Serena Serrani compongono uno spazio instabile e fortemente evocativo\, dove la vita scenica si confonde con il congedo finale. \nZazà con la banda in testa non è un omaggio nostalgico\, ma una riscrittura critica e contemporanea: un attraversamento biografico che interroga il senso stesso dell’essere poeta oggi. \n\n\n  \n  \n\n\nCrediti\nZazà con la banda in testa \nRegia e drammaturgia: Roberta Lidia De Stefano\, Gabriele Scotti \nDisegno del suono: Marcello Gori \nScene: Maria Spazzi \nCostumi: Rossana Gea Cavallo \nVideo e luci: Serena Serrani \n\n\n  \n\n\n\nRoberta Lidia De Stefano\nPerformer\, cantante\, autrice e musicista attiva nel teatro contemporaneo e nella scena performativa italiana ed europea. Diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano\, ha studiato Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma. \nLa sua ricerca attraversa parola\, corpo e musica\, con particolare attenzione alle voci scorticate\, al patrimonio popolare e alle figure femminili fuori norma. Ha collaborato con Enzo Moscato\, Dario Fo\, Danio Manfredini\, Francesco Saponaro\, Gianina Cârbunariu\, Gaelle Bourges e altri. Socia fondatrice di Le Brugole & Co.\, dal 2013 collabora con ERT/Teatro Nazionale come autrice e interprete. \nCon Alexandre Roccoli è coautrice di Di Grazia (la voix du patron) (ERT\, Espace des arts Scéne Nationale de Chalon sur Sâone). Nel 2024 è stata borsista alla Fondazione Cini per studi sulle cantate barocche napoletane. Nel 2025 debutta al Campania Teatro Festival con Hotel Dalida (tournée 2026-2027). Compone musiche per l’audiovisivo: la sua canzone-manifesto contro il femminicidio Iodecidio è nella colonna sonora della serie belga La Théorie du Y. Collabora con Chora Media e Rai Radio1. \nInsignita del Premio Eleonora Duse 2023 per Kassandra di Sergio Blanco\, del Premio Hystrio-Mariangela Melato e del Premio Carnevale Calabria Cultura. Conduce laboratori su canto\, presenza e relazione tra voce\, corpo e testo\, portando avanti un’idea di teatro come “archeologia epica dell’umano”. \n  \nGabriele Scotti\nDrammaturgo\, sceneggiatore e docente presso l’Università di Milano Bicocca. Scrive per cinema\, teatro e podcast. Tra i suoi lavori: i lungometraggi Tra cinque minuti in scena (Miglior Film d’Essai FICE) e Dolcissime (Miglior Sceneggiatura Magna Grecia FF)\, documentari per Sky Arte\, i monologhi per Lella Costa Se non posso ballare e Giovanna d’Arco. \nSocio ATIR dal 2020\, collabora con Serena Sinigaglia a Supplici di Euripide (Miglior Regia ANCT 2022\, Premio Hystrio Twister 2023). Tra i lavori recenti: Arrusi (vincitore bando Next)\, Metaforicamente Schiros con Beatrice Schiros\, Tutte le volte che le donne… con Cathy La Torre. Autore dei podcast Via Morando 9 con Giuseppe Cederna e Invictae con Lella Costa.
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SUMMARY:La MAB alla fiera Fa' la cosa giusta!
DESCRIPTION:Dal 13 al 15 marzo la MAB partecipa con lo stand di TransiT a “Fa’ la cosa giusta!”\, la Fiera nazionale che si svolge a Rho (MI) sul consumo critico e sugli stili di vita sostenibili. \n\n\nTransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile “esce” dalle regioni alpine e si affaccia su un grande palcoscenico nazionale. Il progetto transfrontaliero\, finanziato nell’ambito del programma Interreg VI-A France – Italia Alcotra per la programmazione 2021-2027\, parteciperà infatti a “Fa’ la cosa giusta!” dal 13 al 15 marzo. Il progetto coinvolge\, oltre al Comune di Bard in qualità di capofila del progetto\, il Forte di Bard e i comuni francesi di Avrieux e Aussois. \nLa Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili\, che si tiene a Fiera Milano – Rho\, è giunta alla sua ventiduesima edizione: nata nel 2004 grazie alla casa editrice Terre di mezzo\, promuove buone pratiche di consumo e produzione abbracciando tanti ambiti\, dai diritti all’ambiente\, dalla cultura al turismo\, dall’economia all’alimentazione\, e molto altro\, attirando ogni anno più di 50.000 visitatori. \nTre giorni con centinaia di incontri\, workshop\, relatori ed espositori. Tra questi ultimi c’è anche TransiT\, che sarà presente con lo stand D18 nel Padiglione 16 in cui presenterà la sua attività\, in particolare la programmazione culturale transfrontaliera 2026\, la MAB – Maison des Artistes Bard\, gli eventi in terra francese e tutte le declinazioni del progetto.
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SUMMARY:La MAB compie un anno e fa una festa
DESCRIPTION:La Maison des Artistes Bard compie un anno.Un anno di residenze\, creazione\, ricerca e incontri. Per festeggiare questo primo traguardo vi invitiamo a condividere un pomeriggio e una serata di pratiche artistiche\, convivialità e musica. \nIngresso gratuito.Prenotazione consigliata: 338 229 0726 \n\nProgramma\n\n\n\n\ndalle ore 16\n Laboratorio di performance con la compagnia residente Frani Dibiase – Roberto Leandro PauUn laboratorio che esplora il linguaggio performativo come strumento di relazione con l’altro da sé\, attraverso pratiche collettive e individuali che mettono in gioco il movimento e la scrittura. \nWorkshop di stampa a mano e collage con Carolina Grosa\nL’illustratrice valdostana propone un laboratorio creativo per sperimentare le tecniche della stampa a mano e del collage. \n\nAtto poetico a cura di Palinodie compagnia teatrale \n\nDalle ore 18.30\nBrindisiUn momento conviviale per incontrarsi\, raccontare questo primo anno di attività e brindare insieme. \nDJ set di santapazienzaLa festa continua con musica e atmosfera informale negli spazi della MAB. \n\nUn anno di MAB\nIn questo primo anno la Maison des Artistes Bard si è affermata come luogo di ricerca e produzione artistica\, ma soprattutto come spazio di relazione. Un presidio culturale vivo\, dove la creazione incontra il territorio\, dove gli artisti trovano tempo e condizioni per sviluppare il proprio lavoro\, e dove il pubblico può avvicinarsi ai processi creativi in modo diretto e partecipato. \nFesteggiare questo compleanno significa riconoscere il valore di uno spazio che genera comunità attraverso l’arte e guardare con fiducia ai progetti futuri. Vi aspettiamo per celebrare insieme questo primo anno e dare inizio al prossimo!
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SUMMARY:L'Atto Poetico di Palinodie per il primo anno della MAB
DESCRIPTION:Domenica 8 marzo la Maison des Artistes Bard ha spento la sua prima candelina. Durante la serata\, molto sentita e partecipata (grazie!)\, si sono alternati laboratori artistici\, momenti istituzionali\, musica\, e brindisi. La compagnia teatrale Palinodie ha curato un Atto poetico dedicato alla MAB\, di cui pubblichiamo il testo integrale. (In fondo all’articolo puoi vedere la gallery fotografica dell’evento). Buona lettura! \n  \n \n  \nIl primo compleanno della MAB\novvero\nQuello che ci vuole per fare una residenza artistica \nQuesto testo\, scritto da Verdiana Vono e Stefania Tagliaferri\, è stato l’atto poetico a più voci pronunciato dalla compagnia teatrale Palinodie in occasione della celebrazione del primo compleanno della MAB\, l’8 marzo 2026\, all’interno del teatro che da un anno ospita artiste e artisti che con il loro fare rendono il mondo un posto più simile a come desideriamo che questo nostro mondo sia. \n \nOggi festeggiamo il primo compleanno della MAB e non potremmo essere più felici. Abbiamo pensato di radunarci in teatro\, nel cuore della MAB\, e fare un viaggio a ritroso per ripercorrere quest’anno. \nNell’interrogarci sul come e sul cosa condividere di questo anno che ci ha sorpreso e ci ha tolto il fiato\, abbiamo deciso che la scelta migliore sarebbe stata una formula magica. Una formula magica a più voci per questo atto poetico collettivo. \n  \nBisogna sapere che come tutte le formule magiche anche la nostra si ripeterà sempre uguale\, anche se un po’ di diversa. E la formula magica di questa sera è: per fare una residenza artistica ci vuole… \nChe cosa? \nPer fare una residenza artistica ci vuole uno spazio. \nNel nostro caso uno spazio pieno di storia\, l’Ospizio de Jordanis. Fondato nel 1425 dai fratelli Andrea e Antonio\, nobili de Jordanis\, di cui oggi non rimane traccia. In epoca Napoleonica\, quando i soldati dovettero abbandonare il forte che stava per essere raso al suolo\, l’Ospizio fu trasformato in corpo di guardia. Un incendio del deposito delle polveri\, avvenuto nel luglio del 1800\, provocò danni talmente ingenti da richiedere la ricostruzione dell’intero fabbricato\, ultimata nel 1830. A quell’epoca il Comune di Bard\, divenuto proprietario del palazzo\, lo destinò ad abitazioni private\, scuole e alla sede del municipio\, funzione che assolse sino all’anno 2002. Poi fu albergo\, poi fu chiuso finché non si decise di ristrutturarlo e renderlo una residenza artistica. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole una comunità. \nLe Persone\, servono le persone. Perché ci dobbiamo incontrare da qualche parte nel mondo no? Le persone attivano scambi\, riflessioni\, modi di essere. Partecipano\, parlano\, pensano. Le persone muovono scambi ed energie. È vero che a volte ci piace stare in spazi isolati e solitari\, ma quanto è bello invece incontrarsi tra persone\, scambiarsi parole\, emozioni. Persone che parlano\, cantano\, ridono\, scherzano\, persone che ballano e fanno rumore. \n \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole un gruppo. Di professioniste e di professionisti\, che mettano le loro energie\, le loro competenze e le loro idee quotidianamente dentro al progetto. \nPer fare una residenza artistica ci vuole una visione. \nCredere che un borgo possa essere un luogo da attraversare per chi decide di fare della creazione artistica la sua vita. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole cura. Serve un’attenzione particolare alle persone e ai loro desideri\, affinché il periodo di residenza possa rappresentare un’occasione in cui la concentrazione si trasforma in creazione. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole tempo. Serve tempo\, perché la residenza artistica sta al di fuori delle logiche che corrono\, richiede tanto tempo per chi la attraversa e tanto tempo per chi la gestisce. Darsi tempo\, dare tempo. La residenza artistica è come un campo\, è un luogo in cui si coltivano idee\, rapporti\, relazioni e proprio come un campo bisogna assecondarne il tempo. \n \n  \nPer fare una residenza artistica ci vogliono risorse economiche. Certe e costanti. Il progetto nasce dall’investimento del comune di Bard\, dalle risorse del progetto Interreg Transit e dalla capacità di Palinodie di rendere la MAB la prima residenza artistica riconosciuta in Valle d’Aosta dal Ministero della Cultura e dalle Regione Autonoma Valle d’Aosta attraverso il programma “Artisti nei territori”. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole amore\, ogni cosa per riuscire a sprigionare le sue migliori capacità ha bisogno di essere amata. Lo sguardo che si sceglie di dare a una persona ne modifica i suoi comportamenti. Così è anche per gli spazi e i luoghi. Pensare che anche un luogo abbia bisogno di amore ci mette in una condizione di apertura e di tensione alla bellezza. Ci porta alla comprensione. \nCome quando ci si innamora no? È quella fase della relazione in cui si ha voglia di capire l’altra persona\, di scoprire come mai si comporta in un modo e non in un altro. Abbiamo una predisposizione a interrogarci quando siamo nella condizione dell’innamoramento. Allora\, per fare una residenza artistica ci vuole amore\, ma c’è anche bisogno di innamorarsi. Di capire. Di entrare in quel contatto profondo\, non sempre logico e razionale\, con quello che accade. D’altronde si sa\, l’atto creativo non sempre è comprensibile con le logiche della mente. Per le persone che fanno un lavoro artistico è importante sapere che si può anche non farsi capire\, a volte. \n  \n \nPer fare una residenza artista ci vuole un teatro\, come il nostro. Perché i teatri sono i posti in cui ci si rispecchia. Ci si riconosce umani. I teatri portano cultura\, portano apertura sul presente\, portano molte domande e lo fanno attraverso dei corpi vivi che vivono davanti a te\, insieme a te. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole la libertà. Libertà è un concetto bellissimo\, per una parola bellissima. Provate a chiudere un attimo gli occhi. A respirare. A sentire come sta il vostro corpo nel momento in cui gli dite che è libero. Libero di fare quello che desidera\, di andare in un posto in cui ha voglia\, di mangiare una cosa che gli piace\, di prendersi una pausa\, di dormire\, di sognare. Libero di sbagliare\, di fallire\, di non riuscire. Libero di provare\, di scherzare. Libero di realizzare quel progetto che ama tanto. Ecco\, la residenza artistica è un posto che custodisce e coltiva la libertà di sperimentare\, di cercare. Di trovare parole\, gesti e immagini che traducono pensieri. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vogliono gli incontri giusti. \nE poi ci vuole memoria. La capacità di tenere traccia delle testimonianze di chi è passato da qui\, eccone alcune: \n  \n  \nCarissima MAB ti scrivo\,  \nstare qui è stata un’occasione preziosa di confronto e benessere professionale e il luogo e chi lo cura sono stati decisivi perché ci fossero tutte le condizioni perché ciò potesse avvenire. Momenti così restituiscono senso al proprio percorso professionale\, soste che consentono di rilanciare\, correggere\, proseguire felici. \n  \nPenso all’aria fresca che ci scompigliava i capelli nelle pause dal lavoro\, penso alla cura con cui siamo stati accolte al nostro arrivo e accompagnate durante i giorni seguenti\, penso allo sguardo che si è potuto lanciare lontano\, in alto sulle montagne\, in basso verso il ruscello\, penso al nitore degli spazi interni che hanno custodito i nostri dialoghi\, penso ad un brindisi ai tavolini di un bar\, alle persone ritrovate\, alle nuove conoscenze\, alle scoperte inattese. \n  \nIl dialogo con il gruppo delle artiste di Bard è stato prezioso: uno scambio vivo\, generoso\, che ha allargato il nostro sguardo e ha dato al percorso una profondità umana oltre che artistica.  È questo\, per me\, il senso più profondo di una residenza: creare le condizioni perché un gruppo si riconosca tale. Offrire uno spazio protetto ma esigente\, in cui il tempo diventa alleato e non nemico. \n  \nCara MAB\, siamo in viaggio. Arriviamo quasi a destinazione. Il cartello dice: BARD. La stradina per entrare nel borgo ci è sembrata un po’ stretta per la nostra macchina\, ma Diana al telefono ci ha detto “salite da lì” e a quel punto non è che potessimo pensare di tornare indietro. Siamo arrivati su in cima\, sotto l’ombra della roccia del Castello che si mescolava con il cielo blu scuro della notte di montagna.  \nLa mattina dopo\, con la luce del sole\, tutta la MAB ha preso forma davanti ai nostri occhi. La sala della colazione – tutto un brulicare di artisti\, partecipanti ai laboratori\, cornetti e formaggi\, caffè fumanti. Che bello svegliarsi e sapere che in questo posto\, oggi\, ci saranno tanti modi di fare teatro\, un mondo accogliente. Perfetto. \n  \nMi sono ritrovata in uno di quei luoghi speciali che permettono agli artisti di condurre una vera e propria ricerca. Qualcosa di molto raro nella società contemporanea e nel sistema teatrale. La location permette di concentrarsi sul lavoro\, immergendoti in un panorama che abbraccia lo spirito. Nessuna ansia quotidiana\, nessuna corsa per raggiungere qualche effimero obbiettivo\, nessuna pressione. Un recupero attivo dell’umanesimo. L’esperienza alla MAB mi ha sinceramente rigenerata. Terra fertile perché nascano nuove idee e nuove strade per costruire bellezza. E Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di bellezza oggi! \n  \nCare tutte voi\, anime di MAB\,\nvi scriviamo per raccontarvi della nostra bellissima esperienza lassù a Bard con voi\, che certamente non volerà via\, sfocandosi nel nulla\, ma che porteremo ancora a lungo con noi. MAB è un nome collettivo\, ma anche un luogo fatto da persone e artiste che ci hanno accolto e accompagnato tutto il tempo. \n \nE dopo questa carrellata di voci\, ritorniamo alla nostra formula magica.  \nPer fare una residenza artistica ci vuole una data di nascita e ci vuole un nome. \nLa MAB ha aperto le sue porte l’anno scorso\, 8 marzo 2025. Giornata internazionale della donna nata per manifestare la necessità del pieno raggiungimento dei diritti delle donne e della pace internazionale. \nQueste parole che animano questa ricorrenza\, ancora di più oggi sentiamo il bisogno di farle risuonare ovunque e in ogni fibra della nostra azione. \nLa MAB si chiama MAB perché è la Maison des Artiste di Bard\, ma anche perché è la regina Mab. Di lei parla Mercuzio\, in Romeo e Giulietta: \n  \n“Vedo che la Regina Mab è venuta a trovarti\, lei\, è la levatrice delle fate\, e viene\, non più grande d’un’agata\, tirata da un equipaggio d’invisibili creature fin sul naso di chi giace addormentato. All’improvviso\, è sempre lei che gli fa risuonare il tamburo nell’orecchio\, svegliandoli di colpo\, e aprono l’occhio\, impauriti\, bestemmiano una preghiera o due\, e\, assonnati\, ricadono addormentati. Ed è sempre Mab che di notte intreccia le criniere dei cavalli e sul suo piccolo cocchio\, notte dopo notte\, galoppa nelle menti degli amanti riempendole di sogni amorosi”. \n  \nE infine\, ecco l’ultimo ingrediente. Per fare una residenza artistica ci vuole orgoglio. \nL’orgoglio di sapere che si sta facendo qualcosa di unico\, di potente\, di complicato\, di utile e di bello. Quando si fanno le cose in cui si crede\, le cose sognate\, è importante averne orgoglio\, quindi ci serve un po’ di orgoglio collettivo. E quale modo migliore di esprimerlo se non\, come si fa a teatro\, attraverso un applauso? \n  \n \nLa riproduzione e diritti sono riservati. \n  \n            \nph Roberto Roux
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SUMMARY:Lettera Aperta - residenza selezionata dalla call
DESCRIPTION:Dal 3 al 17 marzo la MAB ospita la residenza artistica di Frani Dibiase e Roberto Leandro Pau con il lavoro Lettera Aperta \n\n\nResidenza selezionata attraverso la call “MAB – Ai confini del Mondo 2026” \n  \n\n\nSinossi \n\n\nLETTERA APERTA è una performance che esplora il rapporto vivo tra movimento e scrittura attraverso l’intreccio di forma epistolare\, vocalità e ricerca coreografica.LETTERA APERTA è posizionamento\, urgenza di gioia\, volontà di reimparare ad incontrare.\nLETTERA APERTA è uno spazio pronto a far esistere altri modi di relazionarsi.\nLETTERA APERTA è un augurio di presenza\, scritto con l’intento di riappropriarsi della facoltà di scelta. Soggettività incomprimibili abbandonano posture riconoscibili sottraendo spazio al normativo.\nLETTERA APERTA è la gioia nel nominare\, nel riappropriarsi delle parole\, togliere loro patine ossidate in eoni di uso intenzionalmente improprio. \nLETTERA APERTA è una performance che nasce dalla necessità di allenarci a incontrare la gioia\, di scovarla\,\ndifenderla\, alimentarla. I pretesti sono la scrittura di lettere e il movimento. In scena un bacio e un abbraccio. La\nriconoscibilità di queste figure è instabile; l’abbraccio trasmuta in organismo multiforme\, vocalizzando frammenti\ndi lettere a voce nuda; il bacio diventa dispositivo sonoro: le bocche cantano una nell’altra generando una\ndiplofonia. LETTERA APERTA si costruisce drammaturgicamente sulla relazione tra queste due figure e le loro\ntrasformazioni: per gli spettatori si dispiega\, attraverso un linguaggio corporeo immediato\, una danza frastagliata\nche dà vita a una partitura sonora che costruisce tempo e atmosfera. La lettura delle lettere non è didascalica: è\ncorpo sonico\, vibrazione che increspa la quiete\, attraversa i corpi\, innescando una nuova dimensione percettiva.\nLa coreografia si costruisce nel continuo assestamento tra ascolto\, slittamenti e interazioni. \n\n\n  \nCrediti \ndi Frani Dibiase e Roberto Leandro Pau\ncon Tulls Primultini\, Roberto Leandro Pau\, Frani Dibiase e Claudia Veronesi\ndramaturg Tulls Primultini\ntesti Frani Dibiase e Claudia Veronesi\ndisegni e grafica Simone Marchetti\namministrazione e organizzazione Giusy Guadagno / Extragarbo\nil progetto prende forma all’interno di Fabulamundi Playwriting Europe New Voices co-finanziato\ndall’Unione Europea e si presenta in forma di studio dopo un periodo di residenza all’interno del\nfestival Short Theatre 2025.\ncon il sostegno di Corniolo Art Platform\, IterCulture\, Viagrande Studi \n  \nFrani Dibiase è autrice e danzatrice. Il suo lavoro si concentra sulla traduzione di segnali espressi attraverso movimento\, testo e voce. Partendo da sé in senso femminista\, la sua ricerca è rivolta alla creazione di un ascolto sottile che apra la possibilità di scivolare insieme in una dimensione energetica condivisa. In alleanza con Ida Malfatti crea le performance Elettrica\, CCC. Attualmente lavora alla sua ultima creazione Animala prototipa\, aperta in forma di studio presso BASE (MI). Dal 2022 è parte del gruppo dormi|veglia insieme a Zoe Francia Lamattina\, Ida Malfatti e Chiara Cecconello. È danzatrice in Pastorale di Daniele Ninarello e sua assistente. È performer in FRAGOLESANGUE di Monica Francia\, Ida Malfatti e Zoe Francia Lamattina. \n  \nRoberto Leandro Pau (2001)\, performer. Tramite il movimento\, interroga il mistero della presenza\, nella sua peculiarità generativa. Ha preso parte alla creazione e messa in scena de La Vaga Grazia di Eva Geatti. Studia partecipando a diversi seminari e laboratori tenuti anche da Cristina Kristal Rizzo\, Claudia Castellucci e Giovanni Campo. Attualmente è performer in FRAGOLESANGUE di Monica Francia\, Ida Malfatti e Zoe Francia Lamattina.
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SUMMARY:Atlante. Oggi splende il sol
DESCRIPTION:Dal 23 al 28 febbraio la compagnia Palinodie sarà in residenza artistica alla MAB per la creazione del nuovo spettacolo ATLANTE.\n \nUn lavoro corale che esplora il rapporto umano con la paura – da emozione primaria di sopravvivenza a strumento politico – e indaga il confine tra privato e collettivo\, realtà e percezione. \n\n\nSpettacolo selezionato per la stagione 25/26 della Saison Culturelle \n\n\nSinossi \n\n\n\nIn un aeroporto delle figure aspettano\, partono\, sono di passaggio. Stanno tornando a casa da un viaggio\, hanno in mano il biglietto che le porterà verso una vita migliore. Nei loro bagagli a mano ci sono le storie – a volte inconfessabili – che li hanno portati fino a qui. Fuori il mondo non ascolta. Va avanti\, schiaccia e travolge chi non riesce a ritagliarsi un’isola felice. Sono una poeta\, una hostess\, un cuoco\, un cantastorie con la chitarra sempre in spalla e un personaggio che sembra davvero il cattivo della storia. \nIl lavoro indaga il rapporto umano con la paura\, da emozione primaria di sopravvivenza\, a strategia politica. Il contenuto dello spettacolo si muove tra privato e pubblico\, tra soggetto e collettività. Dalla disarticolazione delle informazioni e dalla complessità della verifica delle fonti prende spunto\, per individuare un moto di conoscenza diverso. L’aeroporto Atlante è uno spazio di transito\, un paradiso contemporaneo. Gli aeroporti sono spesso le espressioni architettoniche più straordinarie di una città\, ma che cosa si cela dietro la perfezione della linea? \n\n\n\n  \nCrediti \nprogetto drammaturgico Verdiana Vono\nregia Stefania Tagliaferri\nconsulenza in scena e fuori scena Andrea Santantonio\ncon Nadia Casamassima\, Andrea Cazzato\, Silvia Pietta\, Verdiana Vono\ncontributi di Alberto Zanin\nuna produzione Palinodie\nin coproduzione con IAC – Centro Arti Integrate di Matera\nFoto di Giorgio Prodoti \n  \nPalinodie è una compagnia di teatro contemporaneo fondata ad Aosta nel 2012 e co-diretta da Stefania Tagliaferri\, regista diplomata alla Paolo Grassi\, e da Verdiana Vono\, dramaturg formatasi a Ert – Emilia Romagna Teatro. Tra i riconoscimenti più recenti il premio Scenario Adolescenza per Tinta di Vono e Cicconi\, il sostegno Siae Per chi Crea per la produzione di Alle mie figlie di Tagliaferri e Vono\, la selezione per La/s Escritura/s de La/s Diferencias del testo Brucia il Mito di Vono. \nAlla produzione degli spettacoli\, Palinodie affianca azioni di programmazione con l’intento di nutrire il discorso teatrale e lo sviluppo territoriale\, come la rassegna Prove Generali – Il teatro va in montagna (a Morgex da 2017) e il Festival Aosta Città Diffusa (dal 2021)\, collaborando con le principali istituzioni pubbliche valdostane e con enti privati\, tra i quali Fondazione Natalino Sapegno e Compagnia di San Paolo. \nPalinodie è ETS riconosciuta e finanziata dalla Regione Valle d’Aosta e da marzo 2025 ha in gestione la MAB – Maison des Artistes Bard\, innovativo centro di residenza\, primo stabile in Valle d’Aosta. A livello nazionale fa parte di Cresco\, di Risonanze (nel direttivo)\, di Illumina Rete Nazionale per la parità di genere nelle arti performative e in Borderlands. È nella co-progettazione di Plus Aosta e del Teatro Giacosa.
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SUMMARY:Masterclass di drammaturgia con Monica Capuani
DESCRIPTION:Dal 25 al  29 gennaio 2026 si svolgerà alla MAB una masterclass per attori/attrici\, drammaturghə e registə sulle nuove scritture in lingua inglese a partire dai grandi maestri della contemporaneità\, a cura di Monica Capuani. La Masterclass si inserisce all’interno del ciclo di formazione OTTIME MAESTRE della MAB – Maison des Artistes Bard. \nLe persone interessate a partecipare possono scrivere una mail a info@maisondesartistesbard.it \nLa presentazione e proposta di lavoro\nLa grande lezione della drammaturgia contemporanea anglosassone e americana. \nDopo la felice esperienza di “Insalata mist(ic)a”\, il workshop tenuto a Venezia come Maestro alla Biennale Teatro 2019\, diretta da Antonio Latella\, seguita da altri due suoi laboratori a Venezia nel 2021 e 2023\, durante la direzione di Ricci e Forte\, Monica Capuani ha avviato un’intensa e variegata attività laboratoriale per trasmettere la conoscenza della drammaturgia contemporanea che da venticinque anni cerca\, traduce e promuove.  \nIl workshop verte sull’esplorazione delle nuove drammaturgie britanniche e americane\, a partire dai grandi maestri di inizio Novecento fino ad arrivare alle voci più recenti e originali della scena britannica\, americana\, canadese e australiana\, con un’attenzione particolare alla lingua\, alle strutture e ai temi che i loro testi affrontano.  \nMonica Capuani fornirà qualche cenno di storia di queste drammaturgie e del metodo che chi scrive per il teatro si trova a utilizzare in questi paesi. Si parlerà di un nutrito numero di drammaturghi che verranno introdotti e inquadrati nel contesto della loro produzione. Il cuore del laboratorio sarà la scoperta vera e propria di questi testi attraverso un’ampia scelta di scene selezionate da molti dei 165 testi teatrali che Monica Capuani ha tradotto fino ad oggi. Ai partecipanti sarà chiesto di leggerle a prima vista\, di porsi rispetto alla scrittura e alla traduzione in maniera critica\, come in una prova a tavolino\, e di analizzarle cercando di coglierne i temi\, le ragioni\, le motivazioni.  \n  \nMonica Capuani\nMonica Capuani è una dramaturg\, giornalista e traduttrice con una carriera teatrale di primo piano\, riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Formata tra il Liceo classico Virgilio e l’Università La Sapienza di Roma\, dove si è laureata in Letteratura italiana con una tesi su Boccaccio\, ha affiancato fin dagli esordi al giornalismo culturale un’intensa attività di traduzione letteraria e teatrale. \nLa passione per il teatro nasce precocemente e si consolida già dall’adolescenza\, quando vince per tre volte il concorso di critica teatrale dell’ETI e viene seguita dal critico Tommaso Chiaretti. Nel tempo\, lo sguardo critico si trasforma in un lavoro sempre più diretto sulla scena: Capuani diventa una delle principali traduttrici e mediatrici della drammaturgia contemporanea internazionale in Italia\, con oltre 185 testi teatrali tradotti. \nProfondamente legata alla scena britannica\, tra il 2017 e il 2019 ha ideato e curato Contemporary\, un ciclo di incontri tra artisti italiani e inglesi presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra\, e nel 2018 è stata direttrice artistica della prima edizione dell’Italian Theatre Festival al Printroom at the Coronet di Londra. \nAlla Biennale Teatro di Venezia è stata invitata dal direttore artistico Antonio Latella a tenere workshop di Traduzione per il Teatro nel 2019\, 2021 e 2023\, avviando un’intensa attività laboratoriale dedicata alle nuove drammaturgie. Parallelamente svolge un’importante attività didattica: insegna Traduzione per il Teatro alla Scuola Holden di Torino e\, dal 2025\, è docente alla Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale\, diretta da Leonardo Lidi. \nHa tradotto e contribuito alla creazione di numerosi spettacoli di grande rilievo\, collaborando con alcuni dei principali registi e interpreti della scena italiana contemporanea\, tra cui Luca Zingaretti\, Sonia Bergamasco\, Vinicio Marchioni\, Filippo Timi\, Valerio Binasco e numerosi teatri nazionali e internazionali. Il suo lavoro si distingue per la capacità di coniugare rigore filologico\, sensibilità scenica e una profonda attenzione al teatro come rito civile e spazio di riflessione collettiva. \nI costi\nCosto formazione + camera doppia: 190\,00 €\nCosto formazione + camera singola: 250\,00 €\nSolo formazione senza residenzialità: 140\,00 €\nChi partecipa alla masterclass avrà disponibilità dell’uso cucina. I pasti e la spesa non sono coperti dalla quota di iscrizione. Possibilità di ingresso in struttura il 24 gennaio e di uscita il 30 gennaio.  \nModalità di partecipazione\nPer partecipare inviare un CV artistico e lettera motivazionale a info@maisondesartistesbard.it. \n 
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