Dal 16 al 22 marzo la MAB ospita la residenza artistica di Roberta Lidia de Stefano con il lavoro Zazà con la banda in testa
Sinossi
Zazà con la banda in testa è un progetto teatrale ibrido dove parola e musica si intrecciano in un dispositivo scenico essenziale e potente. Ispirato alla figura artistica di Gabriella Ferri, lo spettacolo prende la forma di un soliloquio che richiama il teatro dell’assurdo e attraversa, in modo libero e poetico, frammenti della sua biografia.
Zazà – cercata da tutti, trovata da nessuno – attende una “chiamata” che non arriva. Intrappolata in un eterno attimo prima dell’apertura del sipario, solo nel finale lo spettatore comprende che quella preparazione è, in realtà, un congedo: Zazà si sta preparando per buttarsi di sotto. La scena diventa così un luogo di sospensione, un tempo dilatato in cui l’attesa si fa destino.
Il personaggio costruito da Roberta Lidia De Stefano e Gabriele Scotti oscilla tra la barbona e il varieté: una figura marginale, fragile e lucidissima, che ha conosciuto il riconoscimento ma mai quanto avrebbe meritato. Attraverso Zazà, il progetto interroga il rapporto contraddittorio che l’Italia intrattiene con i suoi artisti: un sistema che li osanna da morti e condanna da vivi.
Le canzoni sono cantate dal vivo e riarrangiate in una partitura originale, con un paesaggio sonoro ispirato a un folk minimale di ascendenza tomwaitsiana (disegno del suono: Marcello Gori). Il testo in romanesco dialoga con la tradizione di Ettore Petrolini e Belli, mentre la dimensione plurilingue dello spettacolo si apre ai personaggi delle canzoni: Ciccio Formaggio (napoletano), Remedios (argentina), la Titina (francese) e il Nanni (milanese).
Scene di Maria Spazzi, costumi di Rossana Gea Cavallo, video e luci di Serena Serrani compongono uno spazio instabile e fortemente evocativo, dove la vita scenica si confonde con il congedo finale.
Zazà con la banda in testa non è un omaggio nostalgico, ma una riscrittura critica e contemporanea: un attraversamento biografico che interroga il senso stesso dell’essere poeta oggi.
Crediti
Zazà con la banda in testa
Regia e drammaturgia: Roberta Lidia De Stefano, Gabriele Scotti
Disegno del suono: Marcello Gori
Scene: Maria Spazzi
Costumi: Rossana Gea Cavallo
Video e luci: Serena Serrani
Roberta Lidia De Stefano
Performer, cantante, autrice e musicista attiva nel teatro contemporaneo e nella scena performativa italiana ed europea. Diplomata alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano, ha studiato Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma.
La sua ricerca attraversa parola, corpo e musica, con particolare attenzione alle voci scorticate, al patrimonio popolare e alle figure femminili fuori norma. Ha collaborato con Enzo Moscato, Dario Fo, Danio Manfredini, Francesco Saponaro, Gianina Cârbunariu, Gaelle Bourges e altri. Socia fondatrice di Le Brugole & Co., dal 2013 collabora con ERT/Teatro Nazionale come autrice e interprete.
Con Alexandre Roccoli è coautrice di Di Grazia (la voix du patron) (ERT, Espace des arts Scéne Nationale de Chalon sur Sâone). Nel 2024 è stata borsista alla Fondazione Cini per studi sulle cantate barocche napoletane. Nel 2025 debutta al Campania Teatro Festival con Hotel Dalida (tournée 2026-2027). Compone musiche per l’audiovisivo: la sua canzone-manifesto contro il femminicidio Iodecidio è nella colonna sonora della serie belga La Théorie du Y. Collabora con Chora Media e Rai Radio1.
Insignita del Premio Eleonora Duse 2023 per Kassandra di Sergio Blanco, del Premio Hystrio-Mariangela Melato e del Premio Carnevale Calabria Cultura. Conduce laboratori su canto, presenza e relazione tra voce, corpo e testo, portando avanti un’idea di teatro come “archeologia epica dell’umano”.
Gabriele Scotti
Drammaturgo, sceneggiatore e docente presso l’Università di Milano Bicocca. Scrive per cinema, teatro e podcast. Tra i suoi lavori: i lungometraggi Tra cinque minuti in scena (Miglior Film d’Essai FICE) e Dolcissime (Miglior Sceneggiatura Magna Grecia FF), documentari per Sky Arte, i monologhi per Lella Costa Se non posso ballare e Giovanna d’Arco.
Socio ATIR dal 2020, collabora con Serena Sinigaglia a Supplici di Euripide (Miglior Regia ANCT 2022, Premio Hystrio Twister 2023). Tra i lavori recenti: Arrusi (vincitore bando Next), Metaforicamente Schiros con Beatrice Schiros, Tutte le volte che le donne… con Cathy La Torre. Autore dei podcast Via Morando 9 con Giuseppe Cederna e Invictae con Lella Costa.
