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SUMMARY:Residenza artistica di danza - Scented Panther
DESCRIPTION:Dal 9 al 16 dicembre la MAB ospita un residenza artistica di Aurelio di Virgilio.\n\nIn questi giorni di permanenza creativa\, Aurelio Di Virgilio approfondirà un lavoro che si concentra sulla trasformazione lenta e ipnotica del corpo\, che progressivamente incorpora una ferinità originarie e le sue tracce. \nSCENTED PANTHER è una performance che punta lo sguardo sull’allegoria medievale della pantera profumata: animale iconico\, resistente\, feroce\, seducente e elusivo\, immaginato come l’incarnazione della poesia. Questa nuova ricerca prende l’avvio dal desiderio di lavorare sulla sparizione e l’estinzione. \nIn una profonda connessione con il precedente progetto di Aurelio di Virgilio dal nome POEMS – il cui focus è sulle dediche scritte e sulla loro materializzazione nello spazio – questa ricerca si intreccia con l’immaginario di Elsa Morante e il suo realismo animalesco e magico. L’antologia poetica della Morante ALIBI è presa come un codice a partire dal quale ripensare il corpo e il movimento\, mentre la figura della Tigre della Tasmania – marsupiale\nestinto – e della Lince Appenninica – animale abruzzese di cui non si ha traccia – offrono la metafora di una presenza che continua a resistere attraverso le tracce\, aldilà della propria effettiva scomparsa. La figura della pantera è una guida perturbante per creare paesaggi immaginifici\, con i sentori di unafiaba nera. \n  \nCrediti\ndi Aurelio Di Virgilio\ncon Elena Sgarbossa\ncon il sostegno di Boarding Pass Plus Dance\, coordinamento Lavanderia a Vapore – Turin\, in collaborazione con Tasdance / Launceston; con il supporto di Intercettazioni 2025 – Circuito CLAPS – Brescia \n  \nAurelio Di Virgilio\nAurelio Di Virgilio (1995\, Pescara) è un artista attivo nell’ambito delle arti performative. Nel 2017 si diploma presso la Scuola Luca Ronconi del Piccolo Teatro\, Milano. Continua la sua formazione seguendo coreograf* e artist* come Elena Giannotti (IT)\, Virgilio Sieni (IT)\, Isabelle Schad (DE)\, Olivia Grandville (FR)\, Marco D’Agostin (IT)\, La Tristura (ES)\, Massimiliano Barachini (IT)\, Mattias Umpierrez (ES) e collabora con Masako Matsushita (IT/JP). \nLa sua ricerca coreografica e performativa si articola attraverso scenari che evocano ambienti intimi\, astratti e inquietanti\, collocando pubblico e performer all’interno di uno spazio condiviso. L’idea di “intimità” supera la sfera del privato\, trasformandosi in un luogo condiviso di cooperazione in grado di aprire riflessioni sul presente. \nDal 2020 presenta i suoi lavori all’interno di festival\, teatri\, musei e fondazioni d’arte\, tra cui MAXXI – L’Aquila\, Cango – Cantieri Goldonetta Bmotion Festival\, Fabbrica Europa Festiva\, Mattatoio\, La Fondazione – Fondazione Nicola del Roscio\, Racconti di altre danze Festival\, Nuovo Teatro delle Commedie\, Fondazione smART\, Museo della Città\, Sala Santa Rita/Palaexpo. \nLa sua ricerca è stata presentata da Camilla De Simone (filosofa e attivista) all’Università di Cambridge all’interno della conferenza Modernism Remodelled (2023). Da questo nel 2024 uscirà una pubblicazione dal titolo The interaction between intimacy and elsewhere in the aesthetic experience pubblicato da Lucy Cavendish College.
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SUMMARY:Un presepe illustrato da Carolina Grosa per la MAB
DESCRIPTION:Il presepe illustrato di Carolina Grosa: un’installazione temporanea per il primo Natale della MAB\nPer il suo primo Natale di apertura\, la MAB – Maison des Artistes Bard accoglie un’installazione artistica temporanea: il presepe illustrato realizzato ad hoc dall’illustratrice Carolina Grosa\, in dialogo con l’iniziativa diffusa dei presepi del Borgo di Bard. \nLa MAB nasce all’interno di un edificio storico dalle geometrie nette e riconoscibili\, lo Stendhal. La facciata\, scandita dal ritmo preciso delle finestre—rettangoli che si incastrano in rettangoli—definisce una relazione continua tra interno ed esterno. È da questa idea di “finestra tra mondi” che prende forma il presepe: un punto di incontro tra passato e contemporaneità\, colore e trasparenza\, locale e internazionale\, sacro e profano. \nInserita nelle finestre dell’edificio\, l’opera di Carolina Grosa utilizza tinte decise e segni evocativi per costruire un ponte poetico tra la montagna e l’intimità della nascita. La scena racconta insieme la dimensione sacra e quella terrena: due artigiani concentrati sul lavoro manuale\, immersi in una natura magica popolata da animali e piante. Ai lati\, in simmetria\, i pellegrini avanzano con passo faticoso tra fiori miracolosi che spuntano dalla neve\, accompagnando lo sguardo verso il centro della composizione. \nCome sottolinea Stefania Tagliaferri\, co-curatrice della MAB\, “pensiamo alla MAB come una finestra tra mondi: passato e contemporaneità\, colore e trasparenza\, locale e internazionale\, sacro e profano e ancora. In queste finestre si incastra il presepe illustrato da Carolina Grosa e realizzato ad hoc per il primo Natale di apertura della MAB\, con il desiderio di aderire all’iniziativa dei presepi del Borgo di Bard.Tinte nette e segni evocativi che creano un ponte tra la montagna e l’intimità di una nascita. Punto focale del presepe è l’esplosione del divino nella stella cometa sul balcone\, qui la forza propulsiva del gesto artistico prende spazio e ci indirizza\, verso una spinta di luce e di gioia\, metafisica e creativa”. \nNel borgo di Bard\, arroccato tra le montagne e custodito dalle sue case in pietra\, durante le feste oltre cento presepi si inseriscono naturalmente nel paesaggio e tra le sue fontane come piccole epifanie\, trasformando il paese in un percorso intimo e suggestivo. \nL’allestimento è stato realizzato grazie al prezioso contributo di Marina Cerise e Cecilia Chiaro. \nLa MAB – Maison des Artistes Bard nasce nell’ambito del progetto transfrontaliero TransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile\, finanziato dal programma Interreg VI-A France – Italia Alcotra. Il progetto vede come partner i Comuni di Bard (capofila)\, Avrieux e Aussois\, e l’Associazione Forte di Bard. La MAB è gestita dalla compagnia teatrale Palinodie.
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SUMMARY:Restituzione Scented Panther
DESCRIPTION:Il 15 dicembre 2025 alle 19:30 Aurelio di Virgilio e Elena Sgarbossa presentano al pubblico uno studio della performance Scentend Panther\, a conclusione del periodo di residenza.\n\n\nUn lavoro che si concentra sulla trasformazione lenta e ipnotica del corpo\, che progressivamente incorpora una ferinità originale e le sue tracce. \nSCENTED PANTHER è una performance che punta lo sguardo sull’allegoria medievale della pantera profumata: animale iconico\, resistente\, feroce\, seducente e elusivo\, immaginato come l’incarnazione della poesia. Questa nuova ricerca prende l’avvio dal desiderio di lavorare sulla sparizione e l’estinzione. \nIn una profonda connessione con il precedente progetto di Aurelio di Virgilio dal nome POEMS – il cui focus è sulle dediche scritte e sulla loro materializzazione nello spazio – questa ricerca si intreccia con l’immaginario di Elsa Morante e il suo realismo animalesco e magico. L’antologia poetica della Morante “Alibi” è presa come un codice a partire dal quale ripensare il corpo e il movimento\, mentre la figura della Tigre della Tasmania – marsupiale estinto – e della Lince Appenninica – animale abruzzese di cui non si ha traccia – offrono la metafora di una presenza che continua a resistere attraverso le tracce\, aldilà della propria effettiva scomparsa. La figura della pantera è una guida perturbante per creare paesaggi immaginifici\, con i sentori di una fiaba nera. \n  \n \n  \nCrediti\ndi Aurelio Di Virgilio\ncon Elena Sgarbossa\ncon il sostegno di Boarding Pass Plus Dance\, coordinamento Lavanderia a Vapore – Turin\, in collaborazione con Tasdance / Launceston; con il supporto di Intercettazioni 2025 – Circuito CLAPS – Brescia \n  \nAurelio Di Virgilio\nAurelio Di Virgilio (1995\, Pescara) è un artista attivo nell’ambito delle arti performative. Nel 2017 si diploma presso la Scuola Luca Ronconi del Piccolo Teatro\, Milano. Continua la sua formazione seguendo coreograf* e artist* come Elena Giannotti (IT)\, Virgilio Sieni (IT)\, Isabelle Schad (DE)\, Olivia Grandville (FR)\, Marco D’Agostin (IT)\, La Tristura (ES)\, Massimiliano Barachini (IT)\, Mattias Umpierrez (ES) e collabora con Masako Matsushita (IT/JP). \nLa sua ricerca coreografica e performativa si articola attraverso scenari che evocano ambienti intimi\, astratti e inquietanti\, collocando pubblico e performer all’interno di uno spazio condiviso. L’idea di “intimità” supera la sfera del privato\, trasformandosi in un luogo condiviso di cooperazione in grado di aprire riflessioni sul presente. \nDal 2020 presenta i suoi lavori all’interno di festival\, teatri\, musei e fondazioni d’arte\, tra cui MAXXI – L’Aquila\, Cango – Cantieri Goldonetta Bmotion Festival\, Fabbrica Europa Festiva\, Mattatoio\, La Fondazione – Fondazione Nicola del Roscio\, Racconti di altre danze Festival\, Nuovo Teatro delle Commedie\, Fondazione smART\, Museo della Città\, Sala Santa Rita/Palaexpo. \nLa sua ricerca è stata presentata da Camilla De Simone (filosofa e attivista) all’Università di Cambridge all’interno della conferenza Modernism Remodelled (2023). Da questo nel 2024 uscirà una pubblicazione dal titolo The interaction between intimacy and elsewhere in the aesthetic experience pubblicato da Lucy Cavendish College. \n  \n\nElena Sgarbossa\nElena Sgarbossa è un’artista italiana del movimento. Diplomata al Corso Triennale di Danza Contemporanea del Balletto di Roma sotto la direzione di Roberto Casarotto\, arricchisce la sua pratica con progetti sostenuti da istituzioni nazionali e internazionali. \nIl suo percorso artistico intreccia in maniera fluida processi autoriali e di sperimentazione coreografica\, insieme a progetti di ricerca e di movimento per comunità.Tra i più rilevanti per la sua pratica ci sono il progetto Dance Well – Ricerca e Movimento per il Parkinson e i progetti EU Empowering Dance. \nNel 2019 si avvicina all’esperienza coreografica creando KEO\, performance vincitrice di DNAppunti Coreografici.La sua creazione double:double è selezionata dalla Vetrina della giovane danza d’autore – Network Anticorpi XL 2022. La sua ricerca coreografica prosegue esplorando il rapporto diretto e complesso tra corpo anatomico\, emotività e subconscio. \nÈ co-fondatrice dell’Associazione Culturale BASE9\, team artistico che esplora processi di co-immaginazione e co-creazione legati al movimento\, lasciando che le poetiche collettive e individuali si fondano e si nutrano a vicenda. \nCome performer ha collaborato con Chiara Bersani\, Masako Matsushita\, Marco D’Agostin\, Anagoor\, Aurelio Di Virgilio\, Yasmeen Godder\, Nora Chipaumire\, Chiara Frigo\, Davide Valrosso. \n\n\n\n\n\n\nPer informazioni e prenotazioni:\n📩 info@maisondesartistesbard.it
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SUMMARY:Dipingere il paesaggio invernale - due giornate di workshop con Vanda Sarteur
DESCRIPTION:Il 28 dicembre 2025 e il 4 gennaio 2024 la MAB ospita due giornate di workshop sull’acquerello a cura di Vanda Sarteur.\nI workshop saranno un’occasione ideale sia per chi si avvicina alla tecnica dell’acquerello\, sia per chi desidera consolidare il proprio stile approfondendo un soggetto tipicamente stagionale.\nDurante le tre ore lavoreremo su un paesaggio invernale\, con particolare attenzione a: \n·        tecnica bagnato su bagnato per cieli morbidi e sfumati\, \n·        tecnica asciutto su asciutto\, \n·        uso controllato del pennello per ottenere effetti realistici. \nIl corso è rivolto a principianti o a chi possiede già una conoscenza di base dell’acquerello e desidera perfezionarsi nella pittura di paesaggi. È adatto anche ad artisti che vogliono sperimentare e affinare ulteriormente le proprie capacità. \nOrari: 10 – 13 \nCosto di partecipazione: 30 euro per giornata. \n \nMateriali\nAcquerelli artistici della Maimeri Blu in tubetto da 12 ml: \n·        116 giallo limone \n·        256 rosso magenta \n·        400 blu cyan \nPer la carta\, si consiglia una 300 g/m²\, grana fine\, 100% cotone: i fogli 55×75 cm. \nSono inoltre necessari: una serie di pennelli piatti e tondi per acquerello\, un piattino bianco liscio in ceramica o una tavolozza in PVC\, un supporto rigido leggermente più grande del foglio\, uno spruzzino per l’acqua\, una spugnetta naturale\, matita e gomma. \n  \nPrenotazione obbligatoria entro il 26/12/2025 (per il secondo turno entro il 02/01/2026) – posti limitati \nPer informazioni e prenotazioni:\n📩 info@maisondesartistesbard.it
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SUMMARY:Profonde. Mostra di Chicco Margaroli alla MAB
DESCRIPTION:Storie delle radici e appartenenze profonde \nIl 28 dicembre alle 18:30 inaugura alla MAB Maison des Artistes Bard la mostra Profonde\, con opere di Chicco Margaroli\, un progetto espositivo dedicato al tema delle radici\, della memoria e dell’appartenenza\, in dialogo con il turismo delle radici. \nProfonde nasce come un attraversamento sensibile delle storie che ci precedono e ci abitano: radici familiari\, culturali e territoriali che affondano nel tempo e continuano a generare narrazioni. Le opere di Margaroli esplorano ciò che resta in profondità\, ciò che non è immediatamente visibile ma che struttura l’identità individuale e collettiva: tracce\, legami\, sedimentazioni emotive e geografiche. \nIl percorso espositivo si muove tra materia e segno\, tra presenza e assenza\, restituendo una riflessione aperta sul concetto di origine e ritorno. In questo senso\, la mostra si inserisce nel dibattito contemporaneo sul turismo delle radici\, inteso non solo come esperienza di viaggio\, ma come pratica culturale capace di riattivare memorie\, relazioni e appartenenze. \nAll’interno degli spazi della MAB\, Profonde invita il pubblico a un tempo di ascolto e di riconnessione\, dove il gesto artistico diventa strumento per interrogare il rapporto tra individuo\, comunità e territorio. \n\n\n\n\n\n\n\nBiografia \n\nChicco Margaroli è un artista contemporanea valdostana. La sua ricerca si sviluppa attraverso un dialogo costante tra materia\, memoria e paesaggio\, con particolare attenzione ai temi dell’origine\, della trasformazione e del legame con i luoghi. \nIl suo lavoro utilizza diversi linguaggi e materiali\, spesso legati a elementi naturali o a pratiche artigianali\, che diventano veicolo di narrazioni intime e collettive. Le opere di Margaroli indagano il concetto di radice come spazio fisico e simbolico\, esplorando la tensione tra ciò che è visibile e ciò che rimane nascosto\, tra permanenza e mutamento. \nHa esposto in contesti espositivi e progettuali dedicati all’arte contemporanea\, sviluppando percorsi che mettono in relazione arte\, territorio e comunità. Profonde rappresenta un ulteriore capitolo della sua ricerca\, in cui il tema delle radici si intreccia con le dinamiche del ritorno\, della memoria e dell’identità culturale. \nProfondeMostra di Chicco Margaroli\nInaugurazione: 28 dicembre h 18:30MAB – Maison des Artistes Bard \nPer informazioni 338 2290726 / info@maisondesartistesbard.it \n\n\n\n\n\n_____\nCon il sostegno di Italea\, il programma di promozione del turismo delle radici in Itala\, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale all’interno del progetto PNRR e il sostegno di NextGenerationEU 2022-2025.
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SUMMARY:FILM ALLA MAB: Gli Aristogatti e Happiest Season
DESCRIPTION:Due proiezioni gratuite per le feste alla Maison des Artistes Bard\nIl teatro della Maison des Artistes Bard durante le feste ospita due proiezioni di film aperte al pubblico\, pensate per offrire momenti di condivisione e intrattenimento durante il periodo delle feste. Due appuntamenti\, a ingresso gratuito\, arricchiranno il calendario culturale di Bard con proiezioni in lingua italiana\, rivolte a pubblici di tutte le età. \nIl primo incontro è dedicato ai più piccoli – e non solo – con “Gli Aristogatti”\, il grande classico d’animazione Disney\, in programma martedì 30 dicembre alle ore 17.30. Un pomeriggio di cinema per famiglie\, all’insegna della musica e dell’avventura\, ambientato nella romantica Parigi dei gatti più amati di sempre. \nIl secondo appuntamento si terrà venerdì 2 gennaio alle ore 21.00 con la proiezione di “Happiest Season”\, commedia contemporanea ambientata nel periodo natalizio\, che affronta con ironia e sensibilità i temi della famiglia\, delle relazioni e dell’identità. Una proposta pensata per un pubblico adulto\, perfetta per una serata di cinema invernale. \nEntrambe le proiezioni si svolgeranno presso la Maison des Artistes Bard\, in Piazza Cavour 3\, Bard (AO).L’ingresso è gratuito\, con prenotazione consigliata telefonando al numero 0125 1990165.
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SUMMARY:Residenza artistica di creazione L'Atto Sospeso
DESCRIPTION:Dal 9 al 25 gennaio la MAB ospita un residenza artistica di Emilia Verginelli.\nL’Atto Sospeso nasce da una domanda semplice e radicale: cosa accade quando l’eroe si ferma? Quando l’azione si interrompe e lascia spazio all’esitazione\, al dubbio\, al pensiero? \n\nIl progetto\nIl lavoro prende avvio dall’omonimo saggio di Sara De Simone\, che indaga il momento di sospensione nella narrazione eroica: quell’attimo in cui l’azione non avviene\, si ritrae\, si trasforma in contemplazione. Non l’atto compiuto\, ma il vuoto che lo precede. Non l’impeto\, ma la pausa. \nAttraversando figure mitologiche e letterarie – da Achille a Oreste\, da Arjuna a Lancillotto\, fino a Orlando – il progetto esplora un’epopea alternativa fatta di esitazioni\, rallentamenti e trasformazioni interiori. Un’epopea in cui il pensiero stesso può diventare azione\, assumere un peso fisico\, una postura\, una forma scenica. \n\nLa residenza\nLa residenza alla Maison des Artistes rappresenta una fase centrale del processo creativo: uno spazio-tempo di attraversamento e riscrittura\, in cui il progetto viene messo alla prova\, scomposto e ricomposto in dialogo con lo spazio e con il contesto. \nDurante il periodo di lavoro\, Emilia Verginelli approfondisce una pratica performativa che si allontana dal materiale autobiografico per confrontarsi con un testo esterno\, costruendo una drammaturgia che intreccia riflessione teorica\, azione fisica e immaginario visivo. La residenza diventa così un luogo di sospensione attiva\, in cui il progetto può abitare il dubbio prima di trovare una forma definitiva. \nL’Atto Sospeso non cerca risposte definitive\, ma abita una soglia. Un tempo altro\, in cui l’azione è rimandata e il gesto resta incompiuto. È in questo vuoto che la poesia trova spazio e respiro\, e che la scena può farsi luogo di ascolto\, di pensiero e di trasformazione. \nLa residenza alla Maison des Artistes accompagna questo processo\, sostenendo una ricerca che fa della sospensione non un limite\, ma una possibilità. \nCrediti\ndi e con Emilia Verginelli\nAiuto regia Annachiara Vispi \n  \nEmilia Verginelli è performer e autrice. La sua ricerca si sviluppa nell’ambito delle arti performative contemporanee\, intrecciando corpo\, parola e immaginario visivo in una pratica che indaga l’identità\, la costruzione dei ruoli e la relazione tra esperienza individuale e dimensione politica. \nDopo una prima fase di lavoro fortemente legata al materiale autobiografico\, con i progetti Io non sono nessuno e Lourdes\, il suo percorso artistico si apre a una riflessione più ampia sulla scrittura scenica e sulla regia\, orientandosi verso l’elaborazione performativa di testi esistenti e dispositivi teorici. \nIl suo lavoro attraversa temi quali l’eroismo\, la vulnerabilità\, la sospensione dell’azione e la trasformazione\, assumendo una postura dichiaratamente transfemminista che interroga la storicità dei ruoli di genere e la possibilità di riscriverne l’eredità. Centrale nella sua pratica è l’attenzione al tempo\, al gesto incompiuto e al pensiero come forma di azione. \nParallelamente alla ricerca drammaturgica\, Emilia Verginelli sviluppa un interesse per la dimensione visiva e sonora della scena\, sperimentando dispositivi leggeri e adattabili\, capaci di dialogare con spazi e contesti differenti. Il lavoro in residenza rappresenta per lei un momento fondamentale di attraversamento\, in cui il progetto può essere messo in crisi\, riformulato e ripensato prima della sua definizione finale.
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SUMMARY:MAB ai confini del mondo - open call residenza artistica
DESCRIPTION:Ringraziamo tutte e tutti per le numerose proposte pervenute in risposta alla call Ai confini del mondo.\nPer il periodo 3-17 marzo la Direzione artistica ha selezionato il lavoro Lettera Aperta\, di Frani Dibiase e Roberto Leandro Pau.\nAlla luce dell’alto numero di candidature ricevute e dell’elevata qualità dei progetti presentati\, stiamo attualmente dando priorità alla selezione del progetto per la residenza prevista a marzo 2026.\nL’esito relativo alla residenza di novembre sarà comunicato entro la fine del mese di febbraio direttamente al gruppo selezionato. Grazie per l’interesse\, la cura e l’energia con cui avete partecipato.\n  \n  \n____________ \n  \nSono aperte fino al 30 gennaio 2026 le candidature per il bando Ai confini del Mondo per la selezione di due residenze artistiche presso la MAB\, Maison des Artistes Bard. \nLa call Ai confini del mondo è sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione autonoma Valle d’Aosta grazie al bando di Residenze per artisti nei territori 2025-2027 \n  \nAI CONFINI DEL MONDO\nOPEN CALL – RESIDENZA ARTISTICA\n  \n(english version below) \nForm di candidatura\n  \nPREMESSA\nAi confini del mondo è l’open call promossa dalla Compagnia Teatrale PALINODIE\, attiva dal 2012\, e diretta da Stefania Tagliaferri e Verdiana Vono. Palinodie è sostenuta dalla Regione Valle d’Aosta e si è affermata come impresa culturale\, con una chiara vocazione alla sperimentazione artistica\, alla drammaturgia contemporanea\, con un forte lavoro di sviluppo territoriale. \nDa marzo 2025\, la compagnia Palinodie cura un nuovo centro teatrale: la MAB\, Maison des Artistes Bard\, una residenza artistica riconosciuta e sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Valle d’Aosta – Artisti nei territori 2025-2027\, inserita per la prima volta nel 2025 nella mappa nazionale delle residenze teatrali. La MAB nasce come spazio aperto alla ricerca\, all’ascolto e alla trasformazione. Un luogo in cui l’abbandono delle abitudini del quotidiano consente agli artisti e alle artiste di nutrire il mondo con gesti di senso\, visioni nuove e pratiche radicali. \nLa MAB\, nasce nell’ambito del progetto transfrontaliero TransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile\, finanziato nell’ambito del programma Interreg VI-A France – Italia Alcotra per la programmazione 2021-2027\, e che vede come partner i Comuni di Bard (capofila)\, di Avrieux e di Aussois\, e l’Associazione Forte di Bard. La MAB è una residenza per le arti performative\, uno spazio culturale e un albergo\, all’interno dell’ex Hotel Stendhal\, nel cuore del borgo medievale di Bard\, promossa e sostenuta dal Comune di Bard. \nC’è uno spazio sacro in cui si può inventare\, creare\, sentire. Uno spazio in cui rintracciare voci del passato e trasportarle nel futuro parlando al presente. È lo spazio eletto della residenza artistica. La MAB è una casa attraversabile\, generata dalla pratica artistica e dalla visione di Palinodie Compagnia Teatrale. \n  \nIL PROGETTO CURATORIALE TRIENNALE\nLa MAB ai confini del mondo (2025–2027) \nEssere ai confini del mondo non è una condizione marginale\, ma una postura politica e poetica. Il confine è lontano dal centro\, ma vicino ad altri confini. È luogo liminale\, di attraversamento\, di possibilità. \nNel cuore dell’arco alpino\, al confine con Francia e Svizzera\, la Valle d’Aosta si rivela spazio privilegiato di creazione: sensibile alle trasformazioni del presente\, attraversata da flussi internazionali\, capace di amplificare le urgenze contemporanee nel silenzio della montagna. \nLa MAB nasce per ribaltare l’idea di periferia culturale e affermare il territorio decentrato come snodo di sviluppo radicale\, luogo in cui l’innovazione può nascere e risuonare con forza. \n  \nTEMI DI RICERCA\nLa call si inserisce all’interno degli assi curatoriali del progetto triennale: \nDal centro al confine\, dal confine al centro\nLa residenza come attraversamento: geografico\, simbolico\, artistico. Un movimento che porta nuove energie nel territorio e lascia tracce\, relazioni\, eredità. \nLa ricerca dei linguaggi\nLa MAB è uno spazio protetto di ricerca\, in cui il tempo del processo prevale sul tempo della produzione. I linguaggi sono forme\, ma soprattutto ponti tra mondi diversi. \nLe priorità del presente\nConfini\, marginalità\, voci inascoltate\, fragilità sociali e politiche: ciò che è scomodo e urgente trova alla MAB uno spazio di presa in carico e di dialogo. \nLa cura\nIn controcorrente rispetto alla bulimia del fare\, la MAB coltiva pratiche di cura: dei processi artistici\, delle persone\, delle relazioni\, in un’ottica di sostenibilità umana e climatica. \nL’incontro\nLa MAB è una casa attraversabile: luogo di incontro tra artisti\, pubblico\, scuole\, comunità locali e amministrazioni. La relazione è parte integrante del processo creativo. \n  \nOBIETTIVI DELLA CALL\nLa call intende selezionare due progetti di ricerca artistica in fase di sviluppo\, coerenti con la visione di  Palinodie e della MAB e capaci di attivare un dialogo vivo con il territorio e le sue comunità. La residenza non è finalizzata obbligatoriamente alla produzione di uno spettacolo compiuto\, ma alla cura di un processo. \n  \nDESTINATARI/E\nLa call è rivolta alla scena teatrale e della danza professionale\, in ambito nazionale e internazionale\, ed è aperta a: \n\nartiste e artisti singoli\ncompagnie e collettivi\n\noperanti nell’ambito delle arti performative (teatro\, danza\, performance\, pratiche ibride e transdisciplinari) senza limiti di età. Il progetto candidato deve prevedere un minimo di 4 persone coinvolte nell’attraversamento di residenza\, tra i diversi ruoli.  \n  \nPERIODO E DURATA DELLA RESIDENZA\nLa call è volta alla selezione di due progetti\, uno per una residenza nella primavera 2026 e uno per una residenza in programma nell’autunno del 2026\, entrambe sostenute dal MIC e dalla Regione autonoma Valle d’Aosta attraverso il bando Residenze per artisti nei territori.  \n\nPrimo slot: 5-18 marzo 2026\nSecondo slot: novembre 2026 (date da concordare)\nDurata della residenza: 15 giorni consecutivi\n\nLe date definitive saranno concordate con le compagnie selezionate. \n  \nCONDIZIONI DI RESIDENZA\nPalinodie mette a disposizione la MAB – Maison des artistes Bard\, e in particolare: \n\nspazi di lavoro (sala teatrale attrezzata\, sala prove)\nforesteria integrata (alloggio e uso cucina) \nsupporto tecnico e logistico\naccompagnamento artistico\, drammaturgico e/o registico\nmediazione con il territorio e le comunità locali\n\n  \nAlle proposte selezionate sarà riconosciuto un contributo economico di € 3.800\,00. Gli importi sono da intendersi al lordo di imposte\, oneri e tasse. Le spese di vitto e  i costi di viaggio restano a carico dei proponenti.  \n  \nIMPEGNI DEGLI ARTISTI SELEZIONATI\nAgli artisti/alle artiste in residenza sarà richiesto di: \n\nsvolgere integralmente il periodo di residenza\nprevedere momenti di apertura al pubblico (prove aperte\, open studio\, incontri)\npartecipare ad attività di mediazione culturale (scuole\, cittadinanza)\ncollaborare alle attività di documentazione e comunicazione\nfornire il certificato di agibilità per almeno uno dei componenti del gruppo sull’intera durata della residenza\ninserire nei crediti di sostegno di produzione i riferimenti all’attraversamento di residenza\n\n  \nMODALITÀ DI CANDIDATURA\nPer partecipare alla selezione occorre compilare il modulo di candidatura entro le ore 23:59 di venerdì 30 gennaio 2026 caricando i seguenti allegati: \nLa domanda dovrà includere: \n\ndescrizione del progetto di ricerca\nindicazione del periodo di residenza per il quale si applica\ncurriculum / biografia\nmateriali del lavoro se esistenti o di precedenti lavori (link video\, foto\, testi)\neventuale self-tape di presentazione del progetto di max due minuti \neventuali esigenze tecniche\n\n  \nN.B.  \nIl Documento Principale (in PDF) contiene testo e link e deve avere un peso massimo di 2MB. \nLa Cartella “Risorse” contiene immagini\, audio e video collegati\, accessibili tramite link. \n  \nMODALITÀ DI SELEZIONE\nLe candidature saranno valutate dalla direzione artistica della MAB – Maison des Artistes Bard curata da Stefania Tagliaferri e Verdiana Vono per Palinodie Compagnia Teatrale. \nCriteri di valutazione: \n\ncoerenza con il progetto curatoriale\nqualità e originalità della ricerca\nattenzione al processo e alla relazione con il territorio\nsostenibilità artistica del progetto\n\nPotranno essere previsti colloqui di approfondimento. \n  \nCALENDARIO\n\nPubblicazione della call: 13 gennaio 2026\nScadenza candidature: 30 gennaio 2026\nL’esito sarà comunicato direttamente alle compagnie selezionate entro il 9 febbraio 2026 e successivamente sarà data pubblicazione sul sito internet e sui canali social della MAB – Maison des Artistes Bard. \n\n  \nLUOGHI\nMAB – Maison des Artistes Bard\, Piazza Cavour 3\, Bard (AO) \n  \nCONTATTI\nPalinodie Compagnia Teatrale ETS \nMailto: residenze@maisondesartistesbard.it \nSito: www.maisondesartistesbard.it \n\n  \n  \nMAB TO THE ENDS OF THE WORLD\nOPEN CALL – ARTISTIC RESIDENCY\n  \nApplication Form \n  \nINTRODUCTION\nTo the ends of the World is an open call promoted by PALINODIE Theatre Company\, active since 2012\, and directed by Stefania Tagliaferri and Verdiana Vono. Supported by the Autonomous Region of Valle d’Aosta\, Palinodie has established itself as a cultural enterprise with a strong vocation for artistic experimentation\, contemporary dramaturgy\, and local development. \nSince March 2025\, Palinodie has been curating a new theatrical centre: MAB – Maison des Artistes Bard\, an artistic residency recognised and supported by the Italian Ministry of Culture and the Autonomous Region of Valle d’Aosta through the programme Artists in the Territories 2025–2027. In 2025\, MAB was included for the first time in the national map of theatrical residencies. MAB was conceived as a space open to research\, listening\, and transformation: a place where stepping away from everyday habits allows artists to nourish the world with meaningful gestures\, new visions\, and radical practices. \nMAB was developed within the cross-border project TransiT – Transition towards Sustainable Cultural Tourism\, funded by the Interreg VI-A France–Italy ALCOTRA Programme 2021–2027\, involving the municipalities of Bard (lead partner)\, Avrieux and Aussois\, and the Forte di Bard Association. MAB is a residency for the performing arts\, a cultural space and a guesthouse\, located in the former Hotel Stendhal in the heart of the medieval village of Bard\, and promoted and supported by the Municipality of Bard. \nThere is a sacred space where one can invent\, create\, and feel. A space where voices from the past can be traced and carried into the future while speaking to the present. This is the chosen space of the artistic residency. MAB is a house to be crossed through\, generated by artistic practice and by the vision of Palinodie Theatre Company.  \n  \nTHE THREE-YEAR CURATORIAL PROJECT\nMAB to the ends of the world (2025–2027) \nBeing to the ends of the world  is not a marginal condition\, but a political and poetic stance. The edge is far from the centre\, yet close to other edges. It is a liminal place: a site of passage\, transition\, and possibility. \nIn the heart of the Alpine arc\, on the border between France and Switzerland\, Valle d’Aosta reveals itself as a privileged space for creation: sensitive to the transformations of the present\, crossed by international flows\, and capable of amplifying contemporary urgencies within the silence of the mountains. \nMAB was created to overturn the idea of cultural periphery and to affirm decentralised territories as hubs of radical development—places where innovation can emerge and resonate powerfully. \n  \nRESEARCH THEMES\nThe call is part of the curatorial axes of the three-year project. \nFrom the Centre to the Edge\, from the Edge to the Centre\nResidency as a geographical\, symbolic\, artistic crossing. A movement that brings new energies into the territory and leaves traces\, relationships\, and legacies. \nResearch into Languages\nMAB is a protected space for research\, where the time of process prevails over the time of production. Languages are forms\, but above all bridges between different worlds. \nThe Urgencies of the Present\nBorders\, marginality\, unheard voices\, social and political fragilities: what is uncomfortable and urgent finds at MAB a space for responsibility and dialogue. \nCare\nIn counterpoint to the compulsive drive to produce and consume\, MAB cultivates practices of care for artistic creation\, for people\, and for relationships\, within a framework of human and climate sustainability. \nEncounter\nMAB is a house to be crossed: a place of encounter between artists\, audiences\, schools\, local communities\, and institutions. Relationship is an integral part of the creative process. \n  \n  \nOBJECTIVES OF THE CALL\nThe call aims to select two artistic research projects currently in development\, coherent with the vision of Palinodie and MAB\, and capable of activating a living dialogue with the territory and its communities. \nThe residency is not necessarily aimed at the production of a finished performance\, but at the care and development of a process. \n  \nELIGIBILITY\nThe call is addressed to the professional theatre and dance scene at national and international level and is open to: \n\nindividual artists\ncompanies and collectives\n\nworking in the field of performing arts (theatre\, dance\, performance\, hybrid and transdisciplinary practices)\, with no age limits. \nThe proposed project must involve a minimum of four people participating in the residency\, across different roles. \n  \n  \nRESIDENCY PERIOD AND DURATION\nThe call will select two projects: \n\none for a residency in Spring 2026\none for a residency in Autumn 2026\n\nBoth residencies are supported by the Italian Ministry of Culture and the Autonomous Region of Valle d’Aosta through the programme Residencies for Artists in the Territories. \n\nFirst slot: 5–18 March 2026\nSecond slot: November 2026 (dates to be agreed)\nDuration: 15 consecutive days\n\nFinal dates will be agreed with the selected companies. \n  \n  \nRESIDENCY CONDITIONS\nPalinodie provides access to MAB – Maison des Artistes Bard\, including: \n\nworking spaces (fully equipped theatre hall\, rehearsal room)\nintegrated guesthouse (accommodation and kitchen use)\ntechnical and logistical support\nartistic\, dramaturgical and/or directorial mentoring\nmediation with the territory and local communities\n\nSelected projects will receive a financial contribution of €3\,800.00 gross\, inclusive of all taxes and charges.\nMeals and travel expenses are at the responsibility of the applicants. \n  \n  \nCOMMITMENTS OF THE SELECTED ARTISTS\nSelected artists will be required to: \n\nfully carry out the residency period\nplan moments of public sharing (open rehearsals\, open studios\, meetings)\nparticipate in cultural mediation activities (schools\, citizens)\ncollaborate in documentation and communication activities\nprovide a valid agibilità certificate for at least one member of the group for the entire residency period\ninclude references to the residency within the production support credits\n\n\nAPPLICATION PROCEDURE\nTo apply\, candidates must complete the application form by 11:59 PM on Friday\, 30 January 2026\, uploading the following materials: \n\ndescription of the research project\nindication of the residency period applied for\nCV / biography\nwork materials\, if available\, or documentation of previous works (video links\, photos\, texts)\noptional self-tape presenting the project (max. 2 minutes)\nany technical requirements\n\n  \nPlease note: \n\nThe Main Document (PDF) must include text and links and must not exceed 2MB.\nThe “Resources” folder must contain images\, audio\, and video accessible via links.\n\n\n  \nSELECTION PROCESS\nApplications will be evaluated by the Artistic Direction of MAB – Maison des Artistes Bard\, curated by Stefania Tagliaferri and Verdiana Vono for Palinodie Theatre Company. \nEvaluation criteria: \n\ncoherence with the curatorial project\nquality and originality of the research\nattention to process and relationship with the territory\nartistic sustainability of the project\n\nInterviews may be conducted if necessary. \n  \n  \nTIMELINE\n\nCall publication: 13 January 2026\nApplication deadline: 30 January 2026\nResults will be communicated directly to the selected companies by 9 February 2026 and subsequently published on the MAB – Maison des Artistes Bard website and social media channels.\n\n\n  \nLOCATION\nMAB – Maison des Artistes Bard\nPiazza Cavour 3\, Bard (AO)\, Italy \n  \n  \nCONTACTS\nPalinodie Theatre Company ETS\nEmail: residenze@maisondesartistesbard.it\nWebsite: www.maisondesartistesbard.it \n  \n  \nCompila il form / Apply\nScarica il bando / Download the call
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SUMMARY:L'Atto Sospeso - restituzione pubblica
DESCRIPTION:Sabato 24 gennaio alle ore 18:30 alla Maison des Artistes Bard\, Emilia Verginelli presenta il primo studio dello spettacolo L’Atto sospeso. \nL’Atto Sospeso nasce da una domanda semplice e radicale: cosa accade quando l’eroe si ferma? Quando l’azione si interrompe e lascia spazio all’esitazione\, al dubbio\, al pensiero? \nVieni a conoscere il nuovo lavoro dell’autrice e performer di Roma\, in residenza alla MAB dal 9 al 25 gennaio. \n  \nSabato 24 gennaio\, ore 18:00 \nMaison des Artistes Bard\, Piazza Cavour 3 Bard (AO) \nIngresso libero \n  \nEmilia Verginelli nasce a Roma e si diploma negli Stati Uniti. Per la sua formazione teatrale studia con Ragnar Freidank\, Declan Donnellan\, Fabrice Murgia\, Natalie Beasse\, Thomas Ostermeier\, Daria Deflorian\, Lucia Calamaro\, Fanny e Alexander. \nDal 2004 lavora nel cinema diretta tra gli altri da Carlos Saura\, Asia Argento\, Paolo Virzì\, Daniele Lucchetti e in serie televisive come Squadra Antimafia. \nNel 2011 diventa membro della compagnia Sud Costa Occidentale di Emma Dante. Il suo debutto alla regia è nel 2019 con Il Mondo Cielo\, drammaturgia di Costanza Pannacci\, all’interno della rassegna Scritture ideata da Lucia Calamaro\, prodotta dal Teatro di Roma – Teatro Nazionale. \n  \nInfo: 338 2290726 // info@maisondesartistesbard.it \n____\ncon il contributo di Regione Valle d’Aosta e del Ministero della Cultura – Artisti nei territori 2025-2027 e grazie al progetto transfrontaliero TransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile\, finanziato nell’ambito del programma Interreg VI-A France – Italia Alcotra per la programmazione 2021-2027.
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SUMMARY:Masterclass di drammaturgia con Monica Capuani
DESCRIPTION:Dal 25 al  29 gennaio 2026 si svolgerà alla MAB una masterclass per attori/attrici\, drammaturghə e registə sulle nuove scritture in lingua inglese a partire dai grandi maestri della contemporaneità\, a cura di Monica Capuani. La Masterclass si inserisce all’interno del ciclo di formazione OTTIME MAESTRE della MAB – Maison des Artistes Bard. \nLe persone interessate a partecipare possono scrivere una mail a info@maisondesartistesbard.it \nLa presentazione e proposta di lavoro\nLa grande lezione della drammaturgia contemporanea anglosassone e americana. \nDopo la felice esperienza di “Insalata mist(ic)a”\, il workshop tenuto a Venezia come Maestro alla Biennale Teatro 2019\, diretta da Antonio Latella\, seguita da altri due suoi laboratori a Venezia nel 2021 e 2023\, durante la direzione di Ricci e Forte\, Monica Capuani ha avviato un’intensa e variegata attività laboratoriale per trasmettere la conoscenza della drammaturgia contemporanea che da venticinque anni cerca\, traduce e promuove.  \nIl workshop verte sull’esplorazione delle nuove drammaturgie britanniche e americane\, a partire dai grandi maestri di inizio Novecento fino ad arrivare alle voci più recenti e originali della scena britannica\, americana\, canadese e australiana\, con un’attenzione particolare alla lingua\, alle strutture e ai temi che i loro testi affrontano.  \nMonica Capuani fornirà qualche cenno di storia di queste drammaturgie e del metodo che chi scrive per il teatro si trova a utilizzare in questi paesi. Si parlerà di un nutrito numero di drammaturghi che verranno introdotti e inquadrati nel contesto della loro produzione. Il cuore del laboratorio sarà la scoperta vera e propria di questi testi attraverso un’ampia scelta di scene selezionate da molti dei 165 testi teatrali che Monica Capuani ha tradotto fino ad oggi. Ai partecipanti sarà chiesto di leggerle a prima vista\, di porsi rispetto alla scrittura e alla traduzione in maniera critica\, come in una prova a tavolino\, e di analizzarle cercando di coglierne i temi\, le ragioni\, le motivazioni.  \n  \nMonica Capuani\nMonica Capuani è una dramaturg\, giornalista e traduttrice con una carriera teatrale di primo piano\, riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Formata tra il Liceo classico Virgilio e l’Università La Sapienza di Roma\, dove si è laureata in Letteratura italiana con una tesi su Boccaccio\, ha affiancato fin dagli esordi al giornalismo culturale un’intensa attività di traduzione letteraria e teatrale. \nLa passione per il teatro nasce precocemente e si consolida già dall’adolescenza\, quando vince per tre volte il concorso di critica teatrale dell’ETI e viene seguita dal critico Tommaso Chiaretti. Nel tempo\, lo sguardo critico si trasforma in un lavoro sempre più diretto sulla scena: Capuani diventa una delle principali traduttrici e mediatrici della drammaturgia contemporanea internazionale in Italia\, con oltre 185 testi teatrali tradotti. \nProfondamente legata alla scena britannica\, tra il 2017 e il 2019 ha ideato e curato Contemporary\, un ciclo di incontri tra artisti italiani e inglesi presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra\, e nel 2018 è stata direttrice artistica della prima edizione dell’Italian Theatre Festival al Printroom at the Coronet di Londra. \nAlla Biennale Teatro di Venezia è stata invitata dal direttore artistico Antonio Latella a tenere workshop di Traduzione per il Teatro nel 2019\, 2021 e 2023\, avviando un’intensa attività laboratoriale dedicata alle nuove drammaturgie. Parallelamente svolge un’importante attività didattica: insegna Traduzione per il Teatro alla Scuola Holden di Torino e\, dal 2025\, è docente alla Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale\, diretta da Leonardo Lidi. \nHa tradotto e contribuito alla creazione di numerosi spettacoli di grande rilievo\, collaborando con alcuni dei principali registi e interpreti della scena italiana contemporanea\, tra cui Luca Zingaretti\, Sonia Bergamasco\, Vinicio Marchioni\, Filippo Timi\, Valerio Binasco e numerosi teatri nazionali e internazionali. Il suo lavoro si distingue per la capacità di coniugare rigore filologico\, sensibilità scenica e una profonda attenzione al teatro come rito civile e spazio di riflessione collettiva. \nI costi\nCosto formazione + camera doppia: 190\,00 €\nCosto formazione + camera singola: 250\,00 €\nSolo formazione senza residenzialità: 140\,00 €\nChi partecipa alla masterclass avrà disponibilità dell’uso cucina. I pasti e la spesa non sono coperti dalla quota di iscrizione. Possibilità di ingresso in struttura il 24 gennaio e di uscita il 30 gennaio.  \nModalità di partecipazione\nPer partecipare inviare un CV artistico e lettera motivazionale a info@maisondesartistesbard.it. \n 
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SUMMARY:Atlante. Oggi splende il sol
DESCRIPTION:Dal 23 al 28 febbraio la compagnia Palinodie sarà in residenza artistica alla MAB per la creazione del nuovo spettacolo ATLANTE.\n \nUn lavoro corale che esplora il rapporto umano con la paura – da emozione primaria di sopravvivenza a strumento politico – e indaga il confine tra privato e collettivo\, realtà e percezione. \n\n\nSpettacolo selezionato per la stagione 25/26 della Saison Culturelle \n\n\nSinossi \n\n\n\nIn un aeroporto delle figure aspettano\, partono\, sono di passaggio. Stanno tornando a casa da un viaggio\, hanno in mano il biglietto che le porterà verso una vita migliore. Nei loro bagagli a mano ci sono le storie – a volte inconfessabili – che li hanno portati fino a qui. Fuori il mondo non ascolta. Va avanti\, schiaccia e travolge chi non riesce a ritagliarsi un’isola felice. Sono una poeta\, una hostess\, un cuoco\, un cantastorie con la chitarra sempre in spalla e un personaggio che sembra davvero il cattivo della storia. \nIl lavoro indaga il rapporto umano con la paura\, da emozione primaria di sopravvivenza\, a strategia politica. Il contenuto dello spettacolo si muove tra privato e pubblico\, tra soggetto e collettività. Dalla disarticolazione delle informazioni e dalla complessità della verifica delle fonti prende spunto\, per individuare un moto di conoscenza diverso. L’aeroporto Atlante è uno spazio di transito\, un paradiso contemporaneo. Gli aeroporti sono spesso le espressioni architettoniche più straordinarie di una città\, ma che cosa si cela dietro la perfezione della linea? \n\n\n\n  \nCrediti \nprogetto drammaturgico Verdiana Vono\nregia Stefania Tagliaferri\nconsulenza in scena e fuori scena Andrea Santantonio\ncon Nadia Casamassima\, Andrea Cazzato\, Silvia Pietta\, Verdiana Vono\ncontributi di Alberto Zanin\nuna produzione Palinodie\nin coproduzione con IAC – Centro Arti Integrate di Matera\nFoto di Giorgio Prodoti \n  \nPalinodie è una compagnia di teatro contemporaneo fondata ad Aosta nel 2012 e co-diretta da Stefania Tagliaferri\, regista diplomata alla Paolo Grassi\, e da Verdiana Vono\, dramaturg formatasi a Ert – Emilia Romagna Teatro. Tra i riconoscimenti più recenti il premio Scenario Adolescenza per Tinta di Vono e Cicconi\, il sostegno Siae Per chi Crea per la produzione di Alle mie figlie di Tagliaferri e Vono\, la selezione per La/s Escritura/s de La/s Diferencias del testo Brucia il Mito di Vono. \nAlla produzione degli spettacoli\, Palinodie affianca azioni di programmazione con l’intento di nutrire il discorso teatrale e lo sviluppo territoriale\, come la rassegna Prove Generali – Il teatro va in montagna (a Morgex da 2017) e il Festival Aosta Città Diffusa (dal 2021)\, collaborando con le principali istituzioni pubbliche valdostane e con enti privati\, tra i quali Fondazione Natalino Sapegno e Compagnia di San Paolo. \nPalinodie è ETS riconosciuta e finanziata dalla Regione Valle d’Aosta e da marzo 2025 ha in gestione la MAB – Maison des Artistes Bard\, innovativo centro di residenza\, primo stabile in Valle d’Aosta. A livello nazionale fa parte di Cresco\, di Risonanze (nel direttivo)\, di Illumina Rete Nazionale per la parità di genere nelle arti performative e in Borderlands. È nella co-progettazione di Plus Aosta e del Teatro Giacosa.
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SUMMARY:Lettera Aperta - residenza selezionata dalla call
DESCRIPTION:Dal 3 al 17 marzo la MAB ospita la residenza artistica di Frani Dibiase e Roberto Leandro Pau con il lavoro Lettera Aperta \n\n\nResidenza selezionata attraverso la call “MAB – Ai confini del Mondo 2026” \n  \n\n\nSinossi \n\n\nLETTERA APERTA è una performance che esplora il rapporto vivo tra movimento e scrittura attraverso l’intreccio di forma epistolare\, vocalità e ricerca coreografica.LETTERA APERTA è posizionamento\, urgenza di gioia\, volontà di reimparare ad incontrare.\nLETTERA APERTA è uno spazio pronto a far esistere altri modi di relazionarsi.\nLETTERA APERTA è un augurio di presenza\, scritto con l’intento di riappropriarsi della facoltà di scelta. Soggettività incomprimibili abbandonano posture riconoscibili sottraendo spazio al normativo.\nLETTERA APERTA è la gioia nel nominare\, nel riappropriarsi delle parole\, togliere loro patine ossidate in eoni di uso intenzionalmente improprio. \nLETTERA APERTA è una performance che nasce dalla necessità di allenarci a incontrare la gioia\, di scovarla\,\ndifenderla\, alimentarla. I pretesti sono la scrittura di lettere e il movimento. In scena un bacio e un abbraccio. La\nriconoscibilità di queste figure è instabile; l’abbraccio trasmuta in organismo multiforme\, vocalizzando frammenti\ndi lettere a voce nuda; il bacio diventa dispositivo sonoro: le bocche cantano una nell’altra generando una\ndiplofonia. LETTERA APERTA si costruisce drammaturgicamente sulla relazione tra queste due figure e le loro\ntrasformazioni: per gli spettatori si dispiega\, attraverso un linguaggio corporeo immediato\, una danza frastagliata\nche dà vita a una partitura sonora che costruisce tempo e atmosfera. La lettura delle lettere non è didascalica: è\ncorpo sonico\, vibrazione che increspa la quiete\, attraversa i corpi\, innescando una nuova dimensione percettiva.\nLa coreografia si costruisce nel continuo assestamento tra ascolto\, slittamenti e interazioni. \n\n\n  \nCrediti \ndi Frani Dibiase e Roberto Leandro Pau\ncon Tulls Primultini\, Roberto Leandro Pau\, Frani Dibiase e Claudia Veronesi\ndramaturg Tulls Primultini\ntesti Frani Dibiase e Claudia Veronesi\ndisegni e grafica Simone Marchetti\namministrazione e organizzazione Giusy Guadagno / Extragarbo\nil progetto prende forma all’interno di Fabulamundi Playwriting Europe New Voices co-finanziato\ndall’Unione Europea e si presenta in forma di studio dopo un periodo di residenza all’interno del\nfestival Short Theatre 2025.\ncon il sostegno di Corniolo Art Platform\, IterCulture\, Viagrande Studi \n  \nFrani Dibiase è autrice e danzatrice. Il suo lavoro si concentra sulla traduzione di segnali espressi attraverso movimento\, testo e voce. Partendo da sé in senso femminista\, la sua ricerca è rivolta alla creazione di un ascolto sottile che apra la possibilità di scivolare insieme in una dimensione energetica condivisa. In alleanza con Ida Malfatti crea le performance Elettrica\, CCC. Attualmente lavora alla sua ultima creazione Animala prototipa\, aperta in forma di studio presso BASE (MI). Dal 2022 è parte del gruppo dormi|veglia insieme a Zoe Francia Lamattina\, Ida Malfatti e Chiara Cecconello. È danzatrice in Pastorale di Daniele Ninarello e sua assistente. È performer in FRAGOLESANGUE di Monica Francia\, Ida Malfatti e Zoe Francia Lamattina. \n  \nRoberto Leandro Pau (2001)\, performer. Tramite il movimento\, interroga il mistero della presenza\, nella sua peculiarità generativa. Ha preso parte alla creazione e messa in scena de La Vaga Grazia di Eva Geatti. Studia partecipando a diversi seminari e laboratori tenuti anche da Cristina Kristal Rizzo\, Claudia Castellucci e Giovanni Campo. Attualmente è performer in FRAGOLESANGUE di Monica Francia\, Ida Malfatti e Zoe Francia Lamattina.
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SUMMARY:L'Atto Poetico di Palinodie per il primo anno della MAB
DESCRIPTION:Domenica 8 marzo la Maison des Artistes Bard ha spento la sua prima candelina. Durante la serata\, molto sentita e partecipata (grazie!)\, si sono alternati laboratori artistici\, momenti istituzionali\, musica\, e brindisi. La compagnia teatrale Palinodie ha curato un Atto poetico dedicato alla MAB\, di cui pubblichiamo il testo integrale. (In fondo all’articolo puoi vedere la gallery fotografica dell’evento). Buona lettura! \n  \n \n  \nIl primo compleanno della MAB\novvero\nQuello che ci vuole per fare una residenza artistica \nQuesto testo\, scritto da Verdiana Vono e Stefania Tagliaferri\, è stato l’atto poetico a più voci pronunciato dalla compagnia teatrale Palinodie in occasione della celebrazione del primo compleanno della MAB\, l’8 marzo 2026\, all’interno del teatro che da un anno ospita artiste e artisti che con il loro fare rendono il mondo un posto più simile a come desideriamo che questo nostro mondo sia. \n \nOggi festeggiamo il primo compleanno della MAB e non potremmo essere più felici. Abbiamo pensato di radunarci in teatro\, nel cuore della MAB\, e fare un viaggio a ritroso per ripercorrere quest’anno. \nNell’interrogarci sul come e sul cosa condividere di questo anno che ci ha sorpreso e ci ha tolto il fiato\, abbiamo deciso che la scelta migliore sarebbe stata una formula magica. Una formula magica a più voci per questo atto poetico collettivo. \n  \nBisogna sapere che come tutte le formule magiche anche la nostra si ripeterà sempre uguale\, anche se un po’ di diversa. E la formula magica di questa sera è: per fare una residenza artistica ci vuole… \nChe cosa? \nPer fare una residenza artistica ci vuole uno spazio. \nNel nostro caso uno spazio pieno di storia\, l’Ospizio de Jordanis. Fondato nel 1425 dai fratelli Andrea e Antonio\, nobili de Jordanis\, di cui oggi non rimane traccia. In epoca Napoleonica\, quando i soldati dovettero abbandonare il forte che stava per essere raso al suolo\, l’Ospizio fu trasformato in corpo di guardia. Un incendio del deposito delle polveri\, avvenuto nel luglio del 1800\, provocò danni talmente ingenti da richiedere la ricostruzione dell’intero fabbricato\, ultimata nel 1830. A quell’epoca il Comune di Bard\, divenuto proprietario del palazzo\, lo destinò ad abitazioni private\, scuole e alla sede del municipio\, funzione che assolse sino all’anno 2002. Poi fu albergo\, poi fu chiuso finché non si decise di ristrutturarlo e renderlo una residenza artistica. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole una comunità. \nLe Persone\, servono le persone. Perché ci dobbiamo incontrare da qualche parte nel mondo no? Le persone attivano scambi\, riflessioni\, modi di essere. Partecipano\, parlano\, pensano. Le persone muovono scambi ed energie. È vero che a volte ci piace stare in spazi isolati e solitari\, ma quanto è bello invece incontrarsi tra persone\, scambiarsi parole\, emozioni. Persone che parlano\, cantano\, ridono\, scherzano\, persone che ballano e fanno rumore. \n \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole un gruppo. Di professioniste e di professionisti\, che mettano le loro energie\, le loro competenze e le loro idee quotidianamente dentro al progetto. \nPer fare una residenza artistica ci vuole una visione. \nCredere che un borgo possa essere un luogo da attraversare per chi decide di fare della creazione artistica la sua vita. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole cura. Serve un’attenzione particolare alle persone e ai loro desideri\, affinché il periodo di residenza possa rappresentare un’occasione in cui la concentrazione si trasforma in creazione. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole tempo. Serve tempo\, perché la residenza artistica sta al di fuori delle logiche che corrono\, richiede tanto tempo per chi la attraversa e tanto tempo per chi la gestisce. Darsi tempo\, dare tempo. La residenza artistica è come un campo\, è un luogo in cui si coltivano idee\, rapporti\, relazioni e proprio come un campo bisogna assecondarne il tempo. \n \n  \nPer fare una residenza artistica ci vogliono risorse economiche. Certe e costanti. Il progetto nasce dall’investimento del comune di Bard\, dalle risorse del progetto Interreg Transit e dalla capacità di Palinodie di rendere la MAB la prima residenza artistica riconosciuta in Valle d’Aosta dal Ministero della Cultura e dalle Regione Autonoma Valle d’Aosta attraverso il programma “Artisti nei territori”. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole amore\, ogni cosa per riuscire a sprigionare le sue migliori capacità ha bisogno di essere amata. Lo sguardo che si sceglie di dare a una persona ne modifica i suoi comportamenti. Così è anche per gli spazi e i luoghi. Pensare che anche un luogo abbia bisogno di amore ci mette in una condizione di apertura e di tensione alla bellezza. Ci porta alla comprensione. \nCome quando ci si innamora no? È quella fase della relazione in cui si ha voglia di capire l’altra persona\, di scoprire come mai si comporta in un modo e non in un altro. Abbiamo una predisposizione a interrogarci quando siamo nella condizione dell’innamoramento. Allora\, per fare una residenza artistica ci vuole amore\, ma c’è anche bisogno di innamorarsi. Di capire. Di entrare in quel contatto profondo\, non sempre logico e razionale\, con quello che accade. D’altronde si sa\, l’atto creativo non sempre è comprensibile con le logiche della mente. Per le persone che fanno un lavoro artistico è importante sapere che si può anche non farsi capire\, a volte. \n  \n \nPer fare una residenza artista ci vuole un teatro\, come il nostro. Perché i teatri sono i posti in cui ci si rispecchia. Ci si riconosce umani. I teatri portano cultura\, portano apertura sul presente\, portano molte domande e lo fanno attraverso dei corpi vivi che vivono davanti a te\, insieme a te. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vuole la libertà. Libertà è un concetto bellissimo\, per una parola bellissima. Provate a chiudere un attimo gli occhi. A respirare. A sentire come sta il vostro corpo nel momento in cui gli dite che è libero. Libero di fare quello che desidera\, di andare in un posto in cui ha voglia\, di mangiare una cosa che gli piace\, di prendersi una pausa\, di dormire\, di sognare. Libero di sbagliare\, di fallire\, di non riuscire. Libero di provare\, di scherzare. Libero di realizzare quel progetto che ama tanto. Ecco\, la residenza artistica è un posto che custodisce e coltiva la libertà di sperimentare\, di cercare. Di trovare parole\, gesti e immagini che traducono pensieri. \n  \nPer fare una residenza artistica ci vogliono gli incontri giusti. \nE poi ci vuole memoria. La capacità di tenere traccia delle testimonianze di chi è passato da qui\, eccone alcune: \n  \n  \nCarissima MAB ti scrivo\,  \nstare qui è stata un’occasione preziosa di confronto e benessere professionale e il luogo e chi lo cura sono stati decisivi perché ci fossero tutte le condizioni perché ciò potesse avvenire. Momenti così restituiscono senso al proprio percorso professionale\, soste che consentono di rilanciare\, correggere\, proseguire felici. \n  \nPenso all’aria fresca che ci scompigliava i capelli nelle pause dal lavoro\, penso alla cura con cui siamo stati accolte al nostro arrivo e accompagnate durante i giorni seguenti\, penso allo sguardo che si è potuto lanciare lontano\, in alto sulle montagne\, in basso verso il ruscello\, penso al nitore degli spazi interni che hanno custodito i nostri dialoghi\, penso ad un brindisi ai tavolini di un bar\, alle persone ritrovate\, alle nuove conoscenze\, alle scoperte inattese. \n  \nIl dialogo con il gruppo delle artiste di Bard è stato prezioso: uno scambio vivo\, generoso\, che ha allargato il nostro sguardo e ha dato al percorso una profondità umana oltre che artistica.  È questo\, per me\, il senso più profondo di una residenza: creare le condizioni perché un gruppo si riconosca tale. Offrire uno spazio protetto ma esigente\, in cui il tempo diventa alleato e non nemico. \n  \nCara MAB\, siamo in viaggio. Arriviamo quasi a destinazione. Il cartello dice: BARD. La stradina per entrare nel borgo ci è sembrata un po’ stretta per la nostra macchina\, ma Diana al telefono ci ha detto “salite da lì” e a quel punto non è che potessimo pensare di tornare indietro. Siamo arrivati su in cima\, sotto l’ombra della roccia del Castello che si mescolava con il cielo blu scuro della notte di montagna.  \nLa mattina dopo\, con la luce del sole\, tutta la MAB ha preso forma davanti ai nostri occhi. La sala della colazione – tutto un brulicare di artisti\, partecipanti ai laboratori\, cornetti e formaggi\, caffè fumanti. Che bello svegliarsi e sapere che in questo posto\, oggi\, ci saranno tanti modi di fare teatro\, un mondo accogliente. Perfetto. \n  \nMi sono ritrovata in uno di quei luoghi speciali che permettono agli artisti di condurre una vera e propria ricerca. Qualcosa di molto raro nella società contemporanea e nel sistema teatrale. La location permette di concentrarsi sul lavoro\, immergendoti in un panorama che abbraccia lo spirito. Nessuna ansia quotidiana\, nessuna corsa per raggiungere qualche effimero obbiettivo\, nessuna pressione. Un recupero attivo dell’umanesimo. L’esperienza alla MAB mi ha sinceramente rigenerata. Terra fertile perché nascano nuove idee e nuove strade per costruire bellezza. E Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di bellezza oggi! \n  \nCare tutte voi\, anime di MAB\,\nvi scriviamo per raccontarvi della nostra bellissima esperienza lassù a Bard con voi\, che certamente non volerà via\, sfocandosi nel nulla\, ma che porteremo ancora a lungo con noi. MAB è un nome collettivo\, ma anche un luogo fatto da persone e artiste che ci hanno accolto e accompagnato tutto il tempo. \n \nE dopo questa carrellata di voci\, ritorniamo alla nostra formula magica.  \nPer fare una residenza artistica ci vuole una data di nascita e ci vuole un nome. \nLa MAB ha aperto le sue porte l’anno scorso\, 8 marzo 2025. Giornata internazionale della donna nata per manifestare la necessità del pieno raggiungimento dei diritti delle donne e della pace internazionale. \nQueste parole che animano questa ricorrenza\, ancora di più oggi sentiamo il bisogno di farle risuonare ovunque e in ogni fibra della nostra azione. \nLa MAB si chiama MAB perché è la Maison des Artiste di Bard\, ma anche perché è la regina Mab. Di lei parla Mercuzio\, in Romeo e Giulietta: \n  \n“Vedo che la Regina Mab è venuta a trovarti\, lei\, è la levatrice delle fate\, e viene\, non più grande d’un’agata\, tirata da un equipaggio d’invisibili creature fin sul naso di chi giace addormentato. All’improvviso\, è sempre lei che gli fa risuonare il tamburo nell’orecchio\, svegliandoli di colpo\, e aprono l’occhio\, impauriti\, bestemmiano una preghiera o due\, e\, assonnati\, ricadono addormentati. Ed è sempre Mab che di notte intreccia le criniere dei cavalli e sul suo piccolo cocchio\, notte dopo notte\, galoppa nelle menti degli amanti riempendole di sogni amorosi”. \n  \nE infine\, ecco l’ultimo ingrediente. Per fare una residenza artistica ci vuole orgoglio. \nL’orgoglio di sapere che si sta facendo qualcosa di unico\, di potente\, di complicato\, di utile e di bello. Quando si fanno le cose in cui si crede\, le cose sognate\, è importante averne orgoglio\, quindi ci serve un po’ di orgoglio collettivo. E quale modo migliore di esprimerlo se non\, come si fa a teatro\, attraverso un applauso? \n  \n \nLa riproduzione e diritti sono riservati. \n  \n            \nph Roberto Roux
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SUMMARY:La MAB compie un anno e fa una festa
DESCRIPTION:La Maison des Artistes Bard compie un anno.Un anno di residenze\, creazione\, ricerca e incontri. Per festeggiare questo primo traguardo vi invitiamo a condividere un pomeriggio e una serata di pratiche artistiche\, convivialità e musica. \nIngresso gratuito.Prenotazione consigliata: 338 229 0726 \n\nProgramma\n\n\n\n\ndalle ore 16\n Laboratorio di performance con la compagnia residente Frani Dibiase – Roberto Leandro PauUn laboratorio che esplora il linguaggio performativo come strumento di relazione con l’altro da sé\, attraverso pratiche collettive e individuali che mettono in gioco il movimento e la scrittura. \nWorkshop di stampa a mano e collage con Carolina Grosa\nL’illustratrice valdostana propone un laboratorio creativo per sperimentare le tecniche della stampa a mano e del collage. \n\nAtto poetico a cura di Palinodie compagnia teatrale \n\nDalle ore 18.30\nBrindisiUn momento conviviale per incontrarsi\, raccontare questo primo anno di attività e brindare insieme. \nDJ set di santapazienzaLa festa continua con musica e atmosfera informale negli spazi della MAB. \n\nUn anno di MAB\nIn questo primo anno la Maison des Artistes Bard si è affermata come luogo di ricerca e produzione artistica\, ma soprattutto come spazio di relazione. Un presidio culturale vivo\, dove la creazione incontra il territorio\, dove gli artisti trovano tempo e condizioni per sviluppare il proprio lavoro\, e dove il pubblico può avvicinarsi ai processi creativi in modo diretto e partecipato. \nFesteggiare questo compleanno significa riconoscere il valore di uno spazio che genera comunità attraverso l’arte e guardare con fiducia ai progetti futuri. Vi aspettiamo per celebrare insieme questo primo anno e dare inizio al prossimo!
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SUMMARY:La MAB alla fiera Fa' la cosa giusta!
DESCRIPTION:Dal 13 al 15 marzo la MAB partecipa con lo stand di TransiT a “Fa’ la cosa giusta!”\, la Fiera nazionale che si svolge a Rho (MI) sul consumo critico e sugli stili di vita sostenibili. \n\n\nTransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile “esce” dalle regioni alpine e si affaccia su un grande palcoscenico nazionale. Il progetto transfrontaliero\, finanziato nell’ambito del programma Interreg VI-A France – Italia Alcotra per la programmazione 2021-2027\, parteciperà infatti a “Fa’ la cosa giusta!” dal 13 al 15 marzo. Il progetto coinvolge\, oltre al Comune di Bard in qualità di capofila del progetto\, il Forte di Bard e i comuni francesi di Avrieux e Aussois. \nLa Fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili\, che si tiene a Fiera Milano – Rho\, è giunta alla sua ventiduesima edizione: nata nel 2004 grazie alla casa editrice Terre di mezzo\, promuove buone pratiche di consumo e produzione abbracciando tanti ambiti\, dai diritti all’ambiente\, dalla cultura al turismo\, dall’economia all’alimentazione\, e molto altro\, attirando ogni anno più di 50.000 visitatori. \nTre giorni con centinaia di incontri\, workshop\, relatori ed espositori. Tra questi ultimi c’è anche TransiT\, che sarà presente con lo stand D18 nel Padiglione 16 in cui presenterà la sua attività\, in particolare la programmazione culturale transfrontaliera 2026\, la MAB – Maison des Artistes Bard\, gli eventi in terra francese e tutte le declinazioni del progetto.
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SUMMARY:Zazà con la banda in testa - residenza di creazione
DESCRIPTION:Dal 16 al 22 marzo la MAB ospita la residenza artistica di Roberta Lidia de Stefano con il lavoro Zazà con la banda in testa \n\n\n\n\nSinossi\nZazà con la banda in testa è un progetto teatrale ibrido dove parola e musica si intrecciano in un dispositivo scenico essenziale e potente. Ispirato alla figura artistica di Gabriella Ferri\, lo spettacolo prende la forma di un soliloquio che richiama il teatro dell’assurdo e attraversa\, in modo libero e poetico\, frammenti della sua biografia. \nZazà – cercata da tutti\, trovata da nessuno – attende una “chiamata” che non arriva. Intrappolata in un eterno attimo prima dell’apertura del sipario\, solo nel finale lo spettatore comprende che quella preparazione è\, in realtà\, un congedo: Zazà si sta preparando per buttarsi di sotto. La scena diventa così un luogo di sospensione\, un tempo dilatato in cui l’attesa si fa destino. \nIl personaggio costruito da Roberta Lidia De Stefano e Gabriele Scotti oscilla tra la barbona e il varieté: una figura marginale\, fragile e lucidissima\, che ha conosciuto il riconoscimento ma mai quanto avrebbe meritato. Attraverso Zazà\, il progetto interroga il rapporto contraddittorio che l’Italia intrattiene con i suoi artisti: un sistema che li osanna da morti e condanna da vivi. \nLe canzoni sono cantate dal vivo e riarrangiate in una partitura originale\, con un paesaggio sonoro ispirato a un folk minimale di ascendenza tomwaitsiana (disegno del suono: Marcello Gori). Il testo in romanesco dialoga con la tradizione di Ettore Petrolini e Belli\, mentre la dimensione plurilingue dello spettacolo si apre ai personaggi delle canzoni: Ciccio Formaggio (napoletano)\, Remedios (argentina)\, la Titina (francese) e il Nanni (milanese). \nScene di Maria Spazzi\, costumi di Rossana Gea Cavallo\, video e luci di Serena Serrani compongono uno spazio instabile e fortemente evocativo\, dove la vita scenica si confonde con il congedo finale. \nZazà con la banda in testa non è un omaggio nostalgico\, ma una riscrittura critica e contemporanea: un attraversamento biografico che interroga il senso stesso dell’essere poeta oggi. \n\n\n  \n  \n\n\nCrediti\nZazà con la banda in testa \nRegia e drammaturgia: Roberta Lidia De Stefano\, Gabriele Scotti \nDisegno del suono: Marcello Gori \nScene: Maria Spazzi \nCostumi: Rossana Gea Cavallo \nVideo e luci: Serena Serrani \n\n\n  \n\n\n\nRoberta Lidia De Stefano\nPerformer\, cantante\, autrice e musicista attiva nel teatro contemporaneo e nella scena performativa italiana ed europea. Diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano\, ha studiato Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma. \nLa sua ricerca attraversa parola\, corpo e musica\, con particolare attenzione alle voci scorticate\, al patrimonio popolare e alle figure femminili fuori norma. Ha collaborato con Enzo Moscato\, Dario Fo\, Danio Manfredini\, Francesco Saponaro\, Gianina Cârbunariu\, Gaelle Bourges e altri. Socia fondatrice di Le Brugole & Co.\, dal 2013 collabora con ERT/Teatro Nazionale come autrice e interprete. \nCon Alexandre Roccoli è coautrice di Di Grazia (la voix du patron) (ERT\, Espace des arts Scéne Nationale de Chalon sur Sâone). Nel 2024 è stata borsista alla Fondazione Cini per studi sulle cantate barocche napoletane. Nel 2025 debutta al Campania Teatro Festival con Hotel Dalida (tournée 2026-2027). Compone musiche per l’audiovisivo: la sua canzone-manifesto contro il femminicidio Iodecidio è nella colonna sonora della serie belga La Théorie du Y. Collabora con Chora Media e Rai Radio1. \nInsignita del Premio Eleonora Duse 2023 per Kassandra di Sergio Blanco\, del Premio Hystrio-Mariangela Melato e del Premio Carnevale Calabria Cultura. Conduce laboratori su canto\, presenza e relazione tra voce\, corpo e testo\, portando avanti un’idea di teatro come “archeologia epica dell’umano”. \n  \nGabriele Scotti\nDrammaturgo\, sceneggiatore e docente presso l’Università di Milano Bicocca. Scrive per cinema\, teatro e podcast. Tra i suoi lavori: i lungometraggi Tra cinque minuti in scena (Miglior Film d’Essai FICE) e Dolcissime (Miglior Sceneggiatura Magna Grecia FF)\, documentari per Sky Arte\, i monologhi per Lella Costa Se non posso ballare e Giovanna d’Arco. \nSocio ATIR dal 2020\, collabora con Serena Sinigaglia a Supplici di Euripide (Miglior Regia ANCT 2022\, Premio Hystrio Twister 2023). Tra i lavori recenti: Arrusi (vincitore bando Next)\, Metaforicamente Schiros con Beatrice Schiros\, Tutte le volte che le donne… con Cathy La Torre. Autore dei podcast Via Morando 9 con Giuseppe Cederna e Invictae con Lella Costa.
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SUMMARY:Libri e società - il mito della bambola “Barbie”
DESCRIPTION:Domenica 22 marzo\, alle ore 17:0\, la MAB ospita la presentazione del libro “Ruth Handler\, la rivoluzione di una bambola”\, di Simona Capodanno\, a cura dell’Associazione Borgo di Bard. \nAppuntamento alle ore 17:00 presso il Teatro della MAB – Maison des Artistes Bard per l’incontro “Libri e società”. Oggetto dell’incontro è la presentazione del libro “Ruth Handler\, la rivoluzione di una bambola”\, di Morellini Editore\, alla presenza dell’autrice Simona Capodanno. \nIl libro\, che fa parte della collana “Femminile Singolare” dedicata a grandi donne del passato e del presente\, è la storia della creatrice della bambola più conosciuta al mondo: la Barbie. L’autrice sarà in dialogo con Bruno Testa\, grafico e illustratore per la Mattel fin dagli inizi metà anni Settanta. In contemporanea ci sarà un’esposizione evento di “Barbie Dolls Collectors\, tra ricordi e uniche rarità“\, della collezionista Armida Canna. \n  \nIngresso gratuito
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SUMMARY:Masterclass di formazione tra lirica e prosa con Stefania Panighini
DESCRIPTION:Dal 29 marzo al  2 aprile 2026 si svolgerà alla MAB una masterclass sull’opera e la regia lirica\, dal titolo PASSAGGI – La scena artistica tra prosa e lirica\, l’importanza di essere permeabili\, a cura di Stefania Panighini. La Masterclass si inserisce all’interno del ciclo di formazione OTTIME MAESTRE della MAB – Maison des Artistes Bard. \nLe persone interessate a partecipare possono scrivere una mail a info@maisondesartistesbard.it \n\nPresentazione e proposta di lavoro\nPASSAGGI – La scena artistica tra prosa e lirica\, l’importanza di essere permeabili. \nNegli ultimi trent’anni l’opera lirica è diventata\, per la regia\, un campo aperto di sperimentazione e contaminazione\, attraversato da coreografi\, cineasti e registi teatrali\, che hanno portato la loro visione e il loro background. \nQual è la specificità dell’opera e perché è un richiamo potente per ogni artista? \nDa questo interrogativo parte un’indagine acuta sulle peculiarità di un genere che ha fatto la storia del Made in Italy per 400 anni\, un’indagine che ripercorre i destini incrociati di testi\, che sono capisaldi della storia del teatro e sono diventati – poi – stelle del firmamento operistico mondiale. \nLe nozioni di tempo e di spazio nell’opera si dilatano e si contraggono in maniera irreale\, la drammaturgia musicale racconta la pulsazione dell’anima in parallelo a quella del corpo\, e da vita a un linguaggio unico al mondo. La comprensione approfondita di questo linguaggio è una risorsa per ogni artista (registi/e\, attori e attrici\, cantanti\, musicisti/e e performer)\, un bagaglio importante per affrontare azioni performative di ogni tipo\, con particolare attenzione all’interazione tra voce\, corpo e scena. \nIl corso prevede una ricerca sulle specificità dei differenti linguaggi artistici\, l’analisi teorica e pratica di alcuni passi fondamentali del Macbeth (Shakespeare/Verdi) e della Carmen (Merimé/Bizet)\, un focus sull’uso del corpo poetico nella regia d’opera contemporanea e la proposta di una drammaturgia ex novo che includa il linguaggio d’opera all’interno di una performance. \nDurante la masterclass verrà proposto a chi partecipa di cimentarsi nella creazione di una performance teatrale dove entra in gioco il linguaggio operistico\, che sarà presentata al pubblico a conclusione dell’ultima giornata di formazione. Una sorta di performance con parti recitate\, movimenti e musica lirica\, frutto del lavoro dei giorni precedenti. \n  \nStefania Panighini\nStefania Panighini\, regista e autrice nata a Torino\, è una protagonista della scena teatrale da venti anni. Indaga incessantemente la realtà\, per trasformarla in una scena trasversale\, dove – rimescolando elementi come l’opera e il teatro-danza\, la videoarte e la prosa\, la fotografia e lo storytelling – si possa leggere il passato\, tentando di comprendere il futuro. Appassionata di nuove tecnologie e pubblico giovane\, ha una smisurata fiducia nell’arte come mezzo per salvare il mondo. \nDa sempre impegnata sia nel repertorio tradizionale che in quello più ricercato\, ultimamente ha messo in scena Don Pasquale alla Calgary Opera\, Kaiser Von Atlantis per il Lerici Music Festival e l’Opera Giocosa di Savona\, Ascesa e caduta della città di Mahagonny a conclusione di un progetto triennale sul teatro musicale del Conservatorio e del Teatro Sociale di Como iniziato con la Belle Hélène di Offenbach nel 2022\, seguito poi da La Rondine di Puccini nel 2023. Nello stesso anno ha curato l’allestimento dell’Elisir d’amore per l’Opera Giocosa di Savona e il Teatro Pavarotti-Freni di Modena e la realizzazione di Pagliacci al Wexford Festival Opera. \nNel 2025 e 2026 firma la regia per Tosca per il Teatro Verdi di Trieste\, il dittico con Bal Masqué di Poulenc e l’opera in prima assoluta La Torre di Marco Bargagna al Teatro Verdi di Pisa\, la prima esecuzione moderna di Turanda di Bazzini al Teatro Sociale di Como e Don Pasquale al Teatro Isabel la Católica di Granada. \nHa iniziato gli studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’amico\, in seguito si è diplomata al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino in Regia per lo spettacolo musicale e laureata in Musicologia presso l’Università di Torino. Attualmente è docente ordinario di Teoria e tecniche dell’interpretazione scenica presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Como\, dopo essere stata insegnante in altre prestigiose accademie italiane. \n\n\n  \nI costi\nCosto formazione + camera doppia: 190\,00 €\nCosto formazione + camera singola: 250\,00 €\nSolo formazione senza residenzialità: 140\,00 €\nChi partecipa alla masterclass avrà disponibilità dell’uso cucina. I pasti e la spesa non sono coperti dalla quota di iscrizione. \n  \nOrari\nLa masterclass si svolge da domenica 29 marzo a giovedì 2 aprile\, orario 10 - 13\, 15 - 18.\nPerformance aperta al pubblico giovedì 2 aprile h 17.\nPossibilità di ingresso in struttura il 28 marzo e di uscita il 3 aprile. \n  \n  \nModalità di partecipazione\nPer partecipare inviare un CV artistico e lettera motivazionale a info@maisondesartistesbard.it. \nIscrizioni aperte fino a mercoledì 25 marzo 2026. \n 
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SUMMARY:Prova aperta del corso di teatro alla MAB
DESCRIPTION:Lunedì 30 marzo\, alle ore 19:30\, la MAB presenta la prova aperta del laboratorio di teatro “Classici contemporanei”\, a cura di Palinodie e condotto da Silvia Pietta. \nLə partecipanti mostreranno al pubblico strumenti attoriali appresi\, training e letture di testi teatrali dei caposaldi della letteratura teatrale\, dai Greci a Cechov passando da Shakespeare. \n  \nIngresso gratuito \n  \n\n\n\n\n\nA condurre il laboratorio è Silvia Pietta\, attrice diplomata alla scuola del Piccolo Teatro di Milano. Nel 2015 è scelta per partecipare alla XXIV edizione dell’Ecole Des Maitres\, condotto da Ivica Buljan. Nel 2016 vince il Premio Gino Cervi della Fondazione Lyda Borelli. Negli anni collabora con numerosi registi teatrali tra i quali Massimo Popolizio\, Daniele Salvo\,Carmelo Rifici\, Leo Muscato\, Eleonora d’Urso\, Emiliano Bronzino. Porta avanti da diversi anni progetti di ricerca di tecnica attoriale e di pedagogia teatrale\, specializzandosi nella formazione e nel coaching di giovani allievi attori. Nel 2024 inizia la collaborazione con la compagnia Palinodie per il monologo “Come Noi” scritto da Verdiana Vono e diretto da Stefania Tagliaferri.
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