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SUMMARY:Nuoveau Grand Tour // Residenza arti visive
DESCRIPTION:Nell’ambito del Nouveau Grand Tour\, per tutto il mese di novembre la Maison des Artistes Bard accoglie Clémentin Taupin\, artista proveniente dalle arti visive. \nClémentine Taupin è nata nel 2001 nello Yonne. Dopo aver conseguito il DNA presso la Scuola di Belle Arti di Nancy\, ha ottenuto il suo DNSEP alla Villa Arson di Nizza nel 2024. Attualmente Clémentine è residente permanente presso lo artist-run space La Station a Nizza. Clémentine dipinge e disegna a partire da fotografie che realizza nel contesto del suo territorio rurale natale. \nLe sue opere pittoriche si sviluppano attraverso la reminiscenza di un paesaggio lontano\, nella solastalgia permanente delle topografie e dei corpi viventi. Figlia e nipote di allevatori di bovini\, il suo lavoro pittorico è impregnato del corpo della fattoria in cui è cresciuta e di cui attualmente ne disegna i contorni. Testimonia una trasmissione intergenerazionale di gesti ancestrali\, confrontandoli con quelli dell’agricoltura contemporanea\, con l’intento di tessere un legame intimo con la propria esperienza plastica. \nDurante la residenza alla Maison des Arts du Bard\, Clémentine desidera sviluppare una ricerca sul disegno e la pittura intorno alle stratificazioni del paesaggio alpino\, affrontando la montagna come un palinsesto geologico e memoriale. Il villaggio di Bard\, il suo rilievo e la sua storia\, rappresentano un terreno di osservazione propizio a un’esplorazione plastica che unisce sezioni immaginarie\, cartografie sensibili e paesaggi ricomposti. \n→ instagram.com/clementine.taupin \nQuesta residenza offre uno spazio-tempo privilegiato per lo sviluppo di progetti di ricerca o di creazione\, in relazione con il contesto alpino e le tematiche contemporanee. Per la residenza la MAB mette a disposizione un atelier a uso esclusivo dell’artista. \nIn collaborazione con l’Institut Français Italia
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SUMMARY:Laboratorio di teatro alla MAB
DESCRIPTION:Nuovo laboratorio di teatro a cura di Palinodie\, condotto da Silvia Pietta\, presso la Maison des Artistes Bard \n\n\n\n\n\nPresentazione\nGli incontri si terranno presso la MAB – Maison des Artistes Bard\, in Piazza Cavour 3\, Bard (AO)\, ogni lunedì sera\, dalle 19 alle 21. Si parte lunedì 17 novembre 2025. Prova aperta conclusiva sabato 28 marzo 2026. \nIl corso è rivolto a tutte le persone che desiderano sperimentare o approfondire il linguaggio teatrale\, non serve esperienza pregressa. \nA condurre il laboratorio sarà Silvia Pietta\, attrice diplomata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano. Nel 2015 è scelta per partecipare alla XXIV edizione dell’Ecole Des Maitres\, condotto da Ivica Buljan. Nel 2016 vince il Premio Gino Cervi della Fondazione Lyda Borelli. Negli anni collabora con numerosi registi teatrali tra i quali Massimo Popolizio\, Daniele Salvo\,Carmelo Rifici\, Leo Muscato\, Eleonora d’Urso\, Emiliano Bronzino. Porta avanti da diversi anni progetti di ricerca di tecnica attoriale e di pedagogia teatrale\, specializzandosi nella formazione e nel coaching di giovani allievi attori. Nel 2024 inizia la collaborazione con la compagnia Palinodie per il monologo “Come Noi” scritto da Verdiana Vono e diretto da Stefania Tagliaferri. \n  \nObiettivi\nDurante il corso esplorerai gli strumenti attoriali con specifici momenti di training e imparerai a leggerere un testo teatrale\, a partire dai caposaldi della letteratura teatrale\, dai Greci a Cechov passando da Shakespeare. \nLavorare su corpo\, voce ed emozioni è un modo per affrontare la scena\, sperimentare prospettive e superare insicurezze in un contesto creativo e trasformativo. \n  \nIscrizioni\nCosto iscrizione: 280€ (possibilità di pagamento in due rate) \nInfo e iscrizioni: 338 2290726 / info@palinodie.it \n\n\nScarica il depliant
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SUMMARY:Residenza di ricerca artistica Blanche
DESCRIPTION:Dal 24 al 30 novembre la compagnia Framedivision sarà in residenza artistica alla MAB.\n\nIn questi giorni di permanenza creativa\, Alexine Dayné approfondirà una ricerca intorno alle figure femminili del mito e della letteratura per la costruzione di un prossimo spettacolo\, Blanche. \nBLANCHE \nun monologo dentro lo specchio di e con Alexine Dayné\nuna produzione di framedivision \nLo spettacolo è già iniziato\, esattamente come avviene quando nasciamo: arriviamo in un mondo iniziato molto prima di noi\, e a – noi – tocca accordarci sulle note della musica che sta suonando la vita. Non viceversa.\nIn quel luogo\, a separare la scena dalla platea (come una parete invisibile)\, c’è il grande specchio di un antico camerino\, con tutte le sue lampadine attorno alla cornice e\, dentro/dietro lo specchio\, un’attrice è intenta a prepararsi per andare in scena. Spettatori e attrice\, ora\, sono insieme. L’attrice si riflette nel pubblico\, e lui in lei. Come fossero una cosa sola. \nDa una parte\, dunque\, c’è un’attrice che\, allo specchio\, si osserva ed osserva ciò che sta pervdiventare; dall’altra c’è il pubblico che anch’esso\, attraverso l’attrice\, si osserva ed osserva – e vede – ciò che nella realtà reale è difficile afferrare. La drammaturgia si fonda sul respiro profondo del monologo; un monologo che diventa\ndialogo\, una sorta di confessione aperta allo specchio nel quale – pubblico e attrice – diventano un tutt’uno.\nBlanche\, la tragica protagonista di “Un tram che si chiama desiderio”\, il capolavoro teatrale di Tennessee Williams – sta per nascere grazie all’andata in scena dell’attrice che la interpreterà; ma il suo destino è in mano non più al personaggio che l’autore ha fissato sulle pagine del copione\, ma nelle mani dell’attrice stessa che\, ripercorrendo il testo e la storia del personaggio\, sceglie di scostarla e di scostarsi\, quindi\, dal futuro che le era stato assegnato trasformando Blanche in un essere capace di inventare un proprio volo che la sollevi dalla sorte a lei destinata. \nUno spettacolo sulla trasformazione. Sulla metamorfosi. Sul cambiamento. Uno spettacolo che si fa riflessione profonda sulla necessità che ognuno di noi ha di cambiare. Sulla possibilità che abbiamo di svoltare; e di voltare pagina; addirittura\, di rifiutare il ruolo che ci era stato destinato\, per scegliere un altro percorso\, un altro finale; un’altra possibile vita da vivere e non da subire. Uno spettacolo che narra di una larva che sognò di diventare farfalla… E la farfalla fu. \n  \nCrediti\nconcept: framedivision\ndi e con Alexine Dayné\ndrammaturgia: Alexine Dayné e Andrea Damarco\nmusiche: Max Richter\, M83\ninstallazione scenica e luci: Replicante teatro\ncomunicazione: Tullio Macioce\nassistente alla produzione: Alessandro Delfino \n  \nAlexine Dayné\nNata ad Aosta nel 1985\, è storica\, teorica del cinema\, docente e operatrice culturale\, attiva in particolare nei settori del cinema\, del teatro e dell’immagine sul territorio valdostano. Laureata con lode in Scienze dello Spettacolo e della Produzione Multimediale all’Università di Torino\, ha inoltre ottenuto\, tra il 2009 e il 2010\, tre attestati in seminari di critica cinematografica. Nel 2019 si diploma alla scuola di teatro e doppiaggio ODS di Torino\, conseguendo un master in recitazione cinematografica e uno in doppiaggio. \nTra il 2004 e il 2010 frequenta diversi laboratori teatrali e di espressione corporea ad Aosta e Torino\, tra cui quelli con i Marcido Marcidorjs Famosa Mimosa\, prendendo parte alle relative produzioni come attrice. Nel 2010 e 2011 cura organizzazione e ufficio stampa della compagnia Nuovababette Teatro\, dirige il laboratorio Recitare per stare insieme (ed. 2010/2011) e partecipa come attrice a reading e letture animate per bambini. Nel 2016 insegna teatro in ulteriori percorsi rivolti a ragazzi e bambini. \nDal 2013 è presidente di framedivision\, realtà culturale e gruppo di lavoro attivo anche nella produzione performativa. All’interno di framedivision è attrice\, co-autrice e produttrice di progetti come Psiche e Calipso\, consolidando un percorso che unisce creazione artistica\, ricerca e cura organizzativa. È attrice\, autrice e insegnante della compagnia QU.BI.
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