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SUMMARY:Laboratorio di teatro alla MAB
DESCRIPTION:Nuovo laboratorio di teatro a cura di Palinodie\, condotto da Silvia Pietta\, presso la Maison des Artistes Bard \n\n\n\n\n\nPresentazione\nGli incontri si terranno presso la MAB – Maison des Artistes Bard\, in Piazza Cavour 3\, Bard (AO)\, ogni lunedì sera\, dalle 19 alle 21. Si parte lunedì 17 novembre 2025. Prova aperta conclusiva sabato 28 marzo 2026. \nIl corso è rivolto a tutte le persone che desiderano sperimentare o approfondire il linguaggio teatrale\, non serve esperienza pregressa. \nA condurre il laboratorio sarà Silvia Pietta\, attrice diplomata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano. Nel 2015 è scelta per partecipare alla XXIV edizione dell’Ecole Des Maitres\, condotto da Ivica Buljan. Nel 2016 vince il Premio Gino Cervi della Fondazione Lyda Borelli. Negli anni collabora con numerosi registi teatrali tra i quali Massimo Popolizio\, Daniele Salvo\,Carmelo Rifici\, Leo Muscato\, Eleonora d’Urso\, Emiliano Bronzino. Porta avanti da diversi anni progetti di ricerca di tecnica attoriale e di pedagogia teatrale\, specializzandosi nella formazione e nel coaching di giovani allievi attori. Nel 2024 inizia la collaborazione con la compagnia Palinodie per il monologo “Come Noi” scritto da Verdiana Vono e diretto da Stefania Tagliaferri. \n  \nObiettivi\nDurante il corso esplorerai gli strumenti attoriali con specifici momenti di training e imparerai a leggerere un testo teatrale\, a partire dai caposaldi della letteratura teatrale\, dai Greci a Cechov passando da Shakespeare. \nLavorare su corpo\, voce ed emozioni è un modo per affrontare la scena\, sperimentare prospettive e superare insicurezze in un contesto creativo e trasformativo. \n  \nIscrizioni\nCosto iscrizione: 280€ (possibilità di pagamento in due rate) \nInfo e iscrizioni: 338 2290726 / info@palinodie.it \n\n\nScarica il depliant
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SUMMARY:Lettera Aperta - residenza selezionata dalla call
DESCRIPTION:Dal 3 al 17 marzo la MAB ospita la residenza artistica di Frani Dibiase e Roberto Leandro Pau con il lavoro Lettera Aperta \n\n\nResidenza selezionata attraverso la call “MAB – Ai confini del Mondo 2026” \n  \n\n\nSinossi \n\n\nLETTERA APERTA è una performance che esplora il rapporto vivo tra movimento e scrittura attraverso l’intreccio di forma epistolare\, vocalità e ricerca coreografica.LETTERA APERTA è posizionamento\, urgenza di gioia\, volontà di reimparare ad incontrare.\nLETTERA APERTA è uno spazio pronto a far esistere altri modi di relazionarsi.\nLETTERA APERTA è un augurio di presenza\, scritto con l’intento di riappropriarsi della facoltà di scelta. Soggettività incomprimibili abbandonano posture riconoscibili sottraendo spazio al normativo.\nLETTERA APERTA è la gioia nel nominare\, nel riappropriarsi delle parole\, togliere loro patine ossidate in eoni di uso intenzionalmente improprio. \nLETTERA APERTA è una performance che nasce dalla necessità di allenarci a incontrare la gioia\, di scovarla\,\ndifenderla\, alimentarla. I pretesti sono la scrittura di lettere e il movimento. In scena un bacio e un abbraccio. La\nriconoscibilità di queste figure è instabile; l’abbraccio trasmuta in organismo multiforme\, vocalizzando frammenti\ndi lettere a voce nuda; il bacio diventa dispositivo sonoro: le bocche cantano una nell’altra generando una\ndiplofonia. LETTERA APERTA si costruisce drammaturgicamente sulla relazione tra queste due figure e le loro\ntrasformazioni: per gli spettatori si dispiega\, attraverso un linguaggio corporeo immediato\, una danza frastagliata\nche dà vita a una partitura sonora che costruisce tempo e atmosfera. La lettura delle lettere non è didascalica: è\ncorpo sonico\, vibrazione che increspa la quiete\, attraversa i corpi\, innescando una nuova dimensione percettiva.\nLa coreografia si costruisce nel continuo assestamento tra ascolto\, slittamenti e interazioni. \n\n\n  \nCrediti \ndi Frani Dibiase e Roberto Leandro Pau\ncon Tulls Primultini\, Roberto Leandro Pau\, Frani Dibiase e Claudia Veronesi\ndramaturg Tulls Primultini\ntesti Frani Dibiase e Claudia Veronesi\ndisegni e grafica Simone Marchetti\namministrazione e organizzazione Giusy Guadagno / Extragarbo\nil progetto prende forma all’interno di Fabulamundi Playwriting Europe New Voices co-finanziato\ndall’Unione Europea e si presenta in forma di studio dopo un periodo di residenza all’interno del\nfestival Short Theatre 2025.\ncon il sostegno di Corniolo Art Platform\, IterCulture\, Viagrande Studi \n  \nFrani Dibiase è autrice e danzatrice. Il suo lavoro si concentra sulla traduzione di segnali espressi attraverso movimento\, testo e voce. Partendo da sé in senso femminista\, la sua ricerca è rivolta alla creazione di un ascolto sottile che apra la possibilità di scivolare insieme in una dimensione energetica condivisa. In alleanza con Ida Malfatti crea le performance Elettrica\, CCC. Attualmente lavora alla sua ultima creazione Animala prototipa\, aperta in forma di studio presso BASE (MI). Dal 2022 è parte del gruppo dormi|veglia insieme a Zoe Francia Lamattina\, Ida Malfatti e Chiara Cecconello. È danzatrice in Pastorale di Daniele Ninarello e sua assistente. È performer in FRAGOLESANGUE di Monica Francia\, Ida Malfatti e Zoe Francia Lamattina. \n  \nRoberto Leandro Pau (2001)\, performer. Tramite il movimento\, interroga il mistero della presenza\, nella sua peculiarità generativa. Ha preso parte alla creazione e messa in scena de La Vaga Grazia di Eva Geatti. Studia partecipando a diversi seminari e laboratori tenuti anche da Cristina Kristal Rizzo\, Claudia Castellucci e Giovanni Campo. Attualmente è performer in FRAGOLESANGUE di Monica Francia\, Ida Malfatti e Zoe Francia Lamattina.
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SUMMARY:L'Atto Poetico di Palinodie per il primo anno della MAB
DESCRIPTION:Domenica 8 marzo la Maison des Artistes Bard ha spento la sua prima candelina. Durante la serata\, molto sentita e partecipata (grazie!)\, si sono alternati laboratori artistici\, momenti istituzionali\, musica\, e brindisi. La compagnia teatrale Palinodie ha curato un Atto poetico dedicato alla MAB\, di cui pubblichiamo il testo integrale. (In fondo all’articolo puoi vedere la gallery fotografica dell’evento). Buona lettura! \n  \n \n  \nIl primo compleanno della MAB\novvero\nQuello che ci vuole per fare una residenza artistica \nQuesto testo\, scritto da Verdiana Vono e Stefania Tagliaferri\, è stato l’atto poetico a più voci pronunciato dalla compagnia teatrale Palinodie in occasione della celebrazione del primo compleanno della MAB\, l’8 marzo 2026\, all’interno del teatro che da un anno ospita artiste e artisti che con il loro fare rendono il mondo un posto più simile a come desideriamo che questo nostro mondo sia. \n \nOggi festeggiamo il primo compleanno della MAB e non potremmo essere più felici. Abbiamo pensato di radunarci in teatro\, nel cuore della MAB\, e fare un viaggio a ritroso per ripercorrere quest’anno. \nNell’interrogarci sul come e sul cosa condividere di questo anno che ci ha sorpreso e ci ha tolto il fiato\, abbiamo deciso che la scelta migliore sarebbe stata una formula magica. Una formula magica a più voci per questo atto poetico collettivo. \n  \nBisogna sapere che come tutte le formule magiche anche la nostra si ripeterà sempre uguale\, anche se un po’ di diversa. E la formula magica di questa sera è: per fare una residenza artistica ci vuole… \nChe cosa? \nPer fare una residenza artistica ci vuole uno spazio. \nNel nostro caso uno spazio pieno di storia\, l’Ospizio de Jordanis. Fondato nel 1425 dai fratelli Andrea e Antonio\, nobili de Jordanis\, di cui oggi non rimane traccia. In epoca Napoleonica\, quando i soldati dovettero abbandonare il forte che stava per essere raso al suolo\, l’Ospizio fu trasformato in corpo di guardia. Un incendio del deposito delle polveri\, avvenuto nel luglio del 1800\, provocò danni talmente ingenti da richiedere la ricostruzione dell’intero fabbricato\, ultimata nel 1830. A quell’epoca il Comune di Bard\, divenuto proprietario del palazzo\, lo destinò ad abitazioni private\, scuole e alla sede del municipio\, funzione che assolse sino all’anno 2002. Poi fu albergo\, poi fu chiuso finché non si decise di ristrutturarlo e renderlo una residenza artistica. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole una comunità. \nLe Persone\, servono le persone. Perché ci dobbiamo incontrare da qualche parte nel mondo no? Le persone attivano scambi\, riflessioni\, modi di essere. Partecipano\, parlano\, pensano. Le persone muovono scambi ed energie. È vero che a volte ci piace stare in spazi isolati e solitari\, ma quanto è bello invece incontrarsi tra persone\, scambiarsi parole\, emozioni. Persone che parlano\, cantano\, ridono\, scherzano\, persone che ballano e fanno rumore. \n \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole un gruppo. Di professioniste e di professionisti\, che mettano le loro energie\, le loro competenze e le loro idee quotidianamente dentro al progetto. \nPer fare una residenza artistica ci vuole una visione. \nCredere che un borgo possa essere un luogo da attraversare per chi decide di fare della creazione artistica la sua vita. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole cura. Serve un’attenzione particolare alle persone e ai loro desideri\, affinché il periodo di residenza possa rappresentare un’occasione in cui la concentrazione si trasforma in creazione. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole tempo. Serve tempo\, perché la residenza artistica sta al di fuori delle logiche che corrono\, richiede tanto tempo per chi la attraversa e tanto tempo per chi la gestisce. Darsi tempo\, dare tempo. La residenza artistica è come un campo\, è un luogo in cui si coltivano idee\, rapporti\, relazioni e proprio come un campo bisogna assecondarne il tempo. \n \n  \nPer fare una residenza artistica ci vogliono risorse economiche. Certe e costanti. Il progetto nasce dall’investimento del comune di Bard\, dalle risorse del progetto Interreg Transit e dalla capacità di Palinodie di rendere la MAB la prima residenza artistica riconosciuta in Valle d’Aosta dal Ministero della Cultura e dalle Regione Autonoma Valle d’Aosta attraverso il programma “Artisti nei territori”. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole amore\, ogni cosa per riuscire a sprigionare le sue migliori capacità ha bisogno di essere amata. Lo sguardo che si sceglie di dare a una persona ne modifica i suoi comportamenti. Così è anche per gli spazi e i luoghi. Pensare che anche un luogo abbia bisogno di amore ci mette in una condizione di apertura e di tensione alla bellezza. Ci porta alla comprensione. \nCome quando ci si innamora no? È quella fase della relazione in cui si ha voglia di capire l’altra persona\, di scoprire come mai si comporta in un modo e non in un altro. Abbiamo una predisposizione a interrogarci quando siamo nella condizione dell’innamoramento. Allora\, per fare una residenza artistica ci vuole amore\, ma c’è anche bisogno di innamorarsi. Di capire. Di entrare in quel contatto profondo\, non sempre logico e razionale\, con quello che accade. D’altronde si sa\, l’atto creativo non sempre è comprensibile con le logiche della mente. Per le persone che fanno un lavoro artistico è importante sapere che si può anche non farsi capire\, a volte. \n  \n \nPer fare una residenza artista ci vuole un teatro\, come il nostro. Perché i teatri sono i posti in cui ci si rispecchia. Ci si riconosce umani. I teatri portano cultura\, portano apertura sul presente\, portano molte domande e lo fanno attraverso dei corpi vivi che vivono davanti a te\, insieme a te. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole la libertà. Libertà è un concetto bellissimo\, per una parola bellissima. Provate a chiudere un attimo gli occhi. A respirare. A sentire come sta il vostro corpo nel momento in cui gli dite che è libero. Libero di fare quello che desidera\, di andare in un posto in cui ha voglia\, di mangiare una cosa che gli piace\, di prendersi una pausa\, di dormire\, di sognare. Libero di sbagliare\, di fallire\, di non riuscire. Libero di provare\, di scherzare. Libero di realizzare quel progetto che ama tanto. Ecco\, la residenza artistica è un posto che custodisce e coltiva la libertà di sperimentare\, di cercare. Di trovare parole\, gesti e immagini che traducono pensieri. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vogliono gli incontri giusti. \nE poi ci vuole memoria. La capacità di tenere traccia delle testimonianze di chi è passato da qui\, eccone alcune: \n  \n  \nCarissima MAB ti scrivo\,  \nstare qui è stata un’occasione preziosa di confronto e benessere professionale e il luogo e chi lo cura sono stati decisivi perché ci fossero tutte le condizioni perché ciò potesse avvenire. Momenti così restituiscono senso al proprio percorso professionale\, soste che consentono di rilanciare\, correggere\, proseguire felici. \n  \nPenso all’aria fresca che ci scompigliava i capelli nelle pause dal lavoro\, penso alla cura con cui siamo stati accolte al nostro arrivo e accompagnate durante i giorni seguenti\, penso allo sguardo che si è potuto lanciare lontano\, in alto sulle montagne\, in basso verso il ruscello\, penso al nitore degli spazi interni che hanno custodito i nostri dialoghi\, penso ad un brindisi ai tavolini di un bar\, alle persone ritrovate\, alle nuove conoscenze\, alle scoperte inattese. \n  \nIl dialogo con il gruppo delle artiste di Bard è stato prezioso: uno scambio vivo\, generoso\, che ha allargato il nostro sguardo e ha dato al percorso una profondità umana oltre che artistica.  È questo\, per me\, il senso più profondo di una residenza: creare le condizioni perché un gruppo si riconosca tale. Offrire uno spazio protetto ma esigente\, in cui il tempo diventa alleato e non nemico. \n  \nCara MAB\, siamo in viaggio. Arriviamo quasi a destinazione. Il cartello dice: BARD. La stradina per entrare nel borgo ci è sembrata un po’ stretta per la nostra macchina\, ma Diana al telefono ci ha detto “salite da lì” e a quel punto non è che potessimo pensare di tornare indietro. Siamo arrivati su in cima\, sotto l’ombra della roccia del Castello che si mescolava con il cielo blu scuro della notte di montagna.  \nLa mattina dopo\, con la luce del sole\, tutta la MAB ha preso forma davanti ai nostri occhi. La sala della colazione – tutto un brulicare di artisti\, partecipanti ai laboratori\, cornetti e formaggi\, caffè fumanti. Che bello svegliarsi e sapere che in questo posto\, oggi\, ci saranno tanti modi di fare teatro\, un mondo accogliente. Perfetto. \n  \nMi sono ritrovata in uno di quei luoghi speciali che permettono agli artisti di condurre una vera e propria ricerca. Qualcosa di molto raro nella società contemporanea e nel sistema teatrale. La location permette di concentrarsi sul lavoro\, immergendoti in un panorama che abbraccia lo spirito. Nessuna ansia quotidiana\, nessuna corsa per raggiungere qualche effimero obbiettivo\, nessuna pressione. Un recupero attivo dell’umanesimo. L’esperienza alla MAB mi ha sinceramente rigenerata. Terra fertile perché nascano nuove idee e nuove strade per costruire bellezza. E Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di bellezza oggi! \n  \nCare tutte voi\, anime di MAB\,\nvi scriviamo per raccontarvi della nostra bellissima esperienza lassù a Bard con voi\, che certamente non volerà via\, sfocandosi nel nulla\, ma che porteremo ancora a lungo con noi. MAB è un nome collettivo\, ma anche un luogo fatto da persone e artiste che ci hanno accolto e accompagnato tutto il tempo. \n \nE dopo questa carrellata di voci\, ritorniamo alla nostra formula magica.  \nPer fare una residenza artistica ci vuole una data di nascita e ci vuole un nome. \nLa MAB ha aperto le sue porte l’anno scorso\, 8 marzo 2025. Giornata internazionale della donna nata per manifestare la necessità del pieno raggiungimento dei diritti delle donne e della pace internazionale. \nQueste parole che animano questa ricorrenza\, ancora di più oggi sentiamo il bisogno di farle risuonare ovunque e in ogni fibra della nostra azione. \nLa MAB si chiama MAB perché è la Maison des Artiste di Bard\, ma anche perché è la regina Mab. Di lei parla Mercuzio\, in Romeo e Giulietta: \n  \n“Vedo che la Regina Mab è venuta a trovarti\, lei\, è la levatrice delle fate\, e viene\, non più grande d’un’agata\, tirata da un equipaggio d’invisibili creature fin sul naso di chi giace addormentato. All’improvviso\, è sempre lei che gli fa risuonare il tamburo nell’orecchio\, svegliandoli di colpo\, e aprono l’occhio\, impauriti\, bestemmiano una preghiera o due\, e\, assonnati\, ricadono addormentati. Ed è sempre Mab che di notte intreccia le criniere dei cavalli e sul suo piccolo cocchio\, notte dopo notte\, galoppa nelle menti degli amanti riempendole di sogni amorosi”. \n  \nE infine\, ecco l’ultimo ingrediente. Per fare una residenza artistica ci vuole orgoglio. \nL’orgoglio di sapere che si sta facendo qualcosa di unico\, di potente\, di complicato\, di utile e di bello. Quando si fanno le cose in cui si crede\, le cose sognate\, è importante averne orgoglio\, quindi ci serve un po’ di orgoglio collettivo. E quale modo migliore di esprimerlo se non\, come si fa a teatro\, attraverso un applauso? \n  \n \nLa riproduzione e diritti sono riservati. \n  \n            \nph Roberto Roux
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SUMMARY:La MAB compie un anno e fa una festa
DESCRIPTION:La Maison des Artistes Bard compie un anno.Un anno di residenze\, creazione\, ricerca e incontri. Per festeggiare questo primo traguardo vi invitiamo a condividere un pomeriggio e una serata di pratiche artistiche\, convivialità e musica. \nIngresso gratuito.Prenotazione consigliata: 338 229 0726 \n\nProgramma\n\n\n\n\ndalle ore 16\n Laboratorio di performance con la compagnia residente Frani Dibiase – Roberto Leandro PauUn laboratorio che esplora il linguaggio performativo come strumento di relazione con l’altro da sé\, attraverso pratiche collettive e individuali che mettono in gioco il movimento e la scrittura. \nWorkshop di stampa a mano e collage con Carolina Grosa\nL’illustratrice valdostana propone un laboratorio creativo per sperimentare le tecniche della stampa a mano e del collage. \n\nAtto poetico a cura di Palinodie compagnia teatrale \n\nDalle ore 18.30\nBrindisiUn momento conviviale per incontrarsi\, raccontare questo primo anno di attività e brindare insieme. \nDJ set di santapazienzaLa festa continua con musica e atmosfera informale negli spazi della MAB. \n\nUn anno di MAB\nIn questo primo anno la Maison des Artistes Bard si è affermata come luogo di ricerca e produzione artistica\, ma soprattutto come spazio di relazione. Un presidio culturale vivo\, dove la creazione incontra il territorio\, dove gli artisti trovano tempo e condizioni per sviluppare il proprio lavoro\, e dove il pubblico può avvicinarsi ai processi creativi in modo diretto e partecipato. \nFesteggiare questo compleanno significa riconoscere il valore di uno spazio che genera comunità attraverso l’arte e guardare con fiducia ai progetti futuri. Vi aspettiamo per celebrare insieme questo primo anno e dare inizio al prossimo!
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SUMMARY:La MAB alla fiera Fa' la cosa giusta!
DESCRIPTION:Dal 13 al 15 marzo la MAB partecipa con lo stand di TransiT a “Fa’ la cosa giusta!”\, la Fiera nazionale che si svolge a Rho (MI) sul consumo critico e sugli stili di vita sostenibili. \n\n\nTransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile “esce” dalle regioni alpine e si affaccia su un grande palcoscenico nazionale. Il progetto transfrontaliero\, finanziato nell’ambito del programma Interreg VI-A France – Italia Alcotra per la programmazione 2021-2027\, parteciperà infatti a “Fa’ la cosa giusta!” dal 13 al 15 marzo. Il progetto coinvolge\, oltre al Comune di Bard in qualità di capofila del progetto\, il Forte di Bard e i comuni francesi di Avrieux e Aussois. \nLa Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili\, che si tiene a Fiera Milano – Rho\, è giunta alla sua ventiduesima edizione: nata nel 2004 grazie alla casa editrice Terre di mezzo\, promuove buone pratiche di consumo e produzione abbracciando tanti ambiti\, dai diritti all’ambiente\, dalla cultura al turismo\, dall’economia all’alimentazione\, e molto altro\, attirando ogni anno più di 50.000 visitatori. \nTre giorni con centinaia di incontri\, workshop\, relatori ed espositori. Tra questi ultimi c’è anche TransiT\, che sarà presente con lo stand D18 nel Padiglione 16 in cui presenterà la sua attività\, in particolare la programmazione culturale transfrontaliera 2026\, la MAB – Maison des Artistes Bard\, gli eventi in terra francese e tutte le declinazioni del progetto.
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SUMMARY:Zazà con la banda in testa - residenza di creazione
DESCRIPTION:Dal 16 al 22 marzo la MAB ospita la residenza artistica di Roberta Lidia de Stefano con il lavoro Zazà con la banda in testa \n\n\n\n\nSinossi\nZazà con la banda in testa è un progetto teatrale ibrido dove parola e musica si intrecciano in un dispositivo scenico essenziale e potente. Ispirato alla figura artistica di Gabriella Ferri\, lo spettacolo prende la forma di un soliloquio che richiama il teatro dell’assurdo e attraversa\, in modo libero e poetico\, frammenti della sua biografia. \nZazà – cercata da tutti\, trovata da nessuno – attende una “chiamata” che non arriva. Intrappolata in un eterno attimo prima dell’apertura del sipario\, solo nel finale lo spettatore comprende che quella preparazione è\, in realtà\, un congedo: Zazà si sta preparando per buttarsi di sotto. La scena diventa così un luogo di sospensione\, un tempo dilatato in cui l’attesa si fa destino. \nIl personaggio costruito da Roberta Lidia De Stefano e Gabriele Scotti oscilla tra la barbona e il varieté: una figura marginale\, fragile e lucidissima\, che ha conosciuto il riconoscimento ma mai quanto avrebbe meritato. Attraverso Zazà\, il progetto interroga il rapporto contraddittorio che l’Italia intrattiene con i suoi artisti: un sistema che li osanna da morti e condanna da vivi. \nLe canzoni sono cantate dal vivo e riarrangiate in una partitura originale\, con un paesaggio sonoro ispirato a un folk minimale di ascendenza tomwaitsiana (disegno del suono: Marcello Gori). Il testo in romanesco dialoga con la tradizione di Ettore Petrolini e Belli\, mentre la dimensione plurilingue dello spettacolo si apre ai personaggi delle canzoni: Ciccio Formaggio (napoletano)\, Remedios (argentina)\, la Titina (francese) e il Nanni (milanese). \nScene di Maria Spazzi\, costumi di Rossana Gea Cavallo\, video e luci di Serena Serrani compongono uno spazio instabile e fortemente evocativo\, dove la vita scenica si confonde con il congedo finale. \nZazà con la banda in testa non è un omaggio nostalgico\, ma una riscrittura critica e contemporanea: un attraversamento biografico che interroga il senso stesso dell’essere poeta oggi. \n\n\n  \n  \n\n\nCrediti\nZazà con la banda in testa \nRegia e drammaturgia: Roberta Lidia De Stefano\, Gabriele Scotti \nDisegno del suono: Marcello Gori \nScene: Maria Spazzi \nCostumi: Rossana Gea Cavallo \nVideo e luci: Serena Serrani \n\n\n  \n\n\n\nRoberta Lidia De Stefano\nPerformer\, cantante\, autrice e musicista attiva nel teatro contemporaneo e nella scena performativa italiana ed europea. Diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano\, ha studiato Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma. \nLa sua ricerca attraversa parola\, corpo e musica\, con particolare attenzione alle voci scorticate\, al patrimonio popolare e alle figure femminili fuori norma. Ha collaborato con Enzo Moscato\, Dario Fo\, Danio Manfredini\, Francesco Saponaro\, Gianina Cârbunariu\, Gaelle Bourges e altri. Socia fondatrice di Le Brugole & Co.\, dal 2013 collabora con ERT/Teatro Nazionale come autrice e interprete. \nCon Alexandre Roccoli è coautrice di Di Grazia (la voix du patron) (ERT\, Espace des arts Scéne Nationale de Chalon sur Sâone). Nel 2024 è stata borsista alla Fondazione Cini per studi sulle cantate barocche napoletane. Nel 2025 debutta al Campania Teatro Festival con Hotel Dalida (tournée 2026-2027). Compone musiche per l’audiovisivo: la sua canzone-manifesto contro il femminicidio Iodecidio è nella colonna sonora della serie belga La Théorie du Y. Collabora con Chora Media e Rai Radio1. \nInsignita del Premio Eleonora Duse 2023 per Kassandra di Sergio Blanco\, del Premio Hystrio-Mariangela Melato e del Premio Carnevale Calabria Cultura. Conduce laboratori su canto\, presenza e relazione tra voce\, corpo e testo\, portando avanti un’idea di teatro come “archeologia epica dell’umano”. \n  \nGabriele Scotti\nDrammaturgo\, sceneggiatore e docente presso l’Università di Milano Bicocca. Scrive per cinema\, teatro e podcast. Tra i suoi lavori: i lungometraggi Tra cinque minuti in scena (Miglior Film d’Essai FICE) e Dolcissime (Miglior Sceneggiatura Magna Grecia FF)\, documentari per Sky Arte\, i monologhi per Lella Costa Se non posso ballare e Giovanna d’Arco. \nSocio ATIR dal 2020\, collabora con Serena Sinigaglia a Supplici di Euripide (Miglior Regia ANCT 2022\, Premio Hystrio Twister 2023). Tra i lavori recenti: Arrusi (vincitore bando Next)\, Metaforicamente Schiros con Beatrice Schiros\, Tutte le volte che le donne… con Cathy La Torre. Autore dei podcast Via Morando 9 con Giuseppe Cederna e Invictae con Lella Costa.
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SUMMARY:Libri e società - il mito della bambola “Barbie”
DESCRIPTION:Domenica 22 marzo\, alle ore 17:0\, la MAB ospita la presentazione del libro “Ruth Handler\, la rivoluzione di una bambola”\, di Simona Capodanno\, a cura dell’Associazione Borgo di Bard. \nAppuntamento alle ore 17:00 presso il Teatro della MAB – Maison des Artistes Bard per l’incontro “Libri e società”. Oggetto dell’incontro è la presentazione del libro “Ruth Handler\, la rivoluzione di una bambola”\, di Morellini Editore\, alla presenza dell’autrice Simona Capodanno. \nIl libro\, che fa parte della collana “Femminile Singolare” dedicata a grandi donne del passato e del presente\, è la storia della creatrice della bambola più conosciuta al mondo: la Barbie. L’autrice sarà in dialogo con Bruno Testa\, grafico e illustratore per la Mattel fin dagli inizi metà anni Settanta. In contemporanea ci sarà un’esposizione evento di “Barbie Dolls Collectors\, tra ricordi e uniche rarità“\, della collezionista Armida Canna. \n  \nIngresso gratuito
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SUMMARY:Masterclass di formazione tra lirica e prosa con Stefania Panighini
DESCRIPTION:Dal 29 marzo al  2 aprile 2026 si svolgerà alla MAB una masterclass sull’opera e la regia lirica\, dal titolo PASSAGGI – La scena artistica tra prosa e lirica\, l’importanza di essere permeabili\, a cura di Stefania Panighini. La Masterclass si inserisce all’interno del ciclo di formazione OTTIME MAESTRE della MAB – Maison des Artistes Bard. \nLe persone interessate a partecipare possono scrivere una mail a info@maisondesartistesbard.it \n\nPresentazione e proposta di lavoro\nPASSAGGI – La scena artistica tra prosa e lirica\, l’importanza di essere permeabili. \nNegli ultimi trent’anni l’opera lirica è diventata\, per la regia\, un campo aperto di sperimentazione e contaminazione\, attraversato da coreografi\, cineasti e registi teatrali\, che hanno portato la loro visione e il loro background. \nQual è la specificità dell’opera e perché è un richiamo potente per ogni artista? \nDa questo interrogativo parte un’indagine acuta sulle peculiarità di un genere che ha fatto la storia del Made in Italy per 400 anni\, un’indagine che ripercorre i destini incrociati di testi\, che sono capisaldi della storia del teatro e sono diventati – poi – stelle del firmamento operistico mondiale. \nLe nozioni di tempo e di spazio nell’opera si dilatano e si contraggono in maniera irreale\, la drammaturgia musicale racconta la pulsazione dell’anima in parallelo a quella del corpo\, e da vita a un linguaggio unico al mondo. La comprensione approfondita di questo linguaggio è una risorsa per ogni artista (registi/e\, attori e attrici\, cantanti\, musicisti/e e performer)\, un bagaglio importante per affrontare azioni performative di ogni tipo\, con particolare attenzione all’interazione tra voce\, corpo e scena. \nIl corso prevede una ricerca sulle specificità dei differenti linguaggi artistici\, l’analisi teorica e pratica di alcuni passi fondamentali del Macbeth (Shakespeare/Verdi) e della Carmen (Merimé/Bizet)\, un focus sull’uso del corpo poetico nella regia d’opera contemporanea e la proposta di una drammaturgia ex novo che includa il linguaggio d’opera all’interno di una performance. \nDurante la masterclass verrà proposto a chi partecipa di cimentarsi nella creazione di una performance teatrale dove entra in gioco il linguaggio operistico\, che sarà presentata al pubblico a conclusione dell’ultima giornata di formazione. Una sorta di performance con parti recitate\, movimenti e musica lirica\, frutto del lavoro dei giorni precedenti. \n  \nStefania Panighini\nStefania Panighini\, regista e autrice nata a Torino\, è una protagonista della scena teatrale da venti anni. Indaga incessantemente la realtà\, per trasformarla in una scena trasversale\, dove – rimescolando elementi come l’opera e il teatro-danza\, la videoarte e la prosa\, la fotografia e lo storytelling – si possa leggere il passato\, tentando di comprendere il futuro. Appassionata di nuove tecnologie e pubblico giovane\, ha una smisurata fiducia nell’arte come mezzo per salvare il mondo. \nDa sempre impegnata sia nel repertorio tradizionale che in quello più ricercato\, ultimamente ha messo in scena Don Pasquale alla Calgary Opera\, Kaiser Von Atlantis per il Lerici Music Festival e l’Opera Giocosa di Savona\, Ascesa e caduta della città di Mahagonny a conclusione di un progetto triennale sul teatro musicale del Conservatorio e del Teatro Sociale di Como iniziato con la Belle Hélène di Offenbach nel 2022\, seguito poi da La Rondine di Puccini nel 2023. Nello stesso anno ha curato l’allestimento dell’Elisir d’amore per l’Opera Giocosa di Savona e il Teatro Pavarotti-Freni di Modena e la realizzazione di Pagliacci al Wexford Festival Opera. \nNel 2025 e 2026 firma la regia per Tosca per il Teatro Verdi di Trieste\, il dittico con Bal Masqué di Poulenc e l’opera in prima assoluta La Torre di Marco Bargagna al Teatro Verdi di Pisa\, la prima esecuzione moderna di Turanda di Bazzini al Teatro Sociale di Como e Don Pasquale al Teatro Isabel la Católica di Granada. \nHa iniziato gli studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’amico\, in seguito si è diplomata al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino in Regia per lo spettacolo musicale e laureata in Musicologia presso l’Università di Torino. Attualmente è docente ordinario di Teoria e tecniche dell’interpretazione scenica presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Como\, dopo essere stata insegnante in altre prestigiose accademie italiane. \n\n\n  \nI costi\nCosto formazione + camera doppia: 190\,00 €\nCosto formazione + camera singola: 250\,00 €\nSolo formazione senza residenzialità: 140\,00 €\nChi partecipa alla masterclass avrà disponibilità dell’uso cucina. I pasti e la spesa non sono coperti dalla quota di iscrizione. \n  \nOrari\nLa masterclass si svolge da domenica 29 marzo a giovedì 2 aprile\, orario 10 - 13\, 15 - 18.\nPerformance aperta al pubblico giovedì 2 aprile h 17.\nPossibilità di ingresso in struttura il 28 marzo e di uscita il 3 aprile. \n  \n  \nModalità di partecipazione\nPer partecipare inviare un CV artistico e lettera motivazionale a info@maisondesartistesbard.it. \nIscrizioni aperte fino a mercoledì 25 marzo 2026. \n 
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SUMMARY:Prova aperta del corso di teatro alla MAB
DESCRIPTION:Lunedì 30 marzo\, alle ore 19:30\, la MAB presenta la prova aperta del laboratorio di teatro “Classici contemporanei”\, a cura di Palinodie e condotto da Silvia Pietta. \nLə partecipanti mostreranno al pubblico strumenti attoriali appresi\, training e letture di testi teatrali dei caposaldi della letteratura teatrale\, dai Greci a Cechov passando da Shakespeare. \n  \nIngresso gratuito \n  \n\n\n\n\n\nA condurre il laboratorio è Silvia Pietta\, attrice diplomata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano. Nel 2015 è scelta per partecipare alla XXIV edizione dell’Ecole Des Maitres\, condotto da Ivica Buljan. Nel 2016 vince il Premio Gino Cervi della Fondazione Lyda Borelli. Negli anni collabora con numerosi registi teatrali tra i quali Massimo Popolizio\, Daniele Salvo\,Carmelo Rifici\, Leo Muscato\, Eleonora d’Urso\, Emiliano Bronzino. Porta avanti da diversi anni progetti di ricerca di tecnica attoriale e di pedagogia teatrale\, specializzandosi nella formazione e nel coaching di giovani allievi attori. Nel 2024 inizia la collaborazione con la compagnia Palinodie per il monologo “Come Noi” scritto da Verdiana Vono e diretto da Stefania Tagliaferri.
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