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9 Gennaio - 25 Gennaio
Emilia Verginelli MAB

Residenza artistica di creazione L’Atto Sospeso

Dal 9 al 25 gennaio la MAB ospita un residenza artistica di Emilia Verginelli.

L’Atto Sospeso nasce da una domanda semplice e radicale: cosa accade quando l’eroe si ferma? Quando l’azione si interrompe e lascia spazio all’esitazione, al dubbio, al pensiero?

Il progetto

Il lavoro prende avvio dall’omonimo saggio di Sara De Simone, che indaga il momento di sospensione nella narrazione eroica: quell’attimo in cui l’azione non avviene, si ritrae, si trasforma in contemplazione. Non l’atto compiuto, ma il vuoto che lo precede. Non l’impeto, ma la pausa.

Attraversando figure mitologiche e letterarie – da Achille a Oreste, da Arjuna a Lancillotto, fino a Orlando – il progetto esplora un’epopea alternativa fatta di esitazioni, rallentamenti e trasformazioni interiori. Un’epopea in cui il pensiero stesso può diventare azione, assumere un peso fisico, una postura, una forma scenica.

La residenza

La residenza alla Maison des Artistes rappresenta una fase centrale del processo creativo: uno spazio-tempo di attraversamento e riscrittura, in cui il progetto viene messo alla prova, scomposto e ricomposto in dialogo con lo spazio e con il contesto.

Durante il periodo di lavoro, Emilia Verginelli approfondisce una pratica performativa che si allontana dal materiale autobiografico per confrontarsi con un testo esterno, costruendo una drammaturgia che intreccia riflessione teorica, azione fisica e immaginario visivo. La residenza diventa così un luogo di sospensione attiva, in cui il progetto può abitare il dubbio prima di trovare una forma definitiva.

L’Atto Sospeso non cerca risposte definitive, ma abita una soglia. Un tempo altro, in cui l’azione è rimandata e il gesto resta incompiuto. È in questo vuoto che la poesia trova spazio e respiro, e che la scena può farsi luogo di ascolto, di pensiero e di trasformazione.

La residenza alla Maison des Artistes accompagna questo processo, sostenendo una ricerca che fa della sospensione non un limite, ma una possibilità.

Crediti
di e con Emilia Verginelli
Aiuto regia Annachiara Vispi

 

Emilia Verginelli è performer e autrice. La sua ricerca si sviluppa nell’ambito delle arti performative contemporanee, intrecciando corpo, parola e immaginario visivo in una pratica che indaga l’identità, la costruzione dei ruoli e la relazione tra esperienza individuale e dimensione politica.

Dopo una prima fase di lavoro fortemente legata al materiale autobiografico, con i progetti Io non sono nessuno e Lourdes, il suo percorso artistico si apre a una riflessione più ampia sulla scrittura scenica e sulla regia, orientandosi verso l’elaborazione performativa di testi esistenti e dispositivi teorici.

Il suo lavoro attraversa temi quali l’eroismo, la vulnerabilità, la sospensione dell’azione e la trasformazione, assumendo una postura dichiaratamente transfemminista che interroga la storicità dei ruoli di genere e la possibilità di riscriverne l’eredità. Centrale nella sua pratica è l’attenzione al tempo, al gesto incompiuto e al pensiero come forma di azione.

Parallelamente alla ricerca drammaturgica, Emilia Verginelli sviluppa un interesse per la dimensione visiva e sonora della scena, sperimentando dispositivi leggeri e adattabili, capaci di dialogare con spazi e contesti differenti. Il lavoro in residenza rappresenta per lei un momento fondamentale di attraversamento, in cui il progetto può essere messo in crisi, riformulato e ripensato prima della sua definizione finale.

ORGANIZZATO DA

Palinodie

Mab