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27 Ottobre - 24 Novembre
Ariane Darpy MAB

La Maison des Artistes Bard accoglie Ariane Darpy per il secondo anno del Nouveau Grand Tour

Per il secondo anno consecutivo, la Maison des Artistes Bard è sede del Nouveau Grand Tour, il programma di residenze artistiche promosso dall’Institut français Italia per favorire la mobilità e gli scambi culturali tra Francia e Italia. Un progetto che offre ad artiste e artisti francesi l’opportunità di sviluppare la propria ricerca in Italia, entrando in relazione con nuovi contesti, territori e comunità artistiche.

Nell’ambito di questa collaborazione, la Maison des Artistes Bard accoglie Ariane Darpy, artista francese nata nel 1999, la cui pratica attraversa la pittura, l’incisione e il disegno.

Diplomata all’ESAL di Épinal e all’École des Beaux-Arts de Nantes Saint-Nazaire nel 2025, Darpy sviluppa una ricerca che esplora il modo in cui lo sguardo attraversa le immagini, si sofferma sui dettagli e si perde tra forme che si intrecciano e si trasformano. Il suo lavoro indaga i confini tra visibile e invisibile, dando vita a composizioni in cui strutture organiche, elementi vegetali e minerali si frammentano e si ricompongono, generando nuove possibilità di interpretazione.

Attraverso una particolare attenzione al dettaglio, le sue opere invitano a rallentare e a osservare l’immagine come un ambiente in continua trasformazione. In un presente caratterizzato da un flusso incessante di immagini, l’artista ricerca nella pittura uno spazio in cui sostare, lasciando emergere connessioni inattese e nuove modalità di percezione. Nel corso della sua attività ha realizzato diverse commissioni pubbliche, tra cui progetti per Le Voyage à Nantes e per l’Ambasciata di Francia in Corea del Sud, ed è stata candidata a premi quali il Prix ICART, Juvenars (IESA) e la Bourse Jean-Claude Reynal.

 

Abitare il paesaggio: la ricerca di Ariane Darpy a Bard

Durante il mese di residenza alla MAB Maison des Artistes Bard, il paesaggio alpino diventa parte integrante della ricerca dell’artista. Immersa nel contesto del borgo e delle montagne, Darpy intende sperimentare un nuovo rapporto con lo spazio e il silenzio, lasciando che entrambi entrino nelle proprie composizioni e ne orientino lo sviluppo.

Ascoltare il paesaggio significa, per l’artista, adottare una postura di apertura: rendersi disponibili a ciò che ci circonda, spostare il proprio punto di vista e accettare di esserne attraversati. Questa ricerca richiama il concetto giapponese di Ma, che indica lo spazio dell’intervallo, una pausa capace di dare forma al silenzio, al ritmo e al respiro.

I taccuini realizzati durante la residenza costituiranno la traccia di questa esperienza: appunti visivi, osservazioni e sperimentazioni che diventeranno la matrice di un lavoro futuro. Un percorso per cercare di non porsi più di fronte al paesaggio come a un’immagine da osservare, ma di entrarvi, abitarlo e riconoscersi parte di esso.

 

Il Nouveau Grand Tour: un ponte culturale tra Francia e Italia

Il Nouveau Grand Tour nasce per rinnovare la tradizione del Grand Tour, il viaggio di formazione che per secoli ha portato artisti, intellettuali e viaggiatori europei alla scoperta dell’Italia. Oggi questa eredità si traduce in un programma di residenze dedicato alla creazione contemporanea, che sostiene la mobilità artistica e promuove il dialogo tra le scene culturali dei due Paesi.

Attraverso soggiorni di ricerca e produzione in diverse realtà italiane, il programma offre ad artiste e artisti francesi il tempo e lo spazio necessari per approfondire la propria pratica, confrontarsi con nuovi ambienti e sviluppare progetti in dialogo con il territorio ospitante.

Per la Maison des Artistes Bard, partecipare al Nouveau Grand Tour per il secondo anno consecutivo significa consolidare il proprio ruolo di luogo di incontro e sperimentazione, capace di mettere in relazione la ricerca artistica internazionale con le specificità del contesto alpino. Una collaborazione che rafforza la vocazione della Maison a sostenere processi creativi, favorire lo scambio tra discipline e aprire nuove prospettive di dialogo tra artisti, professionisti della cultura e comunità.

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